A Turi l’affluenza si ferma al 12,70% per i quesiti 1 e 2. In linea con il dato nazionale, per il quesito numero 3 si è registrata un’affluenza maggiore, del 12,87%.
Alle ore 19.00 di ieri avevano votato solo il 4,32% degli elettori, mentre alle ore 22.00, a chiusura dei seggi l’ 8,57%.
E’ il referendum meno riuscito della storia della Repubblica italiana;
la percentuale di affluenza più bassa mai registrata prima.
Non si raggiunge il quorum da ormai quattordici anni.
Intanto, in Iran, in queste ore la situazione si complica: i manifestanti scesi in piazza protestano contro il regime, dopo la partecipazione in massa al voto, per i presunti brogli elettorali (a suon di slogan ciascuno si domanda "Where is my vote?"), rivendicando l’importanza del voto e della validità di esso come strumento diretto della democrazia, anche a costo del sacrificio della propria vita.
In Italia, al contrario, l’astensionismo dilagante, prima alle europee, al referendum dopo, apre nuovi scenari sul dibattito democratico.
Ha ragione il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui sarebbe a rischio la credibilità stessa della democrazia?
PRIME REAZIONI DAL MONDO POLITICO:
L’ESULTANZA DELLA LEGA E DELL’UDC.
Per il Ministro Roberto Calderoli questa è l’ennesima vittoria del Carroccio: "Per come era stato presentato questo referendum sembrava essere stato concepito per cercare di distruggere la Lega e pertanto, visto il risultato che si sta profilando, possiamo dire che questa è un’altra vittoria per la Lega".
"Il referendum è fallito miseramente – dice Casini, leader UDC – e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile". "Il bipartitismo – conclude il leader centrista – è stato bocciato e speriamo che i promotori si mettano il cuore in pace e non evochino complotti".
IN TABELLA TUTTI I REFERENDUM ABROGATIVI DAL ’46 A OGGI
Abrogazione di alcune norme della legge 194
sull’aborto
per restringere i casi di liceità dell’aborto. Di segno opposto al primo
quesito. Promosso dal Movimento per la vita.
Rappresentanze sindacali nella contrattazione pubblica:
modifica dei criteri di rappresentanza in modo che questa vada anche alle
organizzazioni di base.
Legge elettorale per i comuni con popolazione superiore a
15.000 abitanti: estensione ai Comuni più grandi dell’elezione diretta del
sindaco già prevista per i piccoli.
Abrogazione della possibilità di trattenere dalla busta
paga o dalla pensione la quota di adesione volontaria a un sindacato o
associazione di categoria attraverso un patronato.
A questi vanno aggiunti altri quattro referendum su scala nazionale per i quali non era previsto alcun quorum di validità:
• Il Referendum istituzionale del 1946 tenuto il (2 giugno
1946) in cui il popolo era chiamato a scegliere tra monarchia
(10.718.502 voti pari al 45,7%) e repubblica (12.718.641 pari al
54,3%), dove votò comunque l’89,1% degli aventi diritto;
• Il Referendum consultivo del 1989 sul conferimento del
mandato costituente al Parlamento europeo, tenuto il (18 giugno 1989):
i voti favorevoli furono 29.158.656 (88,0%) e i contrari 3.964.086
(12,0%) con l’80,7% di votanti;
• Il Referendum costituzionale del 2001 sulla modifica del
Titolo V della Costituzione, tenuto il (7 ottobre 2001): i favorevoli
furono 10.433.574 (64,2%) e i contrari 5.816.527 (35,8%), con il 34,1%
di votanti.
• Il Referendum costituzionale del 2006 sulla modifica
della Parte II della Costituzione, tenuto il 25 e 26 giugno 2006. Si è
trattato del secondo referendum costituzionale