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CONFEDERAZIONE AGRICOLTORI, VERSO IL 2010

CIA

Emergenza Agricoltura

La CIA (Confederazione italiana agricoltori) di Turi ha tenuto nei locali della Confederazione un incontro di fine anno per fare il punto della situazione circa gli impegni assunti dal Ministro delle Politiche Zaia per il rilancio dell’agricoltura pugliese e meridionale, pesantemente penalizzata dalla forte crisi in atto.

All’iniziativa ha partecipato il vice-presidente della Cia di Bari, Emilio Ciccarone.

La protesta degli agricoltori ha assunto proporzioni enormi a causa delle mancate risposte del governo nazionale.

L’esasperazione e l’angoscia degli agricoltori pugliesi che hanno protestato in questi mesi, è stato completamente ignorato dal Ministro Zaia.

Gli agricoltori sono allo stremo e il Ministro Zaia dopo aver preso degli impegni con l’Assessore Regionale Stefano, in qualità di coordinatore degli assessori regionali, non trasformati in atti concreti dal governo e dal parlamento, ci saluta e si candida a presidente della regione Veneto.

La mobilitazione e le richieste della Cia hanno ricevuto da molti Enti locali, Comuni, Provincia e Regioni un decisivo sostegno.

Occorre che siano date subito risposte concrete al fine di stemperare le forti tensioni che si sono registrate in queste settimane nelle campagne italiane. E,’infatti, a rischio lo stesso ordine pubblico.

In tutta la Puglia si sono svolte numerose manifestazioni di protesta.

La mobilitazione promossa dalla Cia nelle settimane scorse ha determinato alcune timide e parziali risposte da parte del Governo, insufficienti a sostenere le imprese in questo particolare momento.

“Le misure del governo sono quindi, inadeguate e sono stati ignorati importanti capitoli di spesa, per la nostra agricoltura. Servono misure straordinarie – afferma Ciccarone – per fronteggiare la grave crisi di mercato e scelte di politica agraria ed economica capaci di valorizzare la produzione agricola.”

La protesta del mondo agricolo non si ferma.

Una protesta vigorosa e tenace per denunciare una realtà, quella agricola, sempre più disastrata, con costi stellari e prezzi sui campi in caduta libera.

Nelle campagne c’è tanto malessere e malcontento.

Gli agricoltori pugliesi sono pronti per ritornare a Roma per sostenere con più forza quelle richieste e per denunciare una crisi dell’agricoltura che ha assunto proporzioni drammatiche senza precedenti.

Per queste ragioni prosegue lo stato di mobilitazione della Cia.

La Cia ha manifestato per evidenziare lo stato di profonda crisi in cui si trova il mondo agricolo.

“Le proposte del governo non soddisfano le esigenze dei nostri agricoltori – ha ribadito Ciccarone – il settore sta attraversando una crisi che non ha precedenti negli ultimi anni.

Ciccarone, ha ripetuto la necessità di continuare a manifestare e a lottare per cercare di ottenere maggiore attenzione dal Governo.”

E’ emerso, dal dibattito, che ancora una volta il governo ha dato prova di grande insensibilità nei confronti dei gravissimi problemi dell’agricoltura italiana.

La protesta non si placa. Il Ministro delle Politiche agricole Zaia, si era impegnato durante l’incontro con la delegazione della Cia a presentare una serie di emendamenti alla Finanziaria sui punti della piattaforma presentata dalla Cia.

Gli agricoltori non molleranno fin quando non ci saranno proposte concrete dal Governo.

Il Ministro Zaia fa il gioco delle tre carte: non spiega che il fondo di solidarietà è finanziato in buona parte dagli stessi agricoltori. Le risorse previste, infatti, per oltre la metà, sono prelevate dalle tasche degli stessi agricoltori attraverso risorse della Pac.

La Cia manifesta la sua delusione per gli impegni assunti dal Ministro Zaia e non mantenuti.

Le promesse del Ministro Zaia si sono, dunque rilevate promesse da marinaio.

Le misure contenute nella finanziaria sono nulle per l’agricoltura: si tratta di misure che non garantiscono il futuro delle imprese agricole, né il rilancio del settore.

“Non ci fidiamo più degli impegni vaghi e fumosi del ministro Zaia, il quale non ha mostrato poco attenzione verso l’agricoltura pugliese e del Mezzogiorno. Ha pensato solo ed esclusivamente alle Regioni del Nord (Lega Nord).”

La Cia esprime un forte giudizio critico sul Ministro Zaia, che non quarda all’agricoltura pugliese e meridionale con la stessa attenzione dedicata a quella del nord.

La politica agricola del Governo Berlusconi è un fallimento completo.

Noi continueremo per la nostra strada, fieri ed orgogliosi di operare per il bene dell’agricoltura italiana. Non abbiamo nulla da rimproverarci

La situazione è davvero drammatica. Si stima che molte imprese agricole saranno costrette a chiudere i battenti. I costi in crescente aumento e i prezzi in caduta libera.

Lo scenario complessivo resta gravissimo, di piena emergenza.

È giunto il momento di mettersi tutti insieme e cercare di superare una fase di drammatica emergenza. Serve, maggiore senso di responsabilità nei confronti di tante famiglie che vivono in agricoltura.

Di uguale importanza la dichiarazione dello stato di crisi.

È auspicabile un confronto tra tutte le componenti della filiera e il governo, dal premier Berlusconi, dai ministri dell’Economia Giulio Tremonti e delle Politiche agricole Luca Zaia e essenziale proprio per individuare le misure più idonee per far uscire moltissime imprese agricole da un coma profondo e dare risposte valide all’attuale drammatica crisi agricola.

Queste le richieste della Cia:

  • Fondo di Solidarietà Nazionale finanziato con soldi veri;
  • la proroga delle agevolazioni contributive per zone montane e svantaggiate;
  • l’accesso al credito a tassi agevolati con garanzia pubblica, la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli istituti di credito nei confronti delle imprese agricole e la rateizzazione delle passività, sgravi e incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi, l’annullamento per il 2009/2010 dei contributi agricoli unificati;
  • la conferma per il 2009/ 2010 delle giornate di lavoro bracciantile effettuate nel 2008 per tutti i lavoratori del territorio, la riapertura dei termini per la ristrutturazione dei debiti Inps pregressi.

In questo modo – conclude Ciccarone – si darebbe una boccata di ossigeno alle imprese in difficoltà con il rinvio dei pagamenti sia tributari che contributivi che, altrimenti, non sarebbero in grado di assolvere.

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