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Cultura

LEVANTE FILM FESTIVAL A TURI

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Dal 9 al 13 novembre si è tenuto a Turi, presso il Centro Culturale Polivalente, il “Levante International Film Festival”.

Sono stati proiettati dalle 16.00 alle 24.00 films di corto e lungo metraggio dal contenuto vario. Molto presente è stata la tematica sociale e religiosa.

Il festival è stato suddiviso in tre sezioni:“Custom”, “Experience” e “Investigation”.

Ogni categoria riceverà un premio che è stato nominato “Titus”.

Titus è il gorilla più famoso del mondo, protagonista del libro ”Gorilla nella nebbia”, che la naturalista Dian Fossey scrisse in difesa di questi primati, per far conoscere la situazione drammatica in cui essi vivono; il significato dei festival di Cinema Indipendente è parimenti legato alla divulgazione di un modo alternativo di fare cinema, che si avvale della promozione di pellicole internazionali.

L’Amministrazione Comunale si è avvalsa della collaborazione dell’Associazione “Scrineum” per la proiezione delle varie opere in gara.

Gli appassionati, studenti universitari e professionisti del settore, hanno compilato una scheda di gradimento e le votazioni sono oscillate tra il 3 ed il 4 (in una scala da 1 a 5) a testimonianza di un discreto apprezzamento.

Un vero peccato, però, che l’ affluenza non sia stata tanta; d’altronde si è trattato di cinema di nicchia.

Stasera alle 17.30 ci sarà come ospite una famosa attrice indiana.

Tra i films ricordiamo:

biblioteca1The tale of Nicolai and the law of return”, sulla situazione sociale israeliana e, quindi, su Nicolai che lascia il lavoro perché non lo pagano abbastanza;

Tira Bakal”, drammatico rituale che con il beneplacito della chiesa, ripercorre attraverso la rappresentazione di un vero sacrificio umano (i chiodi conficcati nelle mani, le percosse, e la lama nel costato sono reali), le sofferenze del Cristo;

Abandoned” che racconta la disperazione di una madre sola, senza lavoro, che abbandona il proprio bambino ritenendolo la causa della propria condizione, per poi riprenderselo, perché solo l’amore può vincere il dolore della recessione economica;

Noor” su un’adolescente che fa i conti con il passato della propria famiglia;

Great Expectations” sui rischi di alcuni imprenditori italiani che investono a Shangai;

The moving town” sulla vita nell’aeroporto di Bergamo: modernità, descritta a suon di sax, fatta di ingranaggi, telefonini, scale mobili, pensieri, di “waiting for…”, prima dell’inizio del volo, e tutto questo attraverso un perfetto montaggio di riquadri post-moderni;

Absurdistan”, un divertente film che narra la difficile storia d’amore tra due giovani, in una località afflitta dalla mancanza di acqua, per la pigrizia degli uomini che pensano solo al divertimento;

Ok” sulla prostituzione.

Il parere dell’Assessore alla Cultura Antonio Tateo: “è stata una bellissima esperienza, seppure organizzata in tempi strettissimi. Abbiamo testato il luogo e contiamo, a breve, di riutilizzarlo per una nuova rassegna cinematografica.”

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