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RESTA A TUNDO: LA SOFFERENZA NON FA POLITICA

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Dopo l’intervista esclusiva rilasciata dall’assessore Paolo Tundo al direttore della nostra testata giornalistica, dott. Nicola Teofilo, abbiamo chiesto alla consigliera d’opposizione Tina Resta un parere circa le dichiarazioni fatte.

Tundo ha attaccato parte dell’opposizione del Consiglio comunale turese e si è limitato ad esprimere l’ostilità che questa dimostra nei confronti del proprio operato in ambito sociale e scolastico.

Vicina a tali tematiche è Tina Resta, pronta a schierarsi a fianco dei più piccoli e dei più sofferenti. Immersa da diversi anni nei problemi scolastici e coinvolta in diversi progetti che vertono sulla salvaguardia dei bambini e delle persone bisognose, ha espresso il suo disappunto nei confronti di quanto espresso dall’assessore.

Sta facendo una politica sociale approssimativa, in balia di bandi regionali e senza una mappatura dei reali bisogni locali”. La mancanza di una effettiva vicinanza di Tundo al mondo cittadino, alla realtà più esigente della nostra comunità, è un elemento imprescindibile per poter effettuare controlli e prendere decisioni. Continua sostenendo che “si proclama il confronto mentre è stato deciso già tutto”. Di fronte all’affermazione dell’Assessore “non accetto ostruzionismi distruttivi, nessuno deve toccare il tasto della sofferenza. Io sto alleviando i dolori, ho realizzato tanti progetti per Turi…”, la consigliera Resta sostiene che “si parla di sofferenze e di sfortuna per essere credibili. La politica sociale non si fa con l’elemosina e la compassione, ma con interventi seri e concreti”.

È su questi elementi che basa la propria polemica, che si fa più aspra quando ritorna a parlare dei centri e dei servizi sociali. Infatti aggiunge: ”si apra il centro diurno per i disabili pronto da tre anni, si riavvii il centro di aggregazione per ragazzi in difficoltà chiuso l’anno scorso, si vada a controllare come funziona l’assistenza domiciliare degli anziani e quanti di questi ultimi non riescono ancora ad averla, si verifichino i tempi dei servizi sanitari, ci si confronti con i carabinieri per comprendere i fenomeni di devianza. Il resto è un bla bla bla…”.

Conclude affermando che le necessità umane sono una cosa seria e non bisogna strumentalizzarle e renderle elementi di vanto per la propria politica. Guardare negli occhi chi ti chiede aiuto, o chi solo con lo sguardo esprime tutto il suo bisogno d’ascolto e di sostegno, è quanto è necessario tener presente.

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