MUORE AGENTE NEL CARCERE DI TURI

SI RIACCENDONO I RIFLETTORI SUL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERI
Un agente di polizia penitenziaria di 48 anni in servizio nel carcere di Turi è morto ieri, dopo essere stato colto da malore mentre stava per prendere servizio.
La denuncia è dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria), secondo cui l’agente sarebbe stato colto da infarto. “La morte del poliziotto – scrive l’Osapp in una nota stampa – ha sconvolto la comunità di Polizia che a Turi è di 100 unità, in notevole sottorganico contro una popolazione detenuta di circa 180 persone”.
Si riaccendono i riflettori sulla questione sovraffollamento delle carceri: “le condizioni lavorative all’interno dei settori detentivi – denuncia l’Osapp – sono stati sollevati in negativo dall’Osapp con copiosa corrispondenza”.
‘RIFLETTERE SUL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERI’ – “Il sottufficiale è stato colto da infarto, e l’Osapp pur senza collegare il caso ad altri tre casi di recente avvenuti nella sede di Lecce dove i poliziotti sono stati trasportati d’urgenza presso le strutture ospedaliere” – fa notare che – “una riflessione andrebbe fatta sul notevolissimo sovraffollamento a quota 4.600 delle carceri pugliesi, sui turni stressanti e massacranti che arrivano fino a dodici e quindici ore continuative nei reparti detentivi, e su una situazione di invivibilità sotto l’aspetto igienico sanitario e di salubrietà del posto di lavoro che condizionano la scarsa qualità della vita dei Baschi Azzurri”.
L’Osapp quindi invita ad aprire “un’attenta riflessione sulle condizioni di vita e di lavoro degli appartenenti al Comparto Sicurezza”.