PARCHEGGI PER DISABILI NON IDONEI?

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un nostro lettore.
Noto, con mio enorme stupore, il nuovo vernissage e la nuova ubicazione di spazi destinati al parcheggio dei disabili. Opera di per sé nobilissima e di validissima utilità, ma, come al solito mal realizzata! Mal realizzata perché non pensata per facilitare le manovre di salita/discesa, smontaggio/montaggio della sedia in condizioni di assoluta sicurezza poiché realizzati per la stragrande maggioranza al lato di marciapiedi o in zone assolutamente impervie!

Non è pensabile la realizzazione di questo tipo di parcheggio, in una strada ove è di per sé già ridotta la sede stradale!
I nostri, invece, ci sono riusciti! Bravi! Mi chiedo se a qualcuno sia mai capitato di dover aiutare qualcuno con disabilità VERA nelle manovre di discesa o salita dall’autovettura, con la conseguente manovra di montaggio, smontaggio e riposizione in auto della sedia. Non sono operazioni che possono essere compiute nel giro 1/2 minuto!! Con uno spazio così risicato, si corre il reale rischio di mettere in grave pericolo sia l’incolumità del portatore di handicap, sia quella dell’aiutante di turno perché la porzione di carreggiata per le operazioni prevede che la porta d’accesso sia aperta totalmente!
Ricordo, inoltre, che “Il posteggio per i veicoli al servizio delle persone invalide detentrici dello speciale contrassegno, devono avere una dimensione in lunghezza di cm 600 e di larghezza di cm. 320 (di cui cm 190 per il veicolo e cm. 130 destinato alla spazio per garantire la massima mobilità della sedia a ruote, nelle fasi di ingresso- uscita dal veicolo – (Art. 40 C.d.S. e Art. 149 )”.
Visti i casi in questione, credo e ne sono assolutamente certo, che le misure poc’anzi descritte siano ben lontane dal pieno raggiungimento. Questa poca “accortezza” potrebbe derivare dall’antica “visione” del disabile che è, evidentemente, ancora radicata ed altro non fa che associare lo “status” disabile ad una persona anziana ed allettata!
Sarebbe ora che questa visione inizi ad esser messa nel dimenticatoio, perché, i disabili “moderni” sono purtroppo sempre più giovani e con una vita sociale attiva tanto da esser anche guidatori!
Spero, e mi auguro, che erroracci di questo tipo siano messi anch’essi nel dimenticatoio…
Giuseppe Maurizio Pinto