Comizi ogni sera. Il più bravo? Vito Donato Valentini

Ultimi anni di liceo, primi anni di Università. Una quarantina di anni fa. Un tempo passato. Remoto. Quando le campagne elettorali si basavano quasi esclusivamente sui cosiddetti ‘comizi’. Certo, di comizi ce ne sono anche adesso ma ormai si sono ridotti a pochissimi: “Facciamone uno,due. E basta!”. Non attirano più. Molti politici si limitano a leggere il loro discorso preparato il giorno prima. E gli oratori che fissano un foglio invece di “darsi alla piazza” indispongono, creano un distacco fra chi parla e chi è venuto per ascoltare. Negli anni ’70 quasi tutte le sere c’erano comizi, con ‘botta e risposta’ distanziate di 24-48 ore. Altro che tempo reale! I comizi erano molto seguiti. Si svolgevano in piazza Silvio Orlandi, perfetta per lo scopo. Una piazza che ha legato il suo nome alle elezioni, in particolare ai comizi. Una piazza che si riempiva di gente, che ascoltava in silenzio e applaudiva nei momenti opportuni. E se qualcuno sbagliava il momento dell’applauso, veniva fulminato da sguardi che lo mortificavano. Il miglior politico-oratore era, senza fare un torto agli altri, il dottor Vito Donato Valentini soprannominato ‘u’ sìneche’. Di ritorno dopo averlo ascoltato in un comizio, molti nostri concittadini discutevano sui concetti, ma sulla sua bravura erano tutti concordi: “jè pròprie brève u’ sìneche!”. Che comizi quelli di Nanuccio Valentini! Convinceva pure le pietre, “armato” di tutte le deliberazioni che sapeva gli potessero servire. Di una precisione maniacale. Nessuno era al suo livello. E parlava ‘a braccio’, sapeva che toni usare e andava in crescendo fino all’applauso che veniva di conseguenza. Per non parlare di qualche domanda che lui poneva, durante il comizio, alla piazza. La risposta non veniva e lui, dopo una breve pausa, riprendeva il filo dando la risposta più appropriata. Auguri, dottor Valentini e, ch’ la bbòna salùte!