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Politica

GIGANTELLI: SONO IL SINDACO DI CHI MI SOSTIENE

Ancora consiglio. Stavolta riportiamo le dichiarazioni dette in sala consiliare dall’opposizione, mai così unita come in questo momento, sull’argomento rimpasto.

Risplendente ha paragonato il rimpasto e l’attuale situazione politica alla sconfitta di Waterloo subita da Napoleone, proprio il 18 giugno del 1815 (stesso giorno in cui è avvenuto l’ennesimo rimpasto). “Presentando questa giunta sta trafiggendo l’ultima speranza, personale, ma di molti altri, che in un momento di orgoglio e di rispetto per il paese lei avrebbe avuto il coraggio di mandare a casa questa amministrazione. Lei è vittima di una guerra di potere che non ha saputo gestire e si presenta con il frutto di un compromesso che lei sta subendo”. “Lei ci ha parlato di un sindaco attento alle esigente del paese, non piegato ai ricatti e alle forzature e insistenze di chicchessia. Invece lei ha perso definitivamente la credibilità politica e la sua capacita di amministrare il paese.”

Leogrande: “Ho colto molto imbarazzo nel suo intervento. Non il tono del primo Gigantelli. Questa situazione passerà alla storia per l’incapacità di gestire e di creare un gruppo che potesse lavorare per la comunità turese”.

“Ieri (17 giugno) abbiamo assistito ad una penosa farsa in cui lei da solo ci ha fatto perdere tempo per un’ora, attendendo una maggioranza che sapeva non sarebbe mai arrivata. Volendo dimostrare cosa?

Non è stato capace, come sempre, di intraprendere rapporti di dialogo con l’opposizione nemmeno in questa occasione. Ha intrapreso una strada che l’ha portata in una situazione di debolezza. Lei è un sindaco debole. E ha perso l’autorevolezza di inizio mandato.

L’Amministrazione fino ad oggi non ha prodotto nulla; l’assessore Tateo che fino all’altro giorno era sembrato indispensabile ora non c’è più. Assurdo. Tutte le volte che c’è stato un cambiamento di un assessore o di giunta non è stata mai detta la motivazione programmatica, politica e previsionale. Solo un cambio di nomi. Ora non sappiamo nemmeno le deleghe, sintomo di indecisione e di debolezza di un sindaco che può cadere da un momento all’altro”.

Leogrande ha poi ricordato al sindaco di avere attualmente 11 componenti a suo favore, di cui due sono stati eletti in altre liste. “Lei non è stato capace di mantenere un gruppo unito. Ora lei è un sindaco assoggettato e assoggettabile dagli umori della sua amministrazione. Chissà cosa potrebbe succedere in futuro”.

Il sindaco ha voluto rispondere soltanto alla questione del rispetto: “La mia apertura nei vostri confronti è stata totale tanto da aver avuto momento di condivisione con la Resta e Risplendente. Poi è venuto a mancare il numero legale, quindi ieri (17 giugno) potevamo già essere in seconda convocazione. Ma poi è mancato il numero legale, è stato riconvocato e poi siamo giunti ad oggi. Nella notte qualcuno ha voluto sfruttare questa situazione come una situazione di non responsabilità ma per creare un confronto. Quindi su questo tema abbiamo preso tempo. Mi sono trovato solo in aula mentre rispettava quella che era una sua volontà, cioè di andare in prima convocazione. Si sperava che la crisi si risolvesse ma non è stato così, tanto è vero che c’è stato tanto vuoto intorno a me e voi invece eravate compatti e presenti.

E questa è stata la molla che oggi ha fatto scattare gli altri. Non sono schiavo di questa maggioranza ma la sua espressione. Se siamo maggioranza allora seguiamo il sindaco. Oggi siamo undici e manca il dodicesimo (ex assessore Valentini, ndr). Manca Tateo e questa scelta è stata dettata da ragioni di opportunità e responsabilizzazione della maggioranza. Perché se la maggioranza vuole sostenermi lo deve fare venendo ai consigli e dando il proprio voto. Ma quale Waterloo! Forse di chi aveva in mente immaginari strategici non verificatisi. Io ho i piedi per terra e faccio il sindaco di quelli che mi sostengono. Se non avrò i numeri non avrò alcuna difficoltà a farmi da parte”.

Petrera irrompe alla fine del discorso del sindaco dicendo che tutto ciò “è una pagliacciata”. E il sindaco: “I pagliacci si possono confrontare con gli altri pagliacci”.

Resta: “Noi non gradivamo il settimo assessore, non a livello personale, perché abbiamo sempre ritenuto che in un Comune con 12mila abitanti sei assessori fossero sufficienti. Dopo due anni ora non serve più. Questa decisione è nata solo perchè non si fa una valutazione sulla progettualità e bravura ma solo sulle beghe e veti incrociati.

Queste tre giornate sono state laceranti a livello politico. Lei ha chiesto una sospensione e io sono stata d’accordo. Non ho mai, insieme ai colleghi, abbandonato l’aula. Mentre i suoi alleati discutevano sulle fette di torta noi provavamo a trovare delle soluzioni per Turi. Fare sempre riferimento al passato per giustificare il presente non ha senso. Giustifichi la sua progettualità e vada avanti per la sua strada. E sappia che noi siamo ancora quì seri nel nostro ruolo.

Il fatto che ieri si sia ritrovato da solo l’ha costretta a prendere decisioni che erano nell’aria da mesi. Non è stata l’aula vuota a farle prendere una decisioni ma l’out out dei suoi consiglieri. Lei per terminare il suo mandato è stato costretto ad accettare quello che tempo fa non voleva accettare. Non è importante il ruolo, i cambiamenti, perchè sono cose che avvengono, ma la responsabilità di una amministrazione oltre a pensare a se stessa ogni tanto deve aprire la finestra e deve pensare che ci sono problemi da risolvere. Non si può far passare tanto tempo a discutere di questa cosa. I giornali non hanno parlato d’altro”.

Petrera: “In quel consiglio in cui sei rimasto da solo mi facevi pena. Non si è mai vista una cosa così in trent’anni. Ringrazi chi l’ha costretta a rifare la giunta perché altrimenti lei non sarebbe stato qui. E Tateo dopo due anni è stato rimandato a casa. Non lo accetto.

Lei disse che chi è assente ha sempre torto. Invece hanno avuto ragione. Chi mancava ora fa l’assessore. Lei ha subito passivamente questa giunta.

Un suggerimento agli assessori: non fatelo sulla carta ma di fatto. Dobbiamo pensare ai fatti seri. Se non condividete dei provvedimenti, bocciateli.”

Denovellis: “Lei è forte con i deboli ma debole con i forti. Ora è un pochino debole. Lei aveva una possibilità di essere forte perchè forte è chi con il dialogo con tutti ha il bene di tutti. Il provvedimento che stiamo portando adesso, per la terza volta, è stato da noi tutti studiato e con modifiche poteva esser portato a buon fine. Con un provvedimento del genere nessuno cade. Lo sanno tutti. E ha dimostrato la sua debolezza.

Ieri Palasciano, Luisi e Totaro non c’erano. Sono qui perchè hanno avuto qualcosa. Per imporsi da lei bisogna renderla debole? Non si governa bene così ma parlando con le persone.

Carenza lei non sa fare niente a ‘sto punto. Non può fare niente in questa amministrazione.

Valentini non è qui, ma è stato defenestrato per corrispondenza. Non ha avuto nemmeno il coraggio di dirlo ad una persona. Non ho capito perché la giunta è stata rinnovata. Per incapacità o perche è stato preteso? Per programmi da cambiare o programmi non attuati? O è una questione di stipendio. Vorrei motivazione politica, programmatica. Qualcosa di concreto. Mi dispiace che Boccardi sia assente. Come è tornato lui vi siete messi d’accordo. Ieri sera ci ha fatto perdere tempo. È inaccettabile. A cosa serviva? La prossima volta abbia più rispetto.

Non so cosa augurare alla giunta perché non mi avete detto cosa farete”.

Al termine di tutte le sfuriate della minoranza, ha provato a prendere la parola il consigliere Palasciano, ma è stato bloccato dal Sindaco.

La cosa ha lasciato tutti senza troppe parole.

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