OK, IL POSTO DEL CASSONETTO ADESSO È GIUSTO!

Tutto è iniziato perché l’autista di un camion dell’immondizia della ditta Catucci fu scoperto mentre, alle 7 di ogni mattina, percorreva via Armando Diaz in contro-mano. Richiamato dal suo datore di lavoro, studiò un itinerario alternativo che prevedeva, ovviamente, il rispetto dei segnali stradali ma, ahilui, comprendeva un pezzetto di via Lorenzo Scarnera a retro-marcia. Spostando il cassonetto di una decina di metri, lo si avvicinava al camion e si ovviava a questo problema. Ma erano stati evidentemente fatti i conti senza l’oste, cioè senza l’ormai famosa Signora dell’altro isolato che, a questo punto della storia, fa la sua entrata in scena: irritata, irretita da questa decisione o, secondo altre versioni dei fatti, adirata con il povero cassonetto reo confesso di non essere certo un bel vedere quando la signora cenava, magari gustando piatti squisiti alla presenza della vista-cassonetto. E allora che fa la Signora che evidentemente sogna un mondo senza rifiuti e di conseguenza senza cassonetti? Ogni mattina va a spingerlo, portandolo dieci metri più giù, insomma dove lei non lo vede: Lontano-dagli-occhi-lontano-dal-cuore. Sembrava una situazione senza vie di uscita. Invece, improvvisamente l’idea di spostarlo in via Oberdan dirimpetto alla cucina della casa dell’articolista, che se la prende a morte. Ma, sia chiaro, solo per non averla avuta lui l’dea… Comunque il posto giusto adesso è servito. E… amen!