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Politica

Esplode il laboratorio, ma dopo Leogrande…c’è solo Leogrande

Tina Resta direbbe nel suo colorito italiano da accademia della crusca: “L’àrie jè trùvele”. Ed infatti così è. Le previsioni meteo e…giornalistiche portavano pioggia. È arrivata la tempesta…

Centro-Destra: è scoppiato il laboratorio politico di Michele Boccardi. Sono entrati in contatto i due elementi chimici più esplosivi: Franco D’Addabbo e Mimmo Leogrande. Maggioranza e Opposizione. L’esistente e il nuovo. Nella serata di martedì 13 marzo, il tavolo fra Mimmo Leogrande, Onofrio Resta e Michele Boccardi è letteralmente saltato. Da un lato il punto di vista di Leogrande disponibile ad accettare la candidatura a Sindaco a condizione che tutto quello che rappresenta o possa rappresentare la Giunta Gigantelli resti a casa. D’altro lato Onofrio Resta che pur volendo un cambiamento non digeriva bene i veti del “neo-sindaco”. Al centro l’ultimatum di Franco D’Addabbo: io ci sono e ci sarò…anche con una nuova lista. Il quadro si complica. L’aria si riscalda. L’operazione politica, condivisibile ma ardua di Boccardi, non ha fatto i conti con la realtà e i tempi ristrettissimi.

Onofrio Resta e il nuovo-Centro-Destra: Mimmo Leogrande e il centro destra unito non avrebbero avuto rivali anche senza Tina Resta e qualche altro scontento. Senza Mimmo la partita si complica. Leogrande era, insieme a Boccardi, garanzia di unità e soprattutto vittoria. Senza Mimmo tutto è più complesso. Onofrio Resta potrebbe rilanciare e affondare il colpo: il rinnovamento è necessario e imprescindibile. E dunque potrebbe non cambiare la richiesta pratica di mandare “a cuccia” Franco il mastino.

Il vecchio e il nuovo Centro-Destra: si può condividere o meno che il laboratorio politico proposto da Boccardi sia una buona idea. Una idea che pensiamo positiva ma complessa e che necessitava dei giusti tempi. I cinque anni di amministrazione Gigantelli non sono facilmente solubili nella nuova pozione magica. È questa la vera rottura di natura politica che alimenta e allarga le già presenti fratture personali. Riteniamo che anche il carisma di Boccardi potrà ben poco. Noi, la nostra folle idea la lanciammo mesi fa. La strada per poter unire, vecchi uomini a nuove idee nel centro-destra, poteva essere quella della guerra a quella del dialogo. Il gioco barbarico e sanguinario delle primarie, anche nel centro-destra, avrebbe tenuto tutti al tavolo: Resta, D’Addabbo, Coppi, Tundo e forse anche Leogrande-Resta sponsorizzati da Boccardi. In quell’occasione si sarebbe potuto puntare il tutto per tutto: chi vince decide e chi perde resta…anche a casa. Dividi et impera… dialoga e…tutto si complica.

Dopo la tempesta: pare che ieri sera, è stato rimesso nelle mani di Mimmo Leogrande un documento politico che individua lui come unico candidato sindaco… a certe condizioni. A breve aggiornamenti.

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