CATALANO: “C’E’ UN’OPPOSIZIONE CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON LA POLITICA”

Arredamento sobrio. Quasi spartano. Non serve altro. Chi
fa politica per passione e per indole, ha bisogno solo di documentazione da
studiare, delibere e determinazioni dei singoli uffici. Puoi condividere o
dissentire. Ma sono loro. Ecco, la Sinistra Democratica. Nico Catalano,
Segretario provinciale, e Ferdinando Redavid, Segretario cittadino, hanno
convocato i principali organi di informazione per illustrare i contenuti di una
forte presa di posizione in merito alla realizzazione della zona PIP.
Non si è parlato solo di questo. E le cose dette sono
state tutte interessanti. A tal punto, che meritano, a nostro avviso, di essere
trattate per temi, affinchè il lettore possa avere ben chiara la posizione di
questa formazione politica. La Sinistra Democratica ha una propria visione
politica ben precisa. A cominciare dalle forze della minoranza consiliare.
“C’è un’opposizione
che nulla a che vedere con la politica. Questo non significa che non siano
capaci, onesti o che non siano in grado di leggere un atto amministrativo. Fare
opposizione non vuol dire solo dire la propria in merito allo scuolabus o
contestare l’esistenza di buche per le strade. E’ fornire un indirizzo politico”.
Restiamo allibiti, nell’apprendere che nessuno in
Consiglio comunale ha sollevato, con un ordine del giorno monotematico, la
questione di un incidente sul lavoro che ha provocato un morto.
I dirigenti di SD attribuiscono questa indifferenza da
parte delle forze di minoranza al fatto che quei consiglieri non sono legati ad
alcun partito politico. Va detto che l’appartenenza ad una formazione politica,
di per sè, non si traduce in maniera automatica in sensibilità democratica e
consapevolezza del proprio ruolo istituzionale.
In conferenza stampa, il discorso politico si è
concentrato sulla crisi del centrosinistra turese. La lista che si contrappose
a quella che condusse Gigantelli ad occupare lo scranno di Sindaco, non aveva
il pregio della chiarezza politica. E Catalano fornisce una propria
spiegazione: “Lì si viveva un clima
all’insegna del si salvi chi può. Compreso me stesso. Ognuno per sè e Dio per
tutti. C’era un clima per cui si diceva: se mi dovete bruciare voi, ci bruciamo
noi”.
Sinistra Democratica guarda già alla sfida da lanciare a
Gigantelli per riconquistare palazzo di città. “Al PD diciamo basta con i consiglieri che prendono i voti e poi
diventano indipendenti e non dicono nulla nemmeno se muore una persona sul
posto di lavoro”.
Qualcuno fa notare che in passato chi aderiva ad un
partito, aveva una sua etica. Se non era d’accordo con le tesi del partito, si
dimetteva. Oggi, invece, ci si dimette dal partito e ci si dichiara
indipendenti, tradendo il mandato.
Redavid è esplicito in merito a quanto accaduto nella
politica turese: “La nostra linea era
coerente. La lista di Leogrande era un minestrone. Il problema era dei DS che
si stavano smembrando”.
Alcuni hanno scelto il PD, altri no. Dunque, la stessa
competizione elettorale si è svolta all’insegna di queste divisioni che
rendevano incerto il quadro politico nel centrosinistra. Catalano: “Noi non abbiamo aderito al PD perchè non
abbiamo condiviso la collocazione centrista del PD. Abbiamo ritenuto utile
proseguire nella costruzione di un soggetto di sinistra forte, unico”.
Redavid ha auspicato la ripresa di un dialogo e di un
percorso a sinistra.
A questo punto, è stato introdotta la questione della
zona PIP…