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Politica

MIMMO LEOGRANDE: CON LA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA, IL MERCATO DELLE ABITAZIONI CROLLERA







La minoranza consiliare, come si sa, non è solo Partito
Democratico.  All’interno delle forze di
opposizione, convivono diverse anime,  sensibilità
differenti. Il consigliere Mimmo Leogrande, ad esempio.

Strenuo e tenace
antagonista della Giunta guidata dal Sindaco Enzo Gigantelli, alleato di una
forza di centrosinistra come il PD del consigliere Pietro Risplendente,
Leogrande è politicamente un moderato,come sentiremo dalla sue stesse parole. In questa intervista, con questo docente
di Statistica, compiamo un giro a 360 gradi sulle tematiche politico-amministrative
del momento…

 

Tra
De Grisantis e Gigantelli, chi butterebbe giù dalla torre? Era meglio il primo
o meglio il secondo?


Questa è una bella domanda. Certamente, ciascuno dei
due ha, nel proprio modo di amministrare, degli aspetti positivi ed altri
negativi. Il quinquennio di De Grisantis l’ho vissuto, a dire il vero, un
  distante dalla vita
politico-amministrativa. Posso, dunque, esprimere un giudizio politico
basandomi solo su ciò che si vedeva dall’esterno.

E
quindi?

E quindi, ad esempio, posso dire che uno dei principali
aspetti negativi di quella Amministrazione riguarda l’assetto urbanistico di Turi.
Ed era sotto gli occhi di tutti. La Giunta De Grisantis non si è spesa in modo
forte e determinato nel chiudere subito la questione urbanistica, per evitare
che si verificasse quello che, in realtà, si è verificato.

Cosa
si è verificato?

Una grande cementificazione del nostro territorio.

Allora,
bisogna dedurre che l’Amministrazione Gigantelli ha chiuso questa vicenda ed
opera bene.


Questa Amministrazione non ha chiuso la questione. Si
continua in questo aspetto negativo. L’assetto urbanistico di Turi sembra
essere una storia infinita. La giunta Gigantelli dilaziona i tempi. E rende la questione urbanistica, incerta. Ancora nel 2009, viviamo con uno strumento
urbanistico antiquato che genera grossi problemi. la cementificazione prosegue.
Sono molto preoccupato, da questo punto di vista. Assisto ad un eccessivo rilassamento delle norme urbanistiche. Ciò
consente, sì, a molta gente libertà nell’edificare. Questo, però, non è sempre
un esito positivo. Alla fine, abbiamo molti appartamenti che restano non venduti. E questo determina un problema di carattere sociale.
La popolazione turese perde la propria caratterizzazione. Ma questo può essere
anche marginale. Esiste anche un problema di carattere economico. Molti stanno investendo nel mercato delle abitazioni. Se le abitazioni
dovessero restare non affittate o invendute, questo creerebbe grossi problemi,
specie a quegli imprenditori che hanno deciso di investire a Turi.

A
suo avviso, tale cementificazione risponde ad una logica di tipo urbanistico,
pur deprecabile, o si tratta semplicemente di obbedienza a lobby del mattone?


Sì, ho sentito qualcuno parlare di queste lobby
edilizie. Non credo che il nostro territorio abbia necessità di questo grande
sviluppo urbanistico. Se queste lobby esistono, esse non tengono conto di un  fattore importante. Trascurano la logica del
mercato delle abitazioni.  Può crollare
da un momento all’altro. Può creare a queste eventuali  lobby di cui si parla dei problemi. Potrebbero
anche averne dei danni. Quando il numero delle abitazioni è eccessivo rispetto
alla domanda reale, i prezzi subiscono un crollo. Il territorio di Turi non ha affatto
bisogno di questa eccessiva crescita di abitazioni.  Sono andato un pò in
giro, a vedere quello che sta accadendo nella nostra periferia.

E
cosa ha visto?

Sono molto preoccupato. Davvero. Ci sono numerosi complessi edilizi di dimensioni
notevoli, con un numero molto elevato di appartamenti, appena terminati o in
fase di ultimazione.

Veniamo
al settore delle politiche culturali dell’Amministrazione Gigantelli. Molti
usano il sarcasmo, parlando cultura-spettacolo. Lei cosa pensa?

Sì, fanno molta cultura-spettacolo. Non c’è cultura
vera e propria. Una politica culturale analoga a quella posta in essere qualche
tempo da un Assessore alla cultura del comune di Roma. Una politica culturale ispirata ad una sorta di mordi e fuggi. Fondata su eventi occasionali. Non si
insegue un filone culturale preciso. Non è nemmeno una cultura radicata nel
nostro territorio. Una cultura di tipo occasionale. Si manifesta nel momento in cui c’è l’opportunità. Poi, scompare. L’Amministrazione
comunale dovrebbe farsi carico della necessità di fare conoscere fuori del
territorio, le nostre antiche tradizioni, il nostro bagaglio culturale, le
nostre ricchezze. Ma per fare questo, c’è bisogno di qualcuno che si dedichi a
tempo pieno a questo tipo di problema. Noi, a Turi, questo qualcuno non
l’abbiamo. Il Sindaco ha tenuto nelle sue mani la delega alla Cultura. Ed è un
settore che non cura con la dovuta attenzione. Va a finire che si tratta di eventi
occasionali, finalizzati a sè stessi. Non hanno respiro strategico. Non c’è una
pianificazione organica della cultura.

…ma l’intervista non finisce certo qui…

 

Cosa ne pensate?

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