CATALANO: INASCOLTATI I NOSTRI MESSAGGI AL PD

Mancano due mesi e mezzo alle elezioni regionali e sia il centrodestra che il centrosinistra non hanno ancora scelto i loro candidati-presidente. Addirittura non si sa con certezza se l’Udc andrà con uno o con l’altro schieramento. (Questo sì che significa avere le idee chiare…). Di questo e di altro abbiamo parlato con il coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), Nico Catalano: “Voglio precisare che, insieme a me, è coordinatrice provinciale Annalisa Pannarale. A Turi il nostro partito è formato da 30 iscritti insieme a tanti simpatizzanti. Segretario pro-tempore è Angelo Maggipinto. Siamo in attesa di un congresso sezionale che tarda ad arrivare, perché siamo tutti impegnati a sostenere la candidatura Vendola. Altri componenti del direttivo di Sinistra Ecologia e Libertà sono Vito Notarnicola, Menico Coladonato, Pietro Giorgio, Nino Lacidogna, eccetera”.

Come vivete questa attesa, che si protrae già da troppo tempo, della scelta del candidato-presidente alla Regione?
“Male. D’Alema ha messo già in conto la sconfitta in Puglia, pur di arrivare ad un’alleanza con l’Udc a livello nazionale.”
Può andare Vendola con un partito tanto diverso dal suo, come l’Udc?
“Infatti. C’è una questione programmatica che si basa su tre punti che impediscono la riconferma di Vendola: la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese voluta da Casini, D’Alema e Caltagirone, il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani con installazione di un inceneritore per ogni provincia; inoltre ci divide anche la internalizzazione della sanità voluta dall’assessore Tommaso Fiore che ha creato posti di lavoro e tanto risparmio. Alcuni gruppi di potere, legati soprattutto all’Udc, la ostacolerebbero.”
A Turi che rapporto c’è tra il vostro partito e il Pd?
“A Turi la situazione non è delle più rosee. Da tanto, troppo tempo, lanciamo messaggi al Pd per cercare di lavorare insieme. Ognuno per proprio conto non è buono per nessuno, dato che non siamo autosufficienti. Dobbiamo lavorare insieme per fare un’unica lista con regole, programma e primarie.”
Che ci dice della giunta Gigantelli?
“È una giunta con molto fumo e poco arrosto. La zona-PIP (Piano Insediamenti Produttivi – zona industriale) non è risolta, il PUG (Piano Urbanistico Generale) neppure. Stanno solo facendo quello che abbiamo lasciato noi da completare. E poi fra loro c’è troppa litigiosità. A metà percorso il sindaco ha cambiato 4 assessori, e 4 di loro sono passati all’opposizione. Peccato che non ci sia una forza di centrosinistra forte e unita per fare un’opposizione ferma e decisa. Alcuni componenti della minoranza non legati a componenti partitiche non facilitano la situazione.”
Boccardi, se non eletto consigliere regionale, può creare problemi di stabilità all’amministrazione Gigantelli?
“Non sarà eletto Boccardi. Gli occorrerebbero 11-12 mila voti. Da dove li deve andare a prendere… Anche io sono curioso di vedere quanto inciderà la sua non-elezione sulla durata del mandato di Gigantelli.”