EVITIAMO OGNI CONCEZIONE MERCANTILISTICA DELLA POLITICA
INTERVISTA A MENINO COPPI
Lei hai una lunga carriera politica alle spalle vero?
Io sono stato consigliere comunale per 29 anni di seguito, dal ’78 al 2002, inoltre sono stato sindaco dal ’93 al ’97, praticamente ho incominciato la mia carriera politica a 24 anni.
Visto che conosci così bene la macchina burocratica turese, noi vorremmo sapere come vedi da ex amministratore l’attuale situazione amministrativa di questo paese.
Io ritengo che sia una situazione di grande marasma, davvero mi sento allarmato da ciò che sta avvenendo perché ad esempio questa amministrazione già in venti mesi ha cambiato tre assessori, e da ciò che sento, degli originari quattordici consiglieri della maggioranza, quattro sono passati all’opposizione. Siamo in una situazione veramente non chiara dove si è determinato sostanzialmente un ribaltone, nel senso che è stata, appunto, ribaltata la scelta elettorale fatta dalla popolazione. Perchè se una parte dell’opposizione entra in maggioranza addirittura con una carica di assessore, viene di fatto modificata la volontà elettorale della cittadinanza. A scelte del genere si possono dare tutte le giustificazioni che si vogliono, la cosa resta gravissima comunque.
Perché secondo te è così grave questo tipo di scelta politica?
Semplicemente perché si può apportare utilità alla macchina amministrativa senza cambiare la propria originaria connotazione politica, nel senso che chi sta alla maggioranza resta alla maggioranza e chi sta all’opposizione resta all’opposizione e così si dialoga lo stesso e si cerca in egual modo di amministrare al meglio la cosa pubblica. La minoranza può trovare la propria dimensione collaborativa anche incalzando la stessa maggioranza ma senza andare a modificare la volontà elettorale della cittadinanza: secondo me questo è il tradimento peggiore, il più grave che si possa fare agli elettori. Non è più un problema di ideologie, bensì diventa un problema di immagine al cospetto dell’elettorato, nel senso che il mandato popolare deve essere mantenuto fino alla fine, oggi, quindi il mandato popolare è stato tradito: questa è la situazione amministrativa attuale.
E’ quindi un discorso di rapporto democratico tra elettori ed eletti?
Esatto, in democrazia è fondamentale il rapporto tra elettori ed eletti, questo è il primo elemento su cui si basa la democrazia e di cui tutti dobbiamo tenere conto: questo è davvero essenziale, tutto il resto possono anche essere chiacchiere. A Turi è avvenuta una cosa inimmaginabile, ovvero l’Italia dei Valori che si allea con il PDL, questa è una cosa che non esiste. E’ improponibile anche portare come esempio la situazione politica di Locorotondo , perché a Locorotondo l’alleanza era stata fatta prima delle elezioni e quindi l’elettorato aveva accettato quella soluzione e l’aveva votata così, da noi invece l’elettorato non ha mai scelto questo tipo di alleanza IDV-PDL, perciò il mandato elettorale è stato tradito.
Cosa pensi che bisognerebbe fare adesso?
E’ molto semplice, nel momento in cui un’amministrazione non ha più i numeri, deve andare a casa, non può esserci nessuna alternativa, perché così facendo si mette in dubbio anche il rapporto di rappresentanza che viene dato dal mandato popolare. Siamo tornati al punto in cui le caste politiche si accordano tra di loro, secondo loro progetti politici senza più tenere conto del voto della gente.
In pratica non esiste più il “Contratto sociale”?
Ovviamente, perché tra l’altro la lista “Turi nel cuore” ha ottenuto una percentuale di maggioranza che non si era mai vista prima, più del 50% dei voti, ciò nonostante si è arrivati al punto che non hanno più i numeri per governare a meno che non li prendono dall’opposizione. Quando non si hanno più i numeri per governare bisogna semplicemente rivolgersi nuovamente all’elettorato per indire nuove elezioni, non esistono scorciatoie, dobbiamo evitare questa concezione mercantile della politica. Questo è un gioco che si sta facendo sulla pelle degli elettori e ciò non va assolutamente bene perché tra l’altro aumenta il distacco tra gli elettori e la politica.