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Pubblica illuminazione, tutto da rifare?

Il documento protocollato

“Patto per Turi” chiede un Consiglio comunale urgente per discutere l’annullamento in autotutela del project

Continuano a soffiare venti di tempesta sul “project financing” per l’efficientamento della pubblica illuminazione. Dopo l’interrogazione del consigliere Giannalisa Zaccheo, il Gruppo “Patto per Turi” alza la posta e richiede formalmente la convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico.

L’assise dovrà riunirsi nei prossimi 20 giorni, ovvero entro l’11 maggio, e ciascun consigliere sarà chiamato ad esprimere in maniera palese il proprio voto sulla mozione, sottoscritta dai 4 consiglieri di “Patto per Turi”, in cui si chiede l’annullamento in autotutela della deliberazione numero 19 del 24 febbraio 2020 – con cui la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità del project senza alcun passaggio in Consiglio – e di tutte le determinazioni gestionali conseguenti.

La proposta e la “riunione pubblica”

Il Gruppo 'Patto per Turi'

Prima di esplicitare le ragioni della posizione assunta, i consiglieri Palmisano, Spinelli, Susca e Tundo ricostruiscono accuratamente la storia del project, connotata da continue richieste di confronto puntualmente ignorate dall’Amministrazione.

Si inizia il 16 ottobre 2019, quando l’impresa “Lorusso Impianti s.r.l.” presenta, in qualità di proponente, una proposta di “project financing” per “l’affidamento della concessione della gestione, della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione stradale (compresa la fornitura di energia elettrica), della progettazione ed esecuzione degli interventi di messa a norma dell’impianto (con sostituzione di pali e delle armature e di ammodernamento tecnologico e funzionale dello stesso) nonché delle attività finalizzate al conseguimento del risparmio energetico”.

Un mese più tardi, il 12 novembre 2019, in Municipio si tiene una “riunione pubblica”, cui partecipano solo 8 consiglieri, durante la quale viene illustrato lo studio di fattibilità: nel corso del “breve estemporaneo incontro”, la minoranza fa sentire la sua voce, avanzando alcune proposte migliorative, messe nero su bianco e protocollate il 15 novembre 2019.

“Tavolo di concertazione” negato due volte

Sette giorni dopo quella riunione, il 19 novembre 2019, il capogruppo Angelo Palmisano chiede al sindaco la convocazione urgente di un tavolo di concertazione sul progetto di finanza in itinere, al fine di approfondire il tema e valutare due aspetti: “le problematiche (e le relative soluzioni da adottare) legate all’installazione di nuovi punti luce sulle strade ricadenti in zona B, i criteri di priorità per l’individuazione dei nuovi punti luce da installare sul territorio del Comune di Turi”.

Il tavolo di concertazione resta una lontana utopia e il 24 febbraio 2020 la Giunta va avanti in solitudine: senza coinvolgere il Consiglio comunale, nomina promotore la “Lorusso Impianti”, dichiara la pubblica utilità della proposta presentata dalla società e approva il progetto di fattibilità, “adeguandolo con le innovazioni già realizzate mediante i lavori di efficientamento di via Casamassima, via Massari e via Conversano e quelli di adeguamento dei quadri elettrici e pali. A supporto della relazione del Capo Settore competente – a parere della minoranza non sufficiente a fugare i tanti dubbi – nessuna specifica consulenza tecnica risulta essere agli atti”.

Il 19 maggio 2020, a sei mesi esatti dalla prima richiesta, il Gruppo guidato da Angelo Palmisano sollecita invano la convocazione del tavolo di concertazione “per la comparazione delle alternative possibili in termini di costo/efficacia, per la condivisione del progetto e la ricezione da parte della maggioranza delle tante proposte di modifica ritenute essenziali per l’interesse pubblico”.

Il 27 ottobre 2020, “Patto per Turi” ritorna alla carica con l’interrogazione del consigliere Sergio Spinelli, chiedendo il ritiro del provvedimento per un riesame più approfondito e circostanziato, anche alla luce del “censimento” delle strade non ancora acquisite avviato dall’Amministrazione, che potrebbe aprire scenari e prospettive determinanti per meglio calibrare il project.

L’ennesimo tentativo di confronto cade nel vuoto e, il 15 febbraio 2021, “la centrale di committenza ASMECOMM pubblica il bando di gara con scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 12 marzo 2021”.

Le ragioni della mozione

A sostegno della mozione di annullamento degli atti relativi al “project financing”, i consiglieri di “Patto per Turi” citano in primis l’articolo 42 del Tuel (Testo unico degli Enti locali), che attribuisce la competenza sulla concessione dei servizi pubblici (quale appunto la pubblica illuminazione) al Consiglio comunale, ritenendo insufficiente la sola deliberazione di Giunta.

In secondo luogo, l’articolo 34 del cosiddetto “Decreto Crescita 2.0”, convertito con modificazioni dalla legge n. 221/2012, prevede che l’affidamento di un servizio pubblico di rilevanza economica debba essere effettuato “sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell’ente affidante”. Una relazione che, venendo al nostro caso specifico, avrebbe dovuto dar conto del perché si sia scelta la forma del project, definendo i contenuti specifici del servizio e le eventuali compensazioni economiche. Il condizionale è d’obbligo giacché “ad oggi tale adempimento non è riscontrato”.

Infine, arrivano a sostegno due pronunce del Consiglio di Stato che confermano la portata normativa degli obblighi statuiti dal Tuel e dal “Decreto Crescita 2.0”. Obblighi ribaditi anche da una nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, in cui si riafferma “la competenza del Consiglio comunale in materia di concessione della gestione della pubblica illuminazione”.

Fabio D’Aprile

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