Quasi 400 mila euro per il “diritto allo studio”

Il Piano comunale, approvato a maggioranza, prevede anche interventi di efficientamento degli asili “Madre Teresa di Calcutta” e “Don Giovanni Bosco”
Il Piano per il diritto allo studio, discusso nel Consiglio comunale del 30 novembre, è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dell’opposizione.
Prima della relazione del consigliere Lanfranco Netti, il sindaco Tina Resta ha ringraziato tutti i consiglieri, soprattutto quelli di minoranza, per aver compreso i tempi ristretti della discussione di questo importante provvedimento in Commissione consiliare, causati dalla necessità di nominare il nuovo presidente, individuato nel consigliere Teresa De Carolis, in sostituzione dell’assessore Imma Bianco.
La relazione di Netti
Chiariti finalità e obiettivi del Piano per il diritto allo studio, il consigliere Netti entra nel merito della programmazione che l’Amministrazione, in sinergia con gli istituiti scolastici, ha previsto per il 2021.
Vengono riconfermati i servizi mensa e di trasporto scolastica, prevedendo rispettivamente una spesa di 130 mila euro e di 80 mila euro, con la richiesta di un contributo regionale pari a un terzo dei costi presunti, ovvero 43 mila euro per la mensa e 27 mila euro per il servizio scuolabus.
«All’interno del Piano 2021 – aggiunge Netti – l’Amministrazione ha programmato ulteriori interventi ai fini della riqualificazione degli edifici scolastici. In particolare, si tratta dell’adeguamento dell’impianto antincendio delle scuole dell’infanzia “Madre Teresa di Calcutta” e “Don Giovanni Bosco”, con una spesa complessiva di 114.800 euro e la richiesta di un contributo regionale a copertura integrale dei costi». Inoltre, sono stati richiesti ulteriori fondi, pari a 62.600 euro, per l’efficientamento termico dei due plessi.
«Nel suo complesso – termina il consigliere Netti – il Piano prevede una spesa complessiva di 387.400 mila euro, per la quale il Comune di Turi richiede alla Regione un contributo pari a 247.400 euro».
I dubbi sulla mensa
Ad inaugurare la discussione è il consigliere di minoranza Lilli Susca che, lamentando la difficoltà ad ottenere informazioni chiare non solo in Commissione ma anche nella documentazione fornita, chiede delucidazioni sulla diminuzione della spesa prevista per il servizio mensa: dai 200mila euro stanziati nel 2020, si scende a 130 mila euro per il 2021. Un dato “poco chiaro” per il consigliere se si considera che la ditta Ladisa ha già comunicato un «aumento dei costi pro capite, a causa dell’aggravio delle spese aziendali dovute al maggior personale necessario e a tutte le cautele che dovranno essere rispettate per espletare il servizio in sicurezza. Per cui, forse, sarebbe stato il caso di prevedere uno stanziamento superiore a quello standard di 200 mila euro». «Oltre tutto – conclude – il contributo richiesto alle famiglie è di 60 mila euro a fronte di 130 mila euro, mentre lo scorso anno era di 65mila euro a fronte di 200 mila euro. C’è un’incongruenza in queste cifre che penso sia mia responsabilità di far notare».
A rispondere alle perplessità di “Patto per Turi” viene chiamata in causa la dott.ssa Domenica Calisi, Responsabile del Settore Economico-Finanziario, che riferisce che i 130 mila euro previsti per il servizio mensa si fondano sull’analisi delle spese registrate nel 2019, pari a 123.620 euro a fronte di 65.000 euro quale importo incassato dalle famiglie. In pratica, non c’è stata alcuna diminuzione, semmai uno stanziamento più realistico e una parallela diminuzione di 5.000 euro della quota di compartecipazione delle famiglie.
Più tardi, il capogruppo Angelo Palmisano, interrogherà l’Amministrazione sulle «modalità di organizzazione della mensa affinché, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, possa essere fruita in totale sicurezza».
«Ci sono linee guida cui l’azienda dovrà attenersi – rassicura il consigliere Netti – e, in condivisione con gli Istituti scolastici, saranno prese tutte le cautele del caso, attivando le procedure più idonee, anche considerando le diverse strutture dei plessi scolastici».
Internet e didattica a distanza
Il secondo quesito posto dal consigliere Lilli Susca porta in Consiglio il dibattuto tema della didattica a distanza: «Le voci degli interventi vari e complementari di questo Piano – annota – rimangono vuote, nonostante abbiamo l’esigenza di potenziare la rete internet delle scuole per consentire agli alunni di seguire efficacemente le lezioni da casa». «So che è stato richiesto un preventivo a due gestori di telefonia e sono contenta che a breve ci sarà un intervento in tal senso; tuttavia – domanda – perché sostenere la spesa interamente con fondi comunali e non chiedere un cofinanziamento alla Regione?».
Il consigliere Netti replica che «la legge regionale che disciplina il Piano impone rigidi binari su cui ci si deve muovere e non risulta uno specifico canale per richiedere contributi finalizzati al potenziamento della rete internet». «Per risolvere il problema sollevato dal consigliere Susca – completa l’assessore Dell’Aera – è importante intervenire immediatamente, mentre con il Piano per il diritto allo studio che stiamo approvando andiamo a programmare le attività del prossimo anno». «Nelle prossime settimane – anticipa – si provvederà a dotare i tre plessi della scuola primaria di nuove utenze».
A corollario del dibattito, il primo cittadino Resta informa che, insieme agli altri sindaci, è già stato chiesto formalmente un impegno della Regione e il Presidente Emiliano «ha dichiarato che entro la fine di dicembre potenzierà tutte le scuole per la didattica a distanza. Noi stiamo provvedendo a un potenziamento delle linee telefoniche». Operazione non semplice data l’organizzazione strutturale dell’Istituto Comprensivo, costituito da quattro padiglioni separati tra di loro: una struttura per la scuola dell’infanzia, tre per le elementari ed uno per la scuola media. «Questo – argomento il sindaco – sul piano della prevenzione dei contagi è positivo, perché i ragazzi non si trovano tutti nello stesso ambiente; sul piano del potenziamento delle linee telefoniche, invece, è un grosso problema poiché è come se avessimo quattro scuole su cui intervenire».
Trasporto scolastico in sicurezza
«Come avverrà il trasporto scolastico? Gli scuolabus sono sufficienti per garantire il distanziamento tra gli alunni che ne beneficeranno?».
Queste le domande del consigliere Giannalisa Zaccheo cui arriva la puntuale risposta del consigliere Netti: «Le linee guida ministeriali emanate a settembre hanno già profondamente modificato il protocollo standard del servizio di trasporto, riducendo i posti utilizzabili all’80% della capienza di ciascun mezzo». Inoltre, «già in fase di avvio, la ditta che gestisce il servizio ha comunicato al Comune la necessità di aumentare i costi per sopperire alle spese relative alla fornitura dei dispositivi di protezione individuale e alla disinfezione regolare dei mezzi». Costi aggiuntivi che nel Piano trovano adeguata copertura anche per il 2021. Quanto al numero degli scuolabus, «si sono confermati i mezzi previsti per lo scorso anno per evitare di far ricadere sulle famiglie i costi dell’acquisto di un mezzo aggiuntivo». Difatti, l’Ente non ha le disponibilità di Bilancio per questo investimento, si attende dunque «il contributo del Governo, previsto nelle linee guida».
Aggiornamenti su Via Scotellaro
Prima della votazione, il capogruppo Palmisano riprende la parola sollecitando un aggiornamento sullo stato dei lavori di allaccio alla rete telefonica in via Scotellaro, indispensabili soprattutto in questo frangente per consentire di accedere alla didattica a distanza.
«Sono iniziati i lavori nel primo tratto di via Colombo, che serviranno una parte delle palazzine finora sprovviste di connessione a internet. Contestualmente – chiarisce l’assessore Dell’Aera – TIM ha fornito il preventivo per via Scotellaro, che ammonta a circa 30mila euro. L’Ufficio sta verificando se la competenza di questi lavori è in capo all’Ente o, come è più probabile, se c’è una mancanza dell’azienda che ha realizzato gli appartamenti e quindi l’intervento dovrà essere imputato all’azienda stessa».
FD