Apparecchi elettronici, una nuova vita per i loro componenti

Il dott. Giandavide De Marco lancia un sondaggio sui social per un progetto portato avanti assieme ad alcuni colleghi di corso del Politecnico di Torino; è l’economia circolare il futuro in cui credere
Agli inizi del 2020, abbiamo avuto il piacere di intervistare Andrea De Marco, turese classe 2001, all’epoca prossimo a concludere il suo percorso di studi presso l’IISS “Luigi Dell’Erba” di Castellana Grotte; in quell’occasione ha raccontato la sua “settimana fantascientifica” trascorsa al CERN di Ginevra. A metà novembre ’19, lui ed un suo compagno di scuola sono stati infatti ospiti nel più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, in virtù di una media scolastica che recitava per entrambi un’eloquente 10 e, non da meno, grazie all’impegno dei professori, desiderosi di premiare adeguatamente i loro studenti più brillanti e diligenti.
Un anno prima di intervistare Andrea, era finito sotto la nostra lente d’ingrandimento il lavoro di tesi di suo fratello, Giandavide De Marco, classe ’96, laureatosi il 20 febbraio 2019 in Ingegneria Gestionale con una tesi dal titolo “Controllo e supervisione avanzata dei processi produttivi”. Lo studio di De Marco rientrava nella cornice dell’Industria 4.0, ovverosia l’industria che impiega sistemi cibernetici in quella che è la Quarta Rivoluzione Industriale, ormai in atto da quasi dieci anni.
«L’avvento dell’Industria 4.0 coincide difatti con l’arrivo di nuove e più avanzate configurazioni di controllo, nonché con l’affermarsi di una visione moderna del settore produttivo, da intendersi ormai basato sul binomio macchina-uomo: sostanzialmente dunque, in maniera simile a quanto avvenne nel passaggio dal controllo manuale a quello automatico, la Quarta Rivoluzione Industriale è stata resa possibile dalla forte innovazione tecnologica degli ultimi anni, nonché dal pressing esercitato dalle richieste del mercato, il quale ha subìto indubbiamente la Terza Rivoluzione, quella della globalizzazione e dell’Internet. Tutta questa innovazione si traduce nell’applicazione di robot e softwares sui sistemi di controllo e supervisione: ne sono un esempio la sensorizzazione ed il virtual commissioning, entrambi aspetti che ho approfondito nel mio studio al fine di capirne i vantaggi produttivi nell’ambito dell’Industria 4.0» – spiegava Giandavide De Marco.
IL SONDAGGIO LANCIATO DA DE MARCO
Tornando al presente, il dott. Giandavide De Marco frequenta adesso il secondo anno della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale – Indirizzo Logistica presso il Politecnico di Torino. Il nostro concittadino, assieme ad altri 5 colleghi di corso, compone un team attualmente impegnato in un project work di cui stiamo per parlarvi e del quale siamo venuti a conoscenza grazie ad un sondaggio pubblicato sui social dallo stesso De Marco: «Stiamo conducendo un’indagine sulla vita degli apparecchi elettronici, per studiare un sistema che permetta di dare nuova vita ai componenti che li costituiscono. Ti saremmo grati se compilassi il questionario (all’incirca 2 minuti) e ti chiediamo di diffonderlo il più possibile. Grazie per l’aiuto!». Il team si compone di Giandavide De Marco, Piervito Lofano (’97), Riccardo Pampalone (’97), Dario Zappalà (’96), Francesca Peschechera (’97), Raffaella Menelao (’97).
PARTIRE DALLA FINE…
Entrando nel merito, potresti parlarci di questo progetto?
«Il progetto nasce da una materia caratterizzante il nostro percorso di studi ovvero SUPPLY CHAIN MANAGEMENT che fornisce una serie di nozioni dettagliate su com’è costituita una intera catena di fornitori: dai produttori di materie prime fino ai retailers finali (rivenditori al dettaglio), nonché tutte le connessioni presenti tra di essi che permettono il raggiungimento degli obiettivi aziendali, migliorando l’efficacia e l’efficienza dei servizi e business dei diversi attori presenti nella filiera. Oltre ad un esame finale che sosterremo e al project work che stiamo attualmente portando avanti, a noi studenti è stato richiesto di sviluppare un business game simulato, che abbiamo già svolto e durante il quale il nostro gruppo, scisso in due sottogruppi, si è classificato a podio (uno primo e uno terzo)».
Qual è la problematica affrontata nel vostro progetto?
«Il nostro project work ha come oggetto lo studio di uno o più servizi logistici innovativi. Il termine “logistico” – precisa De Marco – è da intendersi in senso ampio, con riferimento alla fornitura di prodotti o servizi tra due o più soggetti economici, inclusi eventualmente i servizi di trasporto di persone. Come da comando dei professori, il servizio logistico innovativo scelto come oggetto di studio dai diversi gruppi di lavoro deve garantire il soddisfacimento di una necessità di mercato esistente e ad oggi non completamente esaurita. In questo senso, è possibile apportare un’innovazione ad un servizio già esistente ma non ancora consolidato su larga scala. Noi abbiamo scelto di affrontare un problema legato alla sostenibilità ambientale sempre più importante nelle nostre vite ed anche, fortunatamente, nelle nostre materie di studio. A seguito di un brainstorming interno al nostro gruppo, si è deciso di “partire dalla fine” ed effettuare una “reverse logistic”, sfruttando quello che è il concetto di economia circolare, ovvero dare una ciclicità al prodotto. Ciò è possibile comprendendo in un servizio anche la fase di smaltimento del prodotto a fine utilizzo; aspetto, questo, che non è contemplato dall’economia lineare. Quest’ultima si fonda su tre fasi: sfruttamento delle risorse, produzione e consumo. L’economia circolare, invece, grazie ad uno smaltimento che diventa riciclo, permette il perpetuarsi delle tre fasi, nonché il riutilizzo».
RECUPERO, STOCCAGGIO E RICICLO
«Il progetto consiste quindi nell’implementare una catena logistica che parta dal recupero di dispositivi dismessi, presenti in quasi tutte le nostre abitazioni, stoccarli in un hub centrale e successivamente effettuare un check della merce per riuscire a recuperare materiale da poter utilizzare per riparazioni (come prodotto riciclato) e materiale metallico più o meno pregiato presente nei chip e nelle schede dei nostri dispositivi. Effettuando delle ricerche, siamo venuti a conoscenza di un impianto pilota sviluppato da dei ricercatori Enea che permette di recuperare materiali preziosi dai RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con una resa del 95% nell’estrazione di oro, argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo. La nostra intenzione è quello di inserire questo impianto pilota nella nostra catena logistica ed implementare un sistema di stoccaggio e vendita a clienti esterni che, in questo modo, sfrutterebbero tali risorse come materie prime o, quantomeno, come materiale per i loro processi produttivi. Contemporaneamente, implementando una rete di raccolta estesa sul territorio italiano (anche avvalendoci di partnership commerciali con retailers mondiali, ad es. Mediaworld, che ci permetterebbero di avere una presenza più capillare sul territorio), c’è da parte nostra l’intenzione di fornire un servizio di manutenzione dei dispositivi elettronici. Grazie ad una più efficiente rete di fornitura, ci auguriamo di essere competitivi, nei tempi e nei costi, rispetto a negozi specializzati o multinazionali che da tempo offrono tale servizio».
ECONOMIA CIRCOLARE: IL FUTURO IN CUI CREDERE
Qual è lo scopo del sondaggio?
«Lo abbiamo realizzato per cercare di capire cosa ne pensa la gente di queste tematiche. Le domande che abbiamo posto ci aiuteranno a perfezionare alcuni iter e nodi dell’intera catena di fornitura. Il sondaggio è accessibile a tutti ed è molto breve. In buona sostanza, ci permette di capire quanto questa idea sia innovativa».
Considerazioni conclusive?
«Il tema dell’economia circolare prende sempre più piede e sono sicuro che sarà affrontato in molti ambiti dalla scuola, in tutti i suoi livelli, dalle associazioni e dalle istituzioni. Ovviamente per permettere, anche a livello economico, un corretto e sostenibile sviluppo ed un’implementazione di queste economie, c’è bisogno di preparazione ed investimenti dedicati. Ci auguriamo che la sostenibilità diventi una priorità per le persone e per le imprese».
LEONARDO FLORIO