IL “2 NOVEMBRE” È CALATO SU TURI

“Passa il Santo. Passa la festa”…così recitava un antichissimo detto turese che sembra persistere tuttora poiché a Turi dopo la meravigliosa Festa Patronale sembra essere tornato il “2 novembre”. E così sarà fino a giugno prossimo (si spera) dato che mai come quest’anno per via di serate più fresche l’estate turese è iniziata molto tardi e sta per concludersi.
Turi non cambierà o almeno non lo farà per il momento. La gente preferisce “uscire fuori” soprattutto d’inverno perché gli altri paesi offrono di più! Ma cosa offrono??? Offrono pub, bar e pizzerie??? In effetti anche Turi è ben fornita di pub, bar e pizzerie e forse anche di qualità superiore, ma è proprio la mentalità “gretta” turese che preferisce evadere.
Anche dal punto di vista commerciale, possiamo vantare negozi di vario tipo e per tutte le tasche, ma ascoltando il parere dei titolari si è evinto che i turesi prediligono a questi, centri commerciali magari acquistando vestiario di incerta provenienza e di scarsa qualità ma comunque restando soddisfatti di aver fatto “spesa fuori”. Alcuni cittadini, sempre a detta dei titolari, non conoscono neanche l’esistenza di certi negozi, dei prezzi e degli ottimi capi che mettono in vendita poiché per “la gente” è impensabile che Turi possa progredire. Ma per fortuna questa mentalità non coinvolge proprio tutti dato che se fosse così sarebbe un disastro per l’economia del nostro paese: non circolerebbe più moneta, chiuderebbero tante attività e si trasformerebbe questo paese in un vero e proprio dormitorio.
Da paesino che era, Turi si è evoluto e si è esteso. Siamo cresciuti sia come popolazione (attualmente i cittadini turesi sono poco più di 12.500) che dal punto di vista sociale e questo è un risultato positivo che deve farci riflettere ad eliminare quei pregiudizi nei confronti di un paese che sembra addormentato ma che invece si è emancipato nel giro di pochi anni. Cosa ci manca per essere al pari degli altri paesi confinanti? Non c’ è una valida motivazione per la quale Turi è un territorio da evitare o da scartare se non quella del divertimento. Ma è possibile che basta così poco per mettere una ‘X’ su questo luogo soltanto perché manca una discoteca o una palestra con piscina? La verità è che in questo Paese manca un profondo tanto quanto impellente bisogno di cultura!
Basterebbe semplicemente valorizzare di più il nostro Paese e viverlo, ma non soltanto il mese di agosto e della Festa “Grande” ma in ogni mese dell’anno con iniziative culturali, culinarie, di svago e di ogni genere purché atte a rinvigorire questa piccola città. Per far questo, la spinta dovrebbe provenire dai giovani, che per la maggior parte preferiscono criticare, senza operare!
Quale sarà il destino di Turi nei prossimi mesi? Lo scopriremo solo vivendo … lo (in questo caso).