Resta … da solo!
Il conto alla rovescia è già iniziato ma ancora poco chiari sono i prossimi volti della campagna elettorale. Tra leader di passate bandiere a nuovi nomi pronti a “mettersi in piazza”, abbiamo ascoltato la voce dell’Assessore provinciale, Onofrio Resta, che pare stia valutando le modalità d’ingresso tra le poltrone del Consiglio Comunale.
La Ppdt si sta preparando alle prossime amministrative ma non è ancora chiaro chi guiderà le sue redini a Turi. Sarà Lei o sta preparando il terreno per un “salto” politico?
La Ppdt si sta preparando alle elezioni sarà presente alla competizione amministrativa e stiamo valutando gli eventuali compagni di viaggio. Non abbiamo particolari problemi perchè comunque andrà, sarà un successo. Noi in comune attualmente non siamo rappresentati e puntiamo ad entrare in consiglio. Sono gli altri che si devono preoccupare.
Boccardi ha parlato della formazione di un laboratorio politico di concertazione, indipendente dalla storia o dalle idee politiche. Siederebbe a quel “tavolo” o lo farebbe con il condizionale?
Se il PDL ci chiamerà, andremo al confronto e discuteremo di tante cose, se non ci chiamerà, non ci stracceremo le vesti. È immaginabile che un confronto ci sarà dopo il passaggio congressuale, ma quello che non riusciamo ancora a capire è che idea ha il PDL del futuro amministrativo di Turi. Sento parlare di laboratorio politico e quindi di sperimentazione di nuovi modelli, di nuovi percorsi. Aspettiamo di capire nei fatti quali sono le effettive intenzioni perché bisognerà essere conseguenti. Certo, devo chiarire che il sottoscritto non ha mai posto veti su nessuno, tantomeno sul sindaco uscente come riportato erroneamente su qualche testata locale, per la semplice ragione che non ho mai rilasciato interviste su fatti amministrativi, anche quando forse andava fatto. Ma la sobrietà istituzionale e l’appartenenza al centro destra provinciale mi hanno sempre consigliato molta discrezione su temi locali. Del resto non ho mai attaccato il centro destra e il sindaco quando erano contro di me alle provinciali e alle regionali anche perchè ho sempre avuto rispetto per i sindaci, anche quando non avevano lo stesso colore, e nutro stima personale per Gigantelli, ma con altrettanta franchezza devo dire che questa maggioranza non gode di buona salute. Ha perso molto della fiducia e del consenso che l’aveva accompagnata alla precedente elezioni, il tasso di credibilità è al minimo allora bisognerà capire quali aggiustamenti sono necessari, quali soluzioni bisognerà trovare, quale strategia bisognerà inventarsi per tornare ad essere competitivi e possibilmente vincenti. Il problema, non è trovare le responsabilità, ma ridare smalto al centrodestra unito e chi avrà più filo tessera, anche allargando la compagine a chi lambisce il perimetro della coalizione e che chiede discontinuità. Se è questo il senso del laboratorio noi ci saremo, altrimenti saremo dall’altra parte senza drammi e in tutta serenità, perchè la competizione elettorale non deve trasformarsi in una guerra in quanto perderemmo ancora di più la fiducia della gente che vuole scelte chiare e posizioni comprensibili e non slogan o annunci spot.
Ipotizziamo un accordo con FLI e UdC. Poniamo da parte l’UdC e consideriamo il FLI. Oggi a guidarlo è Paolo Tundo, ex vicesindaco dell’attuale Amministrazione. Possiamo dire che quest’ultima non sia stata in grado di “tenerlo a bada”. Pensa di poterlo fare Lei?
Non voglio personalizzare le mie considerazioni e le rispondo con una domanda. Tundo è in politica da tanto tempo e lo si conosce, politicamente parlando, da quando aveva i pantaloncini corti, allora come mai solo ora lo si considera un cavallo pazzo dopo che ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria del centro destra, dopo che lo hanno candidato all’unanimità alla provincia e dopo averlo fatto sempre all’unanimità vicesindaco, perché ora non e più buono?