GENITORI TURESI: ‘LA CRONACA NAZIONALE PREOCCUPA’
Proseguono le indagini che da diverse settimane ci tengono col fiato sospeso sulle due ragazzine, di 15 e 13 anni, strappate alle loro famiglie: Sarah e Yara, due adolescenti che si apprestavano a conoscere la vita, fatta di sogni e di tante speranze.
Gli avvenimenti di cronaca italiana di questi giorni, a cui si aggiungono le paure negli occhi dei genitori dei bambini dell’asilo olandese o della scuola francese, non fanno altro che accrescere le preoccupazioni di tutti i genitori che temono, oggi più di ieri, ogni minimo contatto o sguardo estraneo sul proprio figlio. Inquietante è anche la considerazione che la maggior parte di questi avvenimenti si realizza nei luoghi o nei piccoli centri dove spesso si pensa esserci più tranquillità e maggiore sicurezza per i ragazzi.
La cronaca nazionale e mondiale induce molti a riflettere sul tema e il sentimento maggiore che si respira è la paura. Chiedendo ad alcuni genitori di ragazzi di diverse fasce d’età, ci rendiamo conto che tutti, chi più chi meno, vivono con la paura che avvenimenti simili possano accadere a chiunque e in qualunque momento. “Controllare i loro spostamenti – ci dice un genitore – è una forma di sicurezza per me, ma sicuramente non aiuto mio foglio a renderlo sicuro ed indipendente, in grado di affrontare la realtà. È più facile quando sono più piccoli, ma in età adolescenziale, seguirli e controllarli diventa più difficoltoso”.
Di grande aiuto per molti genitori è la presenza assidua delle forze dell’ordine, controllori degli spazi più frequentati dai più piccoli. “A noi famiglie – commenta la signora Angela Cicerone – fa piacere quando vediamo i militari sorvegliare scuole, parchi giochi e strade in genere, perché ci sentiamo più sicuri e meno preoccupati”.
“Tutti noi genitori, comunque, dovremmo cooperare e tenere viva l’attenzione sui minori, sorvegliarli e cercare di collaborare, come fossimo in una grande famiglia” – esorta la signora Cicerone. Atteggiamenti inconcepibili, quelli ascoltati in televisione che, “come mamma – conclude – preoccupano e ci portano a domandare da cosa siano scatenati e perchè”.