Il compleanno di un’icona

Il 13 febbraio Marinuccio Di Venere ha compiuto 78 anni: “Bisogna avere fede. Torneremo ad onorare Sant’Oronzo e magari festeggeremo anche i 60 anni dell’azienda”

Nel pomeriggio di sabato 13 febbraio, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook aziendale, la Di Venere Srl ha voluto omaggiare il proprio capostipite, colui che l’ha concepita oltre mezzo secolo fa; sessant’anni per la precisione: “La nostra storia è iniziata nel 1961 dal coraggio di un uomo che ha fatto del legno la sua vita, la sua arte. Quell’uomo oggi festeggia 78 anni di età. In suo onore, siamo lieti di annunciarvi che da oggi partono ufficialmente i festeggiamenti per i nostri 60 anni di attività. Buon compleanno, Marinuccio Di Venere”.
Su un ipotetico “Dizionario dei Turesi”, accanto alla definizione di “icona” non si farebbe fatica ad immaginare il volto del festeggiato, Marinuccio Di Venere; per questa ragione non potevamo restare indifferenti dinanzi a tale importante ricorrenza. La nostra identità collettiva deve molto a Di Venere, poiché innumerevoli edizioni della nostra Festa Patronale lo hanno visto protagonista, poiché certe sue espressioni verbali assurgono a dignità di poesia.
“I festeggiamenti – fanno sapere dall’azienda – sono appena iniziati. 60 anni di attività sono un traguardo importantissimo, soprattutto se consideriamo la drammatica situazione economica che stiamo vivendo negli ultimi anni. Ci piacerebbe davvero molto festeggiare questo speciale compleanno con la cittadinanza. Per il momento, causa Covid-19, è difficile fare delle previsioni. Vedremo in futuro”.
“PER ME SARÀ SEMPRE COSÌ”

Attraverso la mediazione gentilmente offertaci da Mariano Di Venere, nipote di Marinuccio, siamo riusciti a rivolgere a quest’ultimo alcune domande. La prima verte su una questione squisitamente statistica, così come accade per i grandi campioni dello sport, le cui gesta spesso si riassumono in dati. Per la serie: “Totale?”.
A quante edizioni della Festa Patronale ritieni di aver offerto il tuo contributo in questi ultimi 60 anni?
«La Festa Patronale è un evento che mi emoziona sempre. Ogni anno è come se fosse la prima volta, osservo i festeggiamenti con grande stupore e meraviglia. Ho avuto il grande privilegio e onore di essere stato presidente del Comitato Feste Patronali per 30 anni. Conservo un bellissimo ricordo di ogni anno. È davvero difficile per me sceglierne uno in particolare. Probabilmente, l’anno più emozionante è stato l’ultimo, quello del 2019. In ogni attimo ho ripercorso le emozioni di tutti questi anni. Dire addio all’evento che ha scandito gran parte della mia vita è stata davvero dura. L’inizio dei festeggiamenti, l’arrivo del carro trionfale in piazza, l’ansia per l’esito del lancio del pallone aerostatico, le processioni, il cantate, i fuochi. Conserverò i ricordi di ogni singolo momento. Essere il presidente della festa non è assolutamente un compito facile. Si avverte il peso della responsabilità, del fallimento, del non voler deludere le aspettative, del dover sopportare critiche e commenti. Per tutti questi anni mi sono aggrappato alla fede, all’immensa devozione che nutro nei confronti di Sant’Oronzo. Rifarei tutto di nuovo. La Festa la sento dentro e credo che per me sarà sempre così».
I 50 ANNI DEL PALLONE ED I 30 ANNI DELLA STATUA
Volendo ripercorre, invece, l’ultima edizione della Festa Patronale, la prima in “modalità anti-Covid”?
«Lo scorso anno abbiamo festeggiato due ricorrenze importanti: i cinquant’anni del lancio del pallone aerostatico e i trent’anni della statua donata alla cittadinanza dedicata al nostro Santo Patrono. A causa della pandemia abbiamo sospeso delle iniziative che sarebbero nate in occasione di questo compleanno.

Il lancio del pallone aerostatico è sicuramente un appuntamento fisso che da cinquant’anni coinvolge tutta la mia famiglia e che, se la pandemia lo permetterà, riconfermeremo anche quest’anno. È un momento per noi davvero importante, di profonda devozione, che condividiamo con molto piacere con la cittadinanza e con i turisti che arrivano a Turi il 26 agosto».
IL FUTURO DELL’AZIENDA
Cosa si prospetta, invece, per il futuro dell’azienda, dopo 60 anni di onorato lavoro?
«Quando ho iniziato la mia avventura da imprenditore non avrei mai immaginato che la mia azienda avrebbe raggiunto un traguardo così importante. La storica “Di Venere Giammaria & figli” dal 2013 si è evoluta sotto una nuova forma: la Di Venere Srl. I miei figli si sono fatti carico di un’eredità importante che portano avanti con lustro e duro lavoro. Essere imprenditori in questo momento storico non è affatto semplice! Loro sono riusciti a resistere con coraggio e determinazione, portando avanti quelli che sono da sempre i nostri valori: qualità, professionalità, eccellenza. Negli ultimi anni hanno ampliato molto i servizi. Non solo produzione di porte ma anche arredamenti, vetrate, cabine armadio, pareti attrezzate e tanto altro. Hanno intrecciato collaborazioni con grandi brand del settore per ampliare l’offerta. L’obbiettivo che accomuna due generazioni dal 1961, è quello di portare il legno in casa e realizzare i “sogni in legno” dei nostri clienti. Sono sicuro che riusciranno a raggiungere traguardi sempre più importanti. È il mio più augurio per loro».
“TORNEREMO A FESTEGGIARE”
Vorresti lasciare un messaggio ai turesi?
«Resistenza e forza. Lo scorso anno ci ha messo davvero a dura prova, è stata un’esperienza che non ci saremmo mai aspettati di vivere. Quest’anno iniziamo, seppur con le difficoltà, ad intravedere un po’ la luce. Bisogna avere fede. Torneremo a festeggiare la nostra Festa Grande, ad onorare Sant’Oronzo e perché no, magari festeggeremo anche i sessant’anni di attività della Di Venere Srl».
LEONARDO FLORIO