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Politica

IL NUOVO SEGRETARIO E’ PIETRO SALICE: SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA

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Questa
è l’ultima parte
delle dichiarazioni raccolte durante un incontro con Pietro
Salice, appena eletto Coordinatore cittadino del Partito Democratico. Un largo
giro d’orizzonte, per cercare di comprendere dove sta andando il PD di Turi.

 

 

D. Nicola De
Grisantis, parla di alcuni consiglieri della minoranza consiliare “collaterali”
nei confronti della maggioranza; sull’altro versante, l’Assessore Tateo
dichiara a Turiweb che gli amici degli amici del centrosinistra sono anche
amici loro. Ma a Turi si può parlare di consociativismo?

R.
“Non azzardo un giudizio che possa essere contenuto in una espressione, per
esigenze di sintesi. Una cosa è certa. Si corre il rischio di avere tutti
quanti ragione. Quando tutti hanno ragione, tutti hanno torto. Torti e ragioni
si smarriscono, si confondono. Io penso che, in merito a questo argomento
dobbiamo tornare per fare una necessaria chiarezza. Non si deve ritenere che
qualcuno, nella minoranza consiliare, possa fornire un appoggio alla
maggioranza, magari motivato da chissà cosa. La maggioranza deve fare la sua
parte. Deve assumersi pienamente la responsabilità degli atti e dei
provvedimenti. Se necessario, questo deve essere fatto in solitudine. A questo
ruolo la maggioranza è stata delegata dal corpo elettorale. Dal canto suo, la
minoranza non deve mancare all’appuntamento con il ruolo di una opposizione
responsabile agli atti e provvedimenti approvati dalla maggioranza stessa.
questo è il modo giusto di fare politica. Bisogna offrire alla gente la
possibilità di scegliere. Perché se, poi, tutti finiamo per confondere le
nostre opinioni in merito ai diversi argomenti, la gente continuerà a dire che
tutti i politici sono uguali. Che la politica stipula, come sempre, accordi con
tutti pur di confermare sé stessa al potere. Quindi, tutto diviene
autoreferenziale. Questo conduce i cittadini alla disaffezione rispetto alle
istituzioni ed alla politica”.

 

D. Quali sono i
suoi rapporti politici con il consigliere del PD, Pietro Risplendente?

R.
“Senza alcuna difficoltà, posso affermare che Risplendente coltivava l’idea di
una elezione a Coordinatore cittadino del PD di un giovane. A suo avviso,
infatti, questo sarebbe stato un viatico per lavorare in condizioni ottimali
per il futuro. Purtroppo, tale possibilità non si è registrata, in quanto la
disponibilità di un giovane rispetto a questo impegno non l’abbiamo
riscontrata. Risplendente stesso non l’ha trovata. Nessuno l’ha proposta
durante la riunione del Coordinamento cittadino. Io mi ero dichiarato
disponibile a collaborare ed a sostenere una ipotesi di questo tipo, ove fosse
stata verificata e resa praticabile. So che Risplendente si è astenuto in
merito alla indicazione del mio nominativo. Ritengo valide le motivazioni da lui
espresse circa la sua astensione. Prossimamente, porterò all’attenzione del
Coordinamento cittadino un documento da me redatto, forte dei contributi e
della collaborazione offerta da molti. Spero che su questo documento si possa
raggiungere la unanimità dei consensi, incluso quello del consigliere
Risplendente. Egli ha un ruolo di fondamentale importanza. E’ l’unico
rappresentante del PD in Consiglio comunale. Questo non è importante di per sé.
Risplendente ha esperienza, capacità e facilità di raccordo con me. Tutte le
volte in cui ci siamo ritrovati a discutere e lavorare insieme, siamo sempre
stati in facile sintonia. Mai in posizioni contrapposte. Confido molto che con
lui si possa lavorare bene. E ciò anche per cercare di infoltire la
rappresentanza del PD in quell’assise”.

 

D. Quale è il
giudizio politico del PD sull’operato della Giunta Gigantelli?

R.
“Credo che l’Amministrazione Gigantelli abbia faticato parecchio, finora. Ha
affrontato l’impegno sin dall’inizio, con l’approvazione di una serie di regolamenti
che credo fossero indispensabili per il corretto funzionamento della macchina
amministrativa comunale. Poi, hanno avuto bisogno di alcuni rinforzi. Ci sono
stati alcuni cambiamenti all’interno della Giunta. Piccoli o grandi rimpasti.
In ogni caso, necessari. Si tratta di un’Amministrazione comunale che ritengo
stia vivendo solo di rendita, al momento. Il patrimonio di progetti e
finanziamenti che ha lasciato in eredità la Giunta De Grisantis è notevole”.

 

D. A mente fredda,
la Giunta De Grisantis ha bene operato o è stata una pessima Amministrazione?

R.
“L’Amministrazione De Grisantis è stata una buona Amministrazione. La storia si
incaricherà di giudicare il valore di quella Giunta. adesso, questa Giunta
comincia ad affrontare il severo impegno con la realizzazione dei propri
progetti. Per il momento, non ne abbiamo visto alcuno. Possiamo citare un solo
esempio. Molti, abusando con la terminologia, parlano di una pista ciclabile.
C’è qualche putignanese che ha pure realizzato una pista ciclabile di tutto
rispetto. E costui dice che quella realizzata a Turi farebbe ridere i polli.
Una cosa che nasce e muore nel giro di poche centinaia di metri non può essere
definita pista ciclabile. E’ qualcosa che è già pericoloso frequentare a bordo
di una moto. Figurarsi a bordo di una bicicletta. Se guardiamo ad altre
iniziative, va detto che stanno cercando di fare molto rumore. Sono numerosi
gli interventi di pubblica evidenza in piazza. Ma di poca sostanza, devo dire.
Sembra si abbia un’idea un po’ particolare della sollecitazione al consenso. Le
presenze in TV non sono di per sé risolutive. Finiscono per coronare una sorta
di narcisismo istituzionale. Serve un progetto ampio. Serve una idea di
progresso della città”.

 

D. Mi fa un esempio
concreto?

R.
“Tanto per citare un esempio semplice, se la ciliegia rappresenta l’idea
intorno ala quale deve ruotare lo sviluppo di un paese, su cui una comunità
deve puntare, allora tutto deve prendere le mosse da questo. Non serve a nulla
tirare fuori dal cilindro la ciliegia ad ogni piè sospinto senza che gli eventi
siano legati tra loro, senza che un evento non richiami ad un altro. Questo
porta ad una dispersione delle energie messe in campo”.

 

Di
materia per discutere ce n’è in abbondanza, come si vede. La politica turese forse
dovrebbe compiere una riflessione approfondita sul proprio ruolo.

 

 

LA PRIMA PARTE

 

 

Pietro
Salice è il nuovo Coordinatore cittadino del Partito Democratico. La sua
elezione è avvenuta non più tardi di 24 ore fa, nel corso di una convulsa
riunione del Coordinamento cittadino durante la quale la componente giovanile
ha assunto una posizione politicamente forte che ha, di fatto, sancito la
sfiducia all’ex Coordinatore Donato Giuliani. Vita travagliata, quella del PD
turese. Sorte peraltro comune a quella del PD di quasi tutti i Comuni del circondario,
a cominciare dalla vicina Sammichele. Dove intende condurre il partito, Pietro
Salice? Per comprenderlo, abbiamo raccolto le sue dichiarazioni.

 

D. Auguri, dunque,
per la sua elezione.

R.
“La ringrazio”.

 

D. Un partito, il
PD, in crisi di identità?

R.
“Sicuramente, una crisi. Gli accadimenti di tipo giudiziario verificatisi in
diverse città italiane hanno svelato l’esistenza di alcuni amministratori,
anche fra le nostre file, che hanno confuso il proprio ruolo con la gestione
del potere. Qualcuno ha dimenticato lo spirito di servizio. Questo è legato,
forse, all’eccessiva permanenza in quell’incarico di una stessa persona, per
lungo tempo. Si dimentica che il ruolo istituzionale è frutto di una delega che
periodicamente deve essere portata al vaglio degli elettori”.

 

D. Quale è lo stato
di salute del PD turese?

R.
“Il PD, a Turi, non gode buona salute”.

 

D. Mi spiega il
motivo?

R.
“Il PD non ha avuto occasione di misurarsi sul piano elettorale. L’ultimo
risultato elettorale per il centrosinistra viene fatto risalire ai tempi in cui
era presente l’Ulivo. Abbiamo dato vita, con altre formazioni politiche, ad una
lista di aggregazione che non ha conseguito il risultato sperato. Abbiamo
portato avanti il progetto del PD, potendo contare solo sulle presenze che sono
riuscite a resistere nell’ambito di tale prospettiva. Nell’ottobre 2007,
celebrammo la nostra
Assemblea
costituente. Abbiamo ottenuto un considerevole
numero di adesioni. Nacque così un Coordinamento cittadino molto giovane,
attivo, il quale ha, tuttavia, risentito della mancanza di una chiarezza di
idee, di un progetto”.

 

D. A cosa
addebitare questo?

R.
“Vi è, a mio avviso, una discrasia tra l’essere partito politico, da un lato, e
l’essere forza non di governo della comunità. Questo fa compiere una fatica
maggiore alla politica. Bisogna lavorare in questi casi in direzione della
lettura del territorio, nella predisposizione di progetti che necessitano di
tempo per essere attuati. Tutto questo è come se facesse perdere il senso
all’impegno. Chi non ha grande dimestichezza con la politica locale, rende
faticoso l’impegno politico stesso, se a fare da contraltare non vi è la
gestione del potere amministrativo. In sostanza, i partiti di governo diventano
più forti e deboli quelli costretti all’opposizione. Tenga conto che oggi
all’opposizione sono gruppi che non hanno un corrispondente partito. La loro
appartenenza sono stati costretti a dichiararla successivamente, per potersi
distinguere dalla lista con la quale erano stati eletti”.

 

D. Sembra che l’elettorato
abbia voltato pagina rispetto all’esperienza della Giunta Degrisantis. Dunque,
il nuovo PD, oggi, quale idea di città offre ai turesi?

R.
“Allo stato attuale, il PD turese non può affermare di avere un’idea organica
di città, pur avendo quelle caratteristiche che confermano le preoccupazioni
per quello che è stato lo sviluppo urbanistico di Turi. Il Coordinamento
cittadino del PD ha già un impegno. Dobbiamo riflettere su una possibile idea
di città tutta nostra. Deve avere caratteristiche tali da consentire di
proporci insieme alle altre forze politiche del centrosinistra in quanto
espressione di governo. Siamo preoccupati di come potrà essere gestita la fase
finale che condurrà all’approvazione dello strumento urbanistico. Il nostro
atto più importante consiste in una osservazione molto articolata rispetto al
documento programmatico preliminare. Da lì, prenderà le mosse la nostra
iniziativa politica”.

 

D. Domani, l’ex
Coordinatore cittadino Donato Giuliani dichiarerà al settimanale FAX che il PD
di Turi vive una situazione anomala. Quali i suoi rapporti politici con
Giuliani?

R.
“I miei rapporti con Giuliani sono chiari. Sono stato cooptato da lui
all’interno del Coordinamento cittadino, per portare un contributo di
esperienza. Certo, il mio è stato anche un contributo di tipo critico. Specie
quando il PD sembrava fermo, inattivo, a volte assente dalla scena politica
locale. Poi, i giovani presenti all’interno del Coordinamento cittadino sono
autonomamente giunti alla determinazione che fosse necessario votare una
mozione di sostanziale sfiducia verso la dirigenza. Di qui,
le naturali dimissioni di Donato. A quel punto, qualcuno ha fatto il mio nome
come possibile Coordinatore cittadino. Ho avvertito la responsabilità di essere
a disposizione per traghettare il PD da qui sino al Congresso cittadino di
ottobre che, in piena autonomia e legittimità di poteri, eleggerà il nuovo
Coordinamento in conseguenza di un tesseramento avviato. A Donato, nel corso di
un’intervista, ho detto che troveremo il modo perché tutti i talenti, quelli
presenti e quelli che si affacciano spontaneamente, saranno posti a beneficio
del PD”.

 

D.
Si coglie come l’impressione di una
comunità che si espande a dismisura; sembra nascere quasi una sorta di Turi 2
che necessiterà di opere infrastrutturali.

R. “Il problema è
proprio questo. Turi è cresciuta a dismisura. Turi non aveva bisogno di tutte
queste nuove costruzioni. E non ha bisogno che se ne progettino e costruiscano
di ulteriori. La proposta di nuovi alloggi aumenta mentre la domanda è
praticamente crollata. Allora, rischiamo davvero di apparire come alcune
comunità della Calabria, in cui c’è molto di edificato ma quasi tutto
incompleto. Qualcuno è stato sollecitato ad effettuare un investimento. I
piccoli proprietari sono stati quasi tirati per la giacca a fare progettazione
sui residui suoli, magari da parte dei tecnici locali. E’ stato rappresentato
il rischio di perdere il diritto alla edificabilità degli stessi suoli. Oggi,
si ritrovano con un investimento notevole che va ben oltre il fabbisogno di
abitazioni. Si sono realizzati dei manufatti che resteranno esposti alle
intemperie, non utilizzati. Ciò rappresenta già oggi un problema per le
Amministrazioni comunali che dovranno portare in quelle aree i servizi, le
opere di urbanizzazione. Tutto il nuovo costruito sarà in parte impiegato
mentre la parte restante di Turi si svuota. Tra 10 anni, dovremo occuparci di
una parte di Turi che sarà abbandonata. Si dovrà provvedere alla manutenzione.

 

D. In questa città,
si alternano Giunte di colore diverso ed ognuna cestina lo strumento
urbanistico della precedente, per cui si resta al vecchio Programma di
Fabbricazione, datato 1975. Perché?

R.
“Il fatto che si alternino Giunte di centrodestra ad altre di centrosinistra,
ci fa pensare ad una democrazia compiuta. C’è un’incapacità da parte della
comunità turese ad avere un progetto su sé stessa. L’Amministrazione di
centrosinistra guidata da Menino Coppi approva un Piano Regolatore Generale.
Viene sostituita da una Giunta Stefanachi di centrodestra identica a quella
attuale, eccezion fatta per il Sindaco Gigantelli che all’epoca era Capogruppo.
Viene eletta proprio perché la
Giunta Coppi
aveva approvato il PRG. Bocciata per delle
scelte difficili. Nemmeno la Giunta Stefanachi riesce, sul piano della
edilizia residenziale, riesce ad approvare uno strumento urbanistico. Ha
tentato di approvarne uno. Esso fu bocciato perché approvato secondo una
modalità non consentita dalla legge. Il governo Degrisantis ha rimesso in moto
le cose. Ed ora, c’è la responsabilità del governo attuale che poteva benissimo
procedere all’attuazione del vecchio PRG. Certo, attualizzandolo per riservarsi
una modifica per non riaprire uno spazio che ha consentito a molti di
approfittare degli altissimi indici di fabbricazione, ponendo in essere azioni
speculative”.

 

D. A suo avviso,
esistono delle lobby del mattone?

R.
“Non so se vi siano lobby organizzate. Una cosa è certa. Le responsabilità sono
di un po’ tutti. I privati cittadini. I professionisti addetti ai lavori. Ed
anche i partiti politici. Questi hanno sempre avuto un forte gap culturale.
Hanno consegnato il proprio operare ai tecnici i quali non erano tenuti a farsi
dell’interesse pubblico. Hanno fatto il proprio sacrosanto lavoro che però
coronava il bisogno del privato cittadino. Egli ha utilizzato al massimo delle
possibilità la capacità edificatoria del proprio suolo. In molte situazioni,
gli standard erano assenti.

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