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A QUALCUNO PIACE DONNA

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Uno spettacolo senza dubbio dinamico ed espressivo, quello rappresentato in Piazza Colapietro, il 22 agosto scorso. L’esecuzione delle sensuali ballerine ha reso molto bene il gioco delle parti: l’ uomo che ha paura delle donne; la donna che lo prende a fucilate con la scopa, che gli dice come essere, e cosa indossare. La “domina” che decide , aggressiva e determinata.

Nella guerra tra i sessi, vince la donna, sia che sia angelo, sia che sia demone. La principessa indossa da sola la scarpetta; è l’uomo che sogna il matrimonio.

Le musiche utilizzate hanno fornito un ottimo aiuto nell’ interpretazione dei sentimenti inscenati. “E’l’uomo per me” sottolinea ironicamente i continui ribaltamenti; “I sogni son desideri”apre e chiude il balletto, incorniciando un uomo che alla fine decide di aspettare la ragazza ideale.

Intervista alla coreografa Simona de Tullio

Qual è il tema dello spettacolo?

Il tema è tratto dal mondo femminile: il ruolo della donna nella società e il suo rapporto con gli uomini. Anche la compagnia è tutta al femminile. La rappresentazione narra la storia del principe azzurro che non si trova più, anche e , soprattutto, a causa dell’emancipazione femminile, che ha reso il “gentil sesso” spietato e arrivista. C’è un ribaltamento: non è più la donna a sognare ma l’uomo. Il tema del balletto dell’anno scorso era differente: “Brucia strega brucia” era sul tema dell’ inquisizione.

Quando e perché nasce la “Breathing Art Company”?

Questa compagnia nasce per creare una realtà professionale. La realtà delle compagnie è diversa da quella delle scuole. Le scuole fanno un percorso di formazione ma si tengono i ballerini; noi li lanciamo. Dall’anno scorso collaboriamo con la Provincia di Bari.

Da dove nasce in lei la passione per la coreografia?

Nasce per dare vita e senso a qualcosa. Per soddisfare il mio ego. Mi piace essere la fautrice della creazione ed interagire con la sensibilità del ballerino. E’ difficile metter su un balletto senza tener conto della personalità degli artisti:la tecnica non basta. Questo avviene , soprattutto, nel teatro-danza e nella danza contemporanea, perché c’è la necessità di esprimere un contenuto: un insieme di passi non accontenta nessuno.

La gente è presa dal significato più che dai virtuosismi. Vuole farsi delle domande, riflettere.

Il pubblico chiede il senso dei gesti e quando c’è il senso, la danza può diventare anche uno spettacolo di piazza. Con un prodotto di qualità il balletto di piazza funziona.

Che età hanno le ballerine?

L’età, per questo spettacolo, oscilla dai 19 ai 27 anni.

Qual è il vostro prossimo debutto?

La compagnia debutterà con “Madame”, di cui vedrete stasera un estratto di 10 minuti, il 2 ottobre prossimo, nell’ambito di una rassegna  al Teatro Greco di Roma, per giovani compagnie.

Giovani ,ovviamente, per modo di dire. Ci sono compagnie nate anche dieci anni fa.

Noi, invece, siamo nati nel 2005.

Visita http://picasaweb.google.it/redazioneturiweb/ 2009/piacedonna{/gallery}

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