MONS. ANGIULI: “DIO E’ MORTO TRE VOLTE”
Non sembrano le sei del mattino, se ci si ferma a guardare la gente che, in piedi perchè la chiesa Madre ha esaurito i posti a sedere, aspetta l’inizio della Messa. E’ il secondo giorno della Novena di Natale.
Don Giovanni Amodio, insieme con don Maurizio Caldararo, ha accolto mons. Vito Angiuli, che domenica prossima diverrà farà il suo ingresso nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, ricordando la figura del suo predecessore, mons. Vito De Grisantis.
L’arciprete ha scandito le tappe dell’incontro e dell’affetto che ha legato Turi al vescovo di Ugento, culminato, nell’agosto 2008, con il conferimento della cittadinanza onoraria.
Presenti numerose autorità, tra le quali il sindaco Enzo Gigantelli, e il sindaco di Sannicandro, città natale del Vescovo.
Mons. Angiuli ha celebrato la Santa Messa, soffermandosi, durante l’omelia, a parlare di educazione, tema portante della Novena di Natale di quest’anno. In particolare ha parlato di emergenza educativa, tema che affonda le radici in un lungo percorso storico-culturale, “non è qualcosa di episodico, per il quale incolpare i giovani o gli adulti.”
Ne ha riconosciuto la causa in ua cultura che ha sempre più allontanato Dio: “Dio è morto tre volte: la prima volta in croce, nella storia; la seconda volta, a fine ‘800, nella filosofia e nel modo di elaborare l’idea di mondo; infine, per la terza volta, Dio muore oggi, muore nell’esistenza delle persone che fanno a meno di Lui, che Lo considerano intralcio alla loro libertà.”
“Insomma, viviamo in un periodo di notte- ha concluso- ma sappiamo anche che nella Bibbia è proprio di notte che avvengono i grandi eventi: la creazione, il Natale, la Pasqua. E allora, sappiamo che in questa notte possiamo comunque cercare, e trovare, la luce di Cristo.”