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Politica

LA CASERMA E LA “FOCACCIA RIVOLTATA”

Il Sindaco, per mezzo di manifesti pagati con il denaro
pubblico, ha annunciato di aver risolto il problema della Caserma dei
Carabinieri.

Bene, siamo tutti
felici per Turi.

La Caserma
sarà ubicata, durante il restauro della vecchia sede, presso l’ex convento di
San Giovanni. Come si poteva già fare 
più di un anno fa.

Il Sindaco, infatti, conosceva da anni il problema e durante
il passaggio di consegne con la precedente Amministrazione, nel maggio 2007, fu
messo al corrente che era stata trovata una soluzione (proprio la stessa di
ora) e che i vertici provinciali e locali dei Carabinieri avevano visitato e
accettato con entusiasmo la nuova collocazione. 
Il Sindaco fu informato, inoltre, che erano stati avviati i contatti con
la Regione
per le autorizzazioni e che era stato approntato un progetto di 45 mila euro
per l’adeguamento dei nuovi locali.

E allora perché tutta questo ritardo, con il conseguente
rischio di perdere la Caserma?

E  perché, invece di
riparare il danno, è stato creato tutto questo baccano con manifesti e raccolte
di firme?

Forse perché nel pochissimo tempo che il Sindaco dedica al
suo mandato non ha avuto modo di occuparsene. E, davanti all’ennesimo ultimatum
dei Carabinieri, preso dal panico, egli ha tentato di “rivoltare la
focaccia”.  Trasformare, cioè,  un suo grave errore di valutazione in un suo
merito. Complimenti per il bel gioco di prestigio!

Ma caro Sindaco,  i
turesi non si fanno prendere in giro.

Quelle firme sono proprio contro di te! Contro la tua
insipienza che ha rischiato di portare via da Turi la Caserma dei Carabinieri.

Turi ha bisogno di fatti non di demagogia e di chiacchiere.

Sindaco, pensa a lavorare e a risolvere seriamente i
problemi perché “non tutte le focacce rivoltate vengono bene”.

E di “focacce” in giro ce ne sono fin troppe.

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