CULTURA DELLA CITTADINANZA: STRANIERI PREZIOSI
Si è svolto giovedì sera, negli splendidi locali del ex forno comunale, davanti ad un folto pubblico interessato, nel quale c’era anche una grossa rappresentanza della popolazione straniera turese, l’incontro “Cultura della Cittadinanza”, organizzato dall’Associazione UN.IT.I (Unione Italiana Immigrati) unitamente al consigliere comunale Natalino Ventrella.
Quest’ultimo ha fatto da relatore della serata dando spazio a tanti illustri ospiti: il sindaco Gigantelli, il consigliere regionale Sergio Povia, l’assessore provinciale ai servizi sociali Pino Quarto, la rappresentante dell’associazione Glocal – Turi, Maria Pia Lenato e il segretario regionale della UIL, Aldo Pugliese. Presente anche Angelo Cirone, rappresentante del consolato della Georgia.
È stata ricordata l’importanza degli immigrati, abbastanza integrati nella società turese, ma ancora non troppo nel circondario. La loro presenza non può che essere un arricchimento alla nostra società.
Il dott. Gigantelli ha ricordato come Turi abbia trasformato la tradizionale festa dell’emigrante, ricadente il giorno 23 agosto, nella festa degli emigrati che si trovano fuori dalla loro patria.
È emerso dal forum che a Turi vivono 27 nazionalità di genti diverse. 27 come i Paesi della Comunità Europea. Una bella coincidenza. “Turi rappresenta in un certo qual modo l’Europa”. Inoltre Turi ha circa 2mila persone che vivono all’estero. “Non poteva esserci paese migliore per organizzare questo evento.”
I rappresentanti dei sindacati e delle istituzioni provinciali e regionali hanno spiegato come gli stessi organi si stiano prodigando in questi anni, e come continueranno a fare in futuro, per favorire una sempre maggiore integrazione dei popoli stranieri all’interno di quello italiano.
A riguardo, Sergio Povia, ha ricordato la legge regionale sull’immigrazione che interesserà 51mila immigrati: per loro sono stati riorganizzati i settori sanitari, dell’istruzione e per la formazione professionale con conseguente immissione nel mondo del lavoro.