DALLA RETORICA DELL”AMORE ALL”ETICA DELLA RESPONSABILITA”

I politici ci hanno abituati ad un nuovo linguaggio che sembra sposarsi profondamente con le ragioni della nuova democrazia in cui prevalgono gli aspetti formali e fittizi della propaganda solidaristica.
Una democrazia che non viene più vissuta come riconoscimento dei diritti e dei doveri dei cittadini e delle responsabilità che inevitabilmente i politici assumono con gli incarichi di carattere amministrativo e istituzionale, ma che viene investita di un valore emozionale palingenetico e si trasfigura in metafora amorosa in un generale senso di umanesimo universalista che si sublima nell’AMORE.
Come si legge nella lettera del Sindaco, egli non ci indica le ragioni profonde del suo percorso politico-amministrativo, non fa riferimento a progetti ( se non il nuovo orario di apertura dei pubblici uffici) ma esorta la cittadinanza all’amore in tutte le sue diverse forme di vita aggregata. Si legge testualmente “ Amore che possa manifestarsi nelle relazioni tra le persone”, “ Amore nei confronti dell’ambiente”, “ amore e rispetto di se stessi”. Ed eccoci qua una comunità che si ama che viene spinta all’amore verso la propria terra e le proprie origini. Si ma qual è il progetto politico –amministrativo per Turi?
Certo non mancano illustri precedenti dal governo della non violenza di Gandhi, alle dichiarazioni di Bush che in nome dell’amore ha fatto la guerra prima in Afganistan e poi in Iraq, e ancora Berlusconi che ha esortato gli italiani ad amare così tanto il territorio da spingerli ad operazioni di speculazione edilizia, finanziaria e fiscale che costano tanto alla nostra bella Italia e poco rendono amorevole la condizione dei pensionati , dei lavoratori, degli imprenditori, dei giovani e del territorio .
E dunque come tutti i politici anche il Sindaco si è piegato alla retorica dell’amore. E va bene.. amiamoci.
E tuttavia l’amore giustamente deve fondarsi sul rispetto reciproco il che significa inevitabilmente rispettare i diritti e i doveri dei cittadini che non sono ad essi concessi dalle pubbliche istituzioni, ma sono precedenti rispetto alle stesse talchè si afferma l’inesistenza delle istituzioni se non sono sorrette dal riconoscimento dei diritti e dei doveri.
Ecco perché il cittadino certo può anche apprezzare l’invito a partecipare ( un invito superfluo proprio perché ad esso preesiste il diritto di essere nella comunità) ma nello stesso tempo non sono i cittadini che con “ amore” possono risolvere i problemi della comunità. E’ per questo che si volgono le elezioni affinché i politici assumano la responsabilità del governo della res publica. E allora se giustamente il sindaco richiama i cittadini alla partecipazione civile e democratica, altrettanto giustamente i cittadini richiamano il sindaco alle sue responsabilità e alla produzione di atti di amministrazione che consentano con Amore di risolvere i problemi della cittadinanza, tra i quali certo vi è la scarsa partecipazione, ma tra i quali ci sono anche questioni che devono essere risolte con un attività amministrativa seria e concreta, basata certo sull’Amore ma anche sulla Responsabilità nella guida della pubblica amministrazione.
E dunque auspichiamo che sull’Amore si fondi una nuova era della Responsabilità. Responsabilità per gli impegni che si assumono nei confronti della comunità, Reponsabilità nei confronti dell’ambiente e del territorio, Responsabilità verso gli incarichi che si assumono nell’ambito della pubblica amministrazione.
Forse solo così la “ Politica partecipata” può trovare senso nella democrazia reale.