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Madonnina di Largo Pozzi e suo eventuale trasferimento

 Come si presentava Piazza Falcone

Di seguito pubblichiamo la lettera che il prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego ha indirizzato al Sindaco Vincenzo Gigantelli in riferimento alla proposta avanzata in seno allo scorso Consiglio Comunale di spostare la statua della Madonna di Largo Pozzi in un luogo più idoneo.

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Gent.mo sig. Sindaco,

recentemente, dai locali organi di stampa ho appreso della Sua proposta di trasferire la Statua della Madonnina da Largo Pozzi in un altro luogo “più sicuro e fruibile”, anche perché “nessuno ha mai autorizzato quella posizione”.

Nell’ultimo numero de Il paese, inoltre, anche l’articolista Giovanni Lerede propone lo spostamento della statua per una serie di motivazioni che, per la verità, si potrebbero ritenere valide per qualsiasi altro punto del paese: ad esempio, in Piazza Falcone la statua “rappresenterebbe una vera e propria rotatoria del traffico cittadino”; il traffico veicolare ostacolerebbe la preghiera dei devoti, togliendo “dignità alla funzione religiosa del monumento mariano.”

A mio modesto parere, il monumento alla Madonna deve restare là dove si trova perché diversamente si andrebbe contro la volontà di chi quella statua volle donarla alla nostra comunità; inoltre, fu posizionata in quel posto (ovviamente, previo consenso degli amministratori dell’epoca e non con arbitrio) per precisi motivi anche di ordine urbanistico e architettonico (che potrebbero piacere come anche non piacere): infatti, la Madonnina, orientata verso Via XX Settembre, sembra accogliere la nostra comunità tra le sue braccia e, nel contempo, rappresenta il punto terminale della nostra arteria principale, facilmente visibile da tutti i punti di essa, sin dalla piazza Silvio Orlandi.

Ricordo che la Statua della Madonna fu donata al nostro paese dal prof. Paolo Spinelli (1907-1980), inaugurata l’8 dicembre 1986, al termine della Missione cittadina dei Padri Missionari del Preziosissimo Sangue, alla presenza del sindaco dott. Leonardo Spada e di altre autorità e numerosi cittadini.

Per la costruzione del sito, il Comitato Feste Patronali, presieduto dal sig. Giuseppe Rotolo, devolse la somma residua attiva dei festeggiamenti di quell’anno; il costruttore Nicola Intini offrì gratuitamente la sua opera per la messa in opera della struttura del monumento; Nicola Rossi offrì gratuitamente il basamento marmoreo; Donato Venere scavò gratis la fossa per il plinto sottostante e la ditta MASAZI donò la ringhiera perimetrale.

Lo strano hobby, tutto italiano, di rivedere quello che altri, prima di noi, hanno deciso mi appare del tutto fuori luogo (perché non coglie il contesto in cui fu presa la decisione) e irrispettoso delle persone che maturarono e contribuirono a quelle scelte.

Un tale spostamento può essere giustificato solo da situazioni nuove ed impreviste, che per la verità nel caso in questione non esistono.

D’altra parte, se si spostasse la Madonnina altrove si aprirebbero nuove discussioni: come riempire il largo creatosi? con una pianta? e quale? con una nuova statua? con una semplice aiuola?

Nel contempo, colgo l’occasione per esternare una mia duplice riflessione-proposta:

 – al termine dell’anno dedicato a celebrare i 150 anni della nostra unità, sarebbe bello vedere in una delle nostre piazze (piazza Falcone?) la statua di Francesco Curzio, il nostro eroe che partecipò alla spedizione dei Mille e non solo….

Così facendo, tutti avrebbero la possibilità di conoscere, quotidianamente, questo nostro illustre concittadino e si eviterebbe di ricordarlo ed elogiarlo solo ogni 50 anni.

 – Il 2011 ha segnato per la nostra comunità uno degli anni più tristi. Nel volgere di pochi mesi, ci siamo sentiti all’improvviso più poveri ed orfani per aver perso due uomini che hanno reso grande il nostro tempo, come tali universalmente riconosciuti dalla nostra comunità: don Vito Ingellis e don Giovanni Cipriani.

Sarebbe bello raffigurali insieme, in una statua di pietra locale, e posizionarla nella Villa Comunale, nell’aiuola vicina all’area giochi per bambini, al posto della grande quercia oramai morta (in alternativa, si potrebbe pensare alla piazza che presumibilmente è destinata a diventare la piazza centrale della nostra cittadina: Largo Pozzi, rinnovata).

Sarebbe il giusto e duraturo riconoscimento di tutta la nostra comunità a questi due uomini e alla loro strategica e utilissima opera di promozione culturale, sociale e religiosa, e al contempo l’invito a non dimenticarli.

Grato per l’attenzione che si vorrà dare alla presente, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego

 

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