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L”APIRENE E I POZZI ARTESIANI

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L’APIRENE È MATURA, A GIORNI LA VENDITA

Prosegue il lavoro tra le vigne e i tendoni.

Sono tante le qualità prodotte nelle campagne turesi e la prima a maturare è l’”apirene” una qualità priva di semi.L’anticipo è riuscito e il prodotto sarà prestp raccolto e venduto a circa 70 centesimi. Peccato che l’apirene non arriva sulle tavole turesi poiché appena raccolta viene esportata per lo più in Inghilterra.

Mentre ancora un paio di settimane per la signora Uva Vittoria, dove si lavora ancora per togliere l’acinio. Il prezzo si aggirà intorno agli 80 centesimi, e l’esportazione in Europa è l’ obiettivo finale.

Siamo in anticipo anche con l’uva Italia. Ce n’è tanta di questa specie. Un “oro giallo” che quest’anno fa ben sperare, sia per i buongustai della frutta, sia per gli amanti del vino locale.

CHE MONDO SAREBBE SENZA PORTI ARTESIANI

Il terreno è arido e le radici non sanno più dove cercare dell’acqua.

Bisogna irrigare giornalmente e solo grazie ai pozzi artesiani, privati e non, che si riesce a “tirare avanti”.

I pochi sfortunati che non possono vantare un impianto che li raggiunge fino al proprio campo devono sorbirsi i costi di giornata e trasporto in autobotte.

Un’ingiustizia che gli agricoltori stanno cercando di far riecheggiare per colmare il gap creatosi. Ma da anni per molti è fiato sprecato.

Questo ed altro nel numero del 16 luglio de IL LEVANTE, articolo a cura di Claudio Spada

A chi non piace l’uva?

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