UN LUCCHETTO CHE VALE UN AMORE
E così, anche Turi, con un bel po’ di ritardo per la verità, s’è fatto prendere dalla moda ‘mocciana’ delle dichiarazioni d’amore attraverso il lucchetto dorato. Passate le mode dello striscione, della scritta sul muro o per strada, dei solchi sulla spiaggia, ora quello che va alla grande è il lucchetto, molto più resistente all’acqua di una scritta sulla sabbia, molto più pesante per volare via col vento di un semplice lenzuolo, molto più duraturo all’acqua e alle intemperie di una scritta col gesso sotto casa della propria amata. Legato ad un palo della luce, ad un’impalcatura, al parapetto di un ponte, ad una catena di altri lucchetti, assicura una dichiarazione eterna d’amore. Non l’amore eterno.
Avete capito dove a Turi sia cominciato questo fenomeno, in sicura crescita col passare del tempo e dopo il nostro articolo? Vi diamo la possibilità di cercarlo, senza troppi dettagli su come trovarlo. I lucchetti sono attualmente poco più di una manciata e sono appesi ad un’unica catena d’acciaio legata ad un lampione nella villa comunale.
Ci si dovrebbe chiedere non solo perché un lucchetto ma anche perché lì, sotto gli occhi di tutti, con nomi, date e possibili confronti di dimensioni e pesi… E poi, il dubbio di tanti è: se dovesse finire? Che ne sarà di quel lucchetto? E dell’amore eterno?
Lucchetto, chiavi al collo, giuramenti pubblici, dichiarazioni d’amore scritte sui ponti, sui muri, sui marciapiedi. Tutto è così grande, sempre più grande, più visibile, più pubblico. Viene un dubbio: non sarà che dietro tanto clamore, tanta eccitazione, tanto movimento, si nasconda un’altrettanto grande paura del nulla, della non esistenza, dell’inconsistenza di sé, della mancanza di speranza proprio in quell’amore “per sempre”?
Perché, si sa, in quel “per sempre” ci credono veramente in pochi. Eppure il lucchetto rilancia un interrogativo e una speranza: “Sarò capace di amare come vorrei e sarai capace di amarmi come vorrei? Se lo dico e lo dichiaro davanti al mondo, se lo grido forte, forse sento la mia voce amplificata e ci credo un po’ di più. Magari l’immagine di una telecamera, la concretezza di uno scritta e di un lucchetto mi aiuteranno…”