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Attualità

PEDOFILIA, “NON SERVE CREARE ALLARMISMO”

 

 

 

Un incontro organizzato dal Comitato dei Genitori

 “La mia indennità a favore dell’infanzia”

 

Il Comune di Turi ha la vocazione di diventare un comune che si impegni per la difesa dell’infanzia. Per questa ragione, l’amministrazione comunale tutta, sta redigendo un atto, ancora in bozza, per la difesa dell’infanzia con l’obiettivo di affiliare il nostro paese all’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia). È stato costituito un fondo comunale per sovvenzionare iniziative volte all’aiuto all’infanzia grazie alla rinuncia del Sindaco alla propria indennità di tutto il 2008. Con queste belle notizie, il dott. Enzo Gigantelli, ha chiuso la serata organizzata dal Comitato Genitori presso il Centro culturale Polivalente per parlare con gli esperti turesi dell’argomento Pedofilia. È evidente che a pochi giorni dal fattaccio dell’arresto di un commerciante 53enne turese per accuse di pedofilia ai danni di un 12enne, non si è ancora sbollito lo sgomento per questo tipo di fenomeno. E sull’onda di questa paura che le mamme socie del Comitato hanno voluto confrontarsi in un dialogo aperto con esperti e autorità. Sono intervenuti all’incontro l’ex sindaco Domenico Coppi, in qualità di psicologo, Tina Resta, esperta nei processi formativi, Pasquale Del Re, sociologo, il luogotenente Giancarlo Lozito, Comandante della stazione dei Carabinieri di Turi, Michele Cassano, capitano della Polizia urbana. Inoltre, sono intervenuti il pediatra Piero Palasciano e il dirigente scolastico della scuola secondaria di 1° grado “R.Resta” di Turi, Francesco Filomena. A loro sono state rivolte le domande delle mamme, apparse tese e preoccupate nell’affrontare l’argomento. A smorzare gli animi ci hanno pensato entrambi gli esponenti delle forze dell’ordine, ponendo un freno al clamore scaturito dal brutto episodio che, per quanto brutto possa apparire, resta un caso isolato negli anni. Tutto ciò non deve recare nella popolazione turese la paura di un’infinità di tali episodi, ma deve portare la famiglia ad un riavvicinamento ai bambini/adolescenti, in modo tale da riuscire a capirli prima ancora che essi rivelino qualcosa di negativo. Tutti gli esperti si sono espressi sotto lo stesso comune denominatore, tentando di dettare piccole norme che possano prevenire ogni forma di questi eventi. Prima, però, il dott. Coppi ha riassunto tutte le possibili cause che possono portare un adulto ad avere degli impulsi sessuali nei confronti dei minori e i modi per capire se un ragazzino ha subito questo tipo di trauma anche se non lo ha ammesso apertamente. Sulla prevenzione si sono espressi tutti gli altri esperti. Un tema su tutti, l’attenzione dell’uso che viene fatto dei computer, delle chat, e dei profili per iscriversi a determinati siti: “Bisogna insegnare e far capire ai ragazzi che è assolutamente rischioso comunicare i propri dati anagrafici ad estranei. Né tanto meno bisogna lasciare incustodite carte di credito o codici fiscali”. Così ha esordito il luogotenente Lozito. “L’attenzione verso i propri figli è la prima forma di prevenzione”, ha spiegato la dott.ssa Resta, “e non dobbiamo avere paura di responsabilizzarli”. “Siamo diventati troppo apprensivi nei confronti dei nostri bambini che sono più svegli di quello che pensiamo”, ha continuato il comandante Cassano, approfittando per lanciare una frecciatina alle mamme sulla questione scuolabus: “Quando ero piccolo andavo a piedi a scuola”. A queste parole si è affiancata anche la voce del dott. Palasciano che ha espresso il proprio parere riguardo la vita condotta dai bambini: “Troppi compiti scolastici. Troppo tempo passato davanti al computer e troppo poco tempo trascorso in attività ricreative di gruppo e sport”. Come non essere d’accordo. Giocare per strada non significa solamente diventare degli scapestrati, ma anche irrobustirsi, fisicamente e mentalmente, nella giungla che è la società attuale. Facciamo notare che l’argomento scuolabus sarebbe potuto sfociare in una brutta litigata ma, per fortuna, il Sindaco ha stemperato gli animi con una battuta e il dialogo è tornato subito sulla linea guida iniziale. Ha chiuso il dibattito l’intervento del dott. Del Re che ha fatto riferimento alle proprie esperienze personali lavorative, spiegando ai genitori presenti l’importanza del nucleo parentale e della cooperazione che ci deve essere tra società, istituzioni, associazioni e, appunto, famiglie.

 

 

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