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NINO AIELLO: ”LA CORSA È UNA FILOSOFIA DI VITA”’

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Da quando nasce la passione per la corsa ?
Da sempre. Qualcuno, forse il più maligno, scherzando, diceva che il calcio non era adatto alle mie qualità, in quanto arrivavo sempre prima del pallone.

Mentre i tuoi coetanei si divertivano tra calcio e pallavolo, ti sacrificavi a macinare Km su Km, perchè?
Perchè considero la corsa una filosofia di vita, una catarsi ovvero purificazione da quelle scorie che la società quotidianamente ci riserva. Insomma uno stile di vita che non rasenta, di fatto, la perfezione, ma che aiuta a vivere meglio insieme agli altri.

La società D.o.f. è stata una tua creatura o una tua aggregazione?
Oggi la considero una mia creatura anche se, per la verità, bisogna dar merito al Presidente Laera per averla voluta e quindi fondata più di dieci anni fa.

Le varie amministrazioni come hanno inciso sulla crescita di questo fenomeno a Turi?
Ecco un tasto dolente che condiziona il nostro sport come lo sport in genere a Turi. In questi anni abbiamo registrato poco o niente da parte degli amministratori locali nei confronti della nostra società; del resto non poteva essere altrimenti dal momento che non è mai esistita -nel nostro Paese- una politica di sostegno e sviluppo alla crescita dello sport in genere.

La pista al campo sportivo a voi serve si o no?
La pista rappresenta l’esatta concezione che i politici, che ci hanno governato, hanno dello sport. Nata per favorire lo sviluppo dell’atletica è stata dimenticata e mai completata visto l’ingente danaro che la collettività turese avrebbe sborsato, ma occasioni per completarla a costo zero ci sono state (vedi Giochi del Mediterraneo del ’97). Anche in questo caso il politico ha ritenuto la cosa sterile e futile. Quindi, per rispondere alla tua domanda, dico che certamente serve a noi ma a tutta la collettività.

Perchè non avete mai stipulato una ‘convenzione’ con la scuola media per la pratica della corsa di fondo e mezzo-fondo ? Ci sono ostacoli o è una vostra scelta? Potrebbe essere un primo passo per rivedere dopo anni la scuola media alla corsa campestre provinciale?
Per poter realizzare un progetto del genere una società quale la ‘ D.o.f ‘,società a livello amatoriale, avrebbe bisogno prima di strutture adeguate -vedi la su citata pista- poi di un percorso fatto di sinergie tra società sportive, scuola e, per forza di cose, partner privati (sponsor). L’esperienza mi insegna che questo può realizzarsi grazie alla buona volontà degli uomini anche se fa male vedere come, nel nostro Paese, in nome della pratica sportiva, si spendano soldi pubblici per pseudopiste ciclabili vedi Via Cisterna.

Passato e presente possono coniugarsi?
Devono necessariamente coniugarsi, anche se si fa di tutto per distruggere tutto ciò che di buono e di concreto si è fatto. Quindi riportare i ragazzi della scuola media a gareggiare in una ‘campestre’ a carattere provinciale, sarebbe un motivo di grossa soddisfazione per la nostra società D.o.f in quanto creeremmo così nuova linfa per la corsa turese.

Nino, la gara più bella della tua carriera.
In vent’anni di corsa momenti belli ce ne sono stati, anche con soddisfazioni personali. Ma,al di là di quella che potrebbe sembrare una autocelebrazione, con certezza dico la prossima.

Se fossi delegato allo sport, senza promesse, cosa faresti di concreto?
Se lo fossi avrei condiviso, a priori, un progetto politico a favore dello sport turese. Mi spiego meglio. Non è possibile che nei vari programmi politici che scandiscono il momento elettorale, lo sport sia sempre considerato il ‘leit motiv’ su cui ruota questa o quella compagine politica. Successivamente forse perchè di amministratori che abbiano praticato sport ne abbiamo avuti davvero pochi, in nome della ragion di stato e di equilibri finanziari di governo, nulla viene poi realizzato.

Per concludere perchè, a Turi, lo sport non decolla con continuità?
Si, si vive del momento. Oggi la pallavolo. Ieri il calcio. Domani chissà. Ma ci siamo chiesti poi perchè accade tutto questo? Dovremmo prendere esempio da altre realtà cittadine dove si coltiva l’idea non di uno sport, ma dello sport. Voglio certamente dire che, la nascita di una polisportiva, con l’impegno delle varie società operanti sul territorio, darebbe un impulso nuovo in un paese in cui il momento aggregativo e solidale non è mai stato metabolizzato. Anzi, dirò di più, un sodalizio che vedesse impegnate tutte le società a favore della crescita dello sport alfabetizzerebbe ed ‘educherebbe’ anche il potere politico da sempre insensibile

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