CHE HANNO IN COMUNE ONOFRIO RESTA E PAOLO TUNDO?
Alle
Provinciali? Turesi-probabili-candidati tanti. Turesi candidati certi, nessuno?
Al centro della politica c’è traffico.
Chi lo chiama Grande Centro, chi lo chiama Centrino. In ogni caso il Centro è affollato.
Come ogni centro che si rispetti. Sembra
di stare all’arrivo del Carro di sant’Oronzo. Paolo Tundo si dice certo della
candidatura. Glielo hanno confermato, scritto, riscritto, stampato, firmato,
controfirmato. Pronto per la campagna elettorale. C’è pure la sede elettorale
da spalancare. E non sta più nella pelle. Chi avrà il coraggio di dirgli che
gli hanno preferito Galluzzi? E’ capace
di proporsi come candidato-ombra… Per Onofrio Resta il discorso è diverso. Si
presenta (forse) come candidato-presidente. O presidente, o nulla, o… Resta a
casa. Chi lo conosce è convinto che sarà lui stesso a rinunciare all’ultimo
momento. Come è sua abitudine. Infatti lui adora il pre-partita, i
pre-liminari, i pre-àmboli. Ma cosa hanno in comune i nostri probabili
candidati turesi? Ecco, hanno in comune la probabilità. Altre caratteristiche:
Capacità
politica. Onofrio ( 4 ) è stato sindaco di
Turi ma nessuno se lo ricorda. Vedi che segno ha lasciato… Lavora a Bari, vuole andare in… Provincia. Ma
non ne sentiamo la necessità. Lui
neanche. Sembra svogliato. Svagato. Svuotato e se la vorrebbe svignare. E poi,
nell’UDC di Casini, nemmeno con Berlusconi, nemmeno con Schittulli. Addirittura
strizzando l’occhio al centro-sinistra. Orrore!
Capacità
politica. Paolo ( 4 ) è da insufficienza piena. Ma lo chiamano il
caterpillar dei voti, la macchina infernale acchiappa-voti. Paolo è un creativo
del voto. Lui inventa i voti, li tira, li attira, li sdogana, farebbe uscire
voti da una rapa. Pensa sempre ad una cosa, è il suo chiodo-fisso, vuole stare
sempre a votare, voto-tira-voto, sempre sotto-voto-spinto. Film preferiti: Per
un pugno di voti, Per qualche voto in più, C’era una volta il voto. Pronto a
prendere i voti. De-voto del suo protettore politico. Ex-voto.
Dialettica.
Onofrio ( 6 )
non brilla come oratore, vorrebbe dire tante cose ma si comprendono poche cose.
Per uno pneumologo di fama i concetti sono scarni ed elementari. Anche se è più
un parlatore che un ascoltatore. Lo scilinguagnolo ce l’ ha ma a volte si perde
inseguendo invano un congiuntivo. Ma gli studi ci sono e la grammatica è
corretta.
Dialettica.
Paolo ( 4 )
inanella una serie infinita di parole e
frasi sparate ad altezza d’uomo. Parla, riparla, straparla e… straripa.
Ripetitore di concetti. Amico di tutti. Se ti incontra si attacca “a cozza”. E
ti riempie di parole. Paroliere. Parolaio. Ma per fortuna non è solo parole.
Ama il suo prossimo e lo saluta, lo coccola, come fosse un investimento.
Ascolta tutti. Tutti lo vorrebbero ascoltare ma Paolo ti sfinisce, ti annienta,
ti sfibra. Conosco gente che lo voterebbe pur di mandarlo a fare…il consigliere
provinciale. Ma Paolo non si accontenta. Vorrebbe essere il futuro Signor
Qualcuno. Intanto aspetta e…spera.
Opportunismo.
Onofrio ( 8 ). Scompare
per anni. Poi riappare, riemerge all’improvviso, senza preavviso. E la gente
mormora: scommettiamo che ci sono le votazioni? Stavolta, come da copione, ha
preparato per bene il suo palinsesto. Lo ha messo a puntino. Due conferenze, un
dibattito, un giro in villa, “ e fammi salutare quei due, possono servire per
il quorum”…
Opportunismo.
Paolo ( 7 ). Sempre
in scena. Sul palcoscenico. Dietro ogni sipario che si apre c’è Paolotundo.
Presente a 360 gradi. Quando andava a scuola era così sempre presente che i genitori
erano chiamati a giustificarne la mancanza di assenze. E per questo è entrato
più volte nel Guinness dei primati. E’ così sempre presente che, se manca da
via xx settembre qualche ora, gli abitanti del posto si preoccupano…