DORMEX: L’ILLEGALITÀ SI RIPETE….
Il rispetto dell’ambiente, la legalità e la sicurezza sul lavoro sono le fondamenta della società e la base per costruire un futuro dignitoso per le prossime generazioni.
Tuttavia, ci spetta il doloroso compito di dover denunciare l’ennesimo atto di inciviltà da parte di alcuni ignoti concittadini.
Erano sotto gli occhi di tutti, fino a pochi giorni fa, in via Gioia, all’altezza del boschetto, alcuni contenitori in plastica abbandonati, di colore blu, che sin da lontano richiamavano l’attenzione e risvegliavano il ricordo del Dormex. La sconcertante conferma, puntuale, giunge avvicinandosi ai contenitori. Si tratta, infatti, di Dormex ed di altri ricipienti provvisti di un semplice talloncino cartaceo con scritto “cianamida calcica”, vale a dire ancora drammaticamente Dormex.
Il Dormex è un noto prodotto fitosanitario dalle proprietà a dir poco miracolose, impiegato in agricoltura per indurre le ore di freddo necessarie alla pianta prima del risveglio, permettendo così di uniformare il risveglio delle gemme, la ripresa vegetativa e la successiva fioritura, di conseguenza anche la maturazione.
A causa dell’elevata pericolosità per l’operatore – può provocare ulcerazioni, avvelenamento sistemico, insorgenza di allergie, danni a carico del fegato e del sistema nervoso ed una serie di sintomi quando l’individuo viene esposto contemporaneamente all’alcol- questo elisir miracoloso è stato revocato in primis in Italia, con un Decreto del Direttore Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione, datato 18 marzo 2008, che obbliga anche il ritiro immediato delle scorte. Successivamente, con la pubblicazione della Decisione della Commissione del 18 settembre 2008, vengono revocate, in tutti gli Stati Europei, l’iscrizione della cianammide come sostanza attiva e le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti la stessa, il tutto con tempistiche brevi e non oltre il 18 marzo 2010. Un prodotto, dunque, pericoloso, dannoso, illegale.
Alcuni agricoltori del ventunesimo secolo, tuttavia, sembra che non possano rinunciarci, così continuano ad impiegarlo per l’annata 2009 e 2010 e, con gran sorpresa, riescono a trovarlo anche nel 2011, quando ormai dovrebbe essere totalmente scomparso in tutti gli Stati Europei.
Ancor più incredibile risulta essere l’impiego di tali prodotti fitosanitari in sincronia con la richiesta di una Denominazione di Origine oppure con la promozione della nostra produzione di qualità.
Meglio non considerare, poi, quel mercato nero e parallelo che si origina in queste occasioni e che a lungo andare diventa un’altra piaga dei nostri Paesi.
Inoltre, impiegando prodotti senza etichetta e quindi privi di qualsiasi sicurezza sull’effettivo contenuto, si rischia di effettuare irrorazioni dannose per le piante e per l’ambiente e pericolose per l’operatore. Conseguenza dell’utilizzo di tali prodotti e della paura di essere scoperti, l’abbandono dei contenitori per strada, senza pensare al danno ambientale che ne deriva.
Sicuramente il sistema agricoltura, sia a livello nazionale che comunitario, necessita di una riforma. Esistono molte problematiche a cui dare risposta, tra queste alcune differenziazioni riguardanti i principi attivi ed il loro utilizzo nei vari Stati membri, cosi come i relativi residui ammessi negli alimenti, ma l’impiego di prodotti fuori legge e l’attuazione di pratiche illegali non possono il alcun modo costituire la giusta risposta a queste problematiche.
L’agricoltura turese ha bisogno di innovazione, di compartecipazione della base produttiva, di nuovi sistemi di commercializzazione, di sistemi consociativi in grado di tracciare la qualità della produzione, di individuare canali di distribuzione alternativi, di stare sul mercato in maniera competitiva.
Il Dormex è il segno di una cultura che affonda Turi e le sue speranze di crescita.