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SEL: UN REFERENDUM PER NON PRIVATIZZARE L’ACQUA

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Il 5 maggio scorso si è tenuta la conferenza stampa organizzata dal circolo locale di Sinistra, Ecologia e Libertà “Antonio Gramsci”. Presenti alla conferenza il segretario Angelo Maggipinto, Nico Catalano, Vincenzo Fanelli, in rappresentanza della CIGL, Stefano Orlandi per l’ANPI, Gianni Dell’Aera per l’ARPI e Matteo Fiorente per Rifondazione Comunista.

Ha preso la parola dapprima il segretario locale, che ha spiegato le motivazioni di questa conferenza: annunciare la raccolta firme prevista per domenica prossima, continuazione di quella che già era avvenuta nella domenica precedente durante la giornata di commemorazione di Antonio Gramsci.

“L’acqua è un bene comune – ha esordito Maggipinto – e insieme alle associazioni cercheremo di non farlo privatizzare raccogliendo firme e cercando di ottenere un referendum. Inoltre vogliamo raccogliere 500 sottoscrizioni – così come previsto dallo statuto comunale – affinchè si discuta in consiglio comunale il punto all’ordine del giorno relativo alla voglia di lasciare che il sottosuolo turese e tutte le fonti di ricchezza che ne derivano rimangano nelle mani dei turesi e non vadano ai forestieri”.

Domenica prossima ci sarà anche l’occasione per ricordare Peppino Impastato a 32 anni dalla sua morte (le modalità della commemorazione non sono ancora state stabilite).

Successivamente è toccato a Catalano spiegare l’importanza del connubio tra circolo Sel e associazionismo: “creare un comitato permanente e aperto a qualsiasi forma associativa o di singoli cittadini che vogliano contribuire per ottenere un referendum per la questione dell’acqua come bene pubblico e non privatizzabile”.

Catalano ha continuato spiegando che c’è voglia di “riportare la politica nelle mani dei cittadini. Qualche forza politica, vedi il PD, non aderisce a queste iniziative perché pensa che la politica sia cosa da pochi. Noi invece vogliamo riportare la politica nelle piazze affinchè i cittadini si riapproprino della politica e degli spazi pubblici”.

Hanno preso la parola anche tutti i rappresentanti delle associazioni e partiti citati nell’incipit dell’articolo, dichiarando la loro ferma convinzione che l’acqua è e deve restare un bene pubblico, che non va assolutamente privatizzato. “Si rischierebbe di fare la fine di Parigi – ha spiegato Dell’Aera – prima città a privatizzare il proprio acquedotto, che ora si trova nelle condizioni di fare dietro front”. È venuto fuori anche che i cittadini, con la privatizzazione  dell’acqua, non potrebbero avere più accesso all’ultimo bene rimasto nelle mani del pubblico e che accuserebbero l’aumento consequenziale dei prezzi.

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