Mons. Pulji? cittadino onorario di Turi

Nel nome di Sant’Oronzo si avvicinano le due sponde del Mediterraneo
Ci sono date destinate a restare scolpite nella memoria di una comunità. Venerdì 21 febbraio 2020 si iscrive di diritto tra queste ricorrenze memorabili: con il conferimento della cittadinanza onoraria a Mons. Želimir Pulji?, Arcivescovo di Zara, Turi ha scritto una pagina importate della propria storia, contribuendo ad avvicinare le due sponde del Mediterraneo, saldando due popoli nel nome della comune devozione verso Sant’Oronzo.
De Florio: “Un illustre benefattore di Turi”
La cerimonia, ospitata in una Sala consiliare gremita, si apre con l’intervento del consigliere Teresita De Florio che, dopo i saluti istituzionali alle autorità civili, militari e religiose presenti, ripercorre il cammino che ha condotto a questa giornata di festa per l’intera comunità turese.
La memoria torna a due anni fa: nel 2018 Turi si appresta a celebrare l’Anno Giubilare Oronziano per rievocare solennemente il 1950esimo anniversario del martirio di Sant’Oronzo. L’obiettivo è riportare “in patria” le reliquie del Santo Patrono, per questo iniziano numerosi contatti epistolari e telefonici tra Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della nostra Diocesi, e l’Arcivescovo di Zara, Mons. Želimir Pulji?, favoriti dalla proficua opera del nunzio apostolico Mons. Giuseppe Pinto.
Si pongono così le basi per l’incontro a Zara tra una delegazione turese e lo stesso Mons. Pulji? che «da subito ebbe a manifestare grande disponibilità a voler aderire alle aspettative e alle speranze della nostra delegazione. Infatti, l’Arcivescovo autorizzò la concessione provvisoria della preziosa reliquia della fibula di Sant’Oronzo, custodita presso la Chiesa di Sant’Anselmo a Nin. La reliquia pervenne a Turi l’11 agosto 2018, segnando e approfondendo la storia e la devozione dell’intera comunità cristiana e civile di Turi».
La seconda data da appuntare è domenica 1° settembre 2019: in occasione della visita a Nin di alcuni nostri concittadini, guidata dal sindaco Resta e da don Amodio, Mons. Pulji? dona un prezioso frammento staccatosi dalla reliquia di Sant’Oronzo, che sarà esposto alla venerazione popolare il 18 ottobre 2019.
«L’Arcivescovo Pulijc – chiosa la De Florio – in diverse circostanze ha esternato sentimenti di amicizia e di stima nei confronti di Turi, sono questi comportamenti che lo hanno reso non solo un amico ed estimatore della nostra comunità ma anche un suo illustre benefattore».
Sindaco Resta: “Un coro unanime la ringrazia”
La parola passa al sindaco Tina Resta, che inizia ringraziando il consigliere De Florio, «grande aiuto per organizzare questo meraviglioso evento», e tutti i parroci, «in particolare il Vescovo Favale sempre con noi e che ci guida con una presenza vitale».
«Il 18 febbraio 2020 – prosegue il primo cittadino – si è riunito il Consiglio comunale e accogliendo la proposta di don Giovanni Amodio, senza esitazione e con immenso piacere ha conferito la cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Želimir Pulji?, Arcivescovo della Diocesi di Zara. Per questo vorrei fare un applauso a tutti i consiglieri, senza distinzione di colore politico».
Dopo aver letto la lettera con cui don Giovanni Amodio ha perorato la causa, il sindaco presenta il nuovo cittadino turese, ne traccia una sintetica biografia e sottolinea che si è colta la straordinaria occasione della presenza in Puglia di Mons. Pulji? per attribuire il sentito riconoscimento «a nome non solo dell’intero Consiglio comunale ma di tutta la comunità turese che rappresento».
«Nessuno – aggiunge il primo cittadino – si è risparmiato per mostrarle la propria gratitudine per aver donato alla città di Turi un frammento della reliquia di Sant’Oronzo. È un coro unanime che la ringrazia per la sua grande generosità verso la nostra comunità. Questo gesto sta creando un legame speciale tra tutti i fedeli dei paesi che fanno parte delle “Vie Oronziane” e sta costruendo reti di relazioni religiose e sociali tra le rispettive Amministrazioni».
Emiliano: “Turi e la Puglia saranno sempre la sua casa”
«Stasera non potevo mancare – esordisce il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – perché la rappresentazione dell’amicizia, dell’affetto, della gratitudine e dei rapporti che si sviluppano anche oltre il mare è uno spettacolo umano troppo bello per non essere osservato direttamente. Tutta la Regione Puglia è felice per quello che sta avvenendo, porteremo questa buona notizia ovunque coltiveremo il nome di Sant’Oronzo che unisce le province di Bari e di Lecce».
Il Governatore si sofferma sul valore dei Santi, “uomini giusti” che sono «esempi da seguire fino in fondo senza se e senza ma». E dopo una riflessione sulla cittadinanza onoraria, che «si dà non per sovrastruttura ma per convinzione», rivolgendosi direttamente all’Arcivescovo Pulji? tiene a rimarcare che, da questo momento, «Turi e la Puglia saranno sempre la sua casa», anche perché, come dirà scherzosamente in seguito, «nel cognome Pulji? c’è la radice di Puglia».
Mons. Pulji?: “Sant’Oronzo è ‘colpevole’ per questo avvenimento”
Alle parole di felicitazione del nunzio apostolico Mons. Pinto segue il discorso dell’Arcivescovo Pulji?.
«Saluto tutti cordialmente e ringrazio di cuore per la cittadinanza onoraria che il sindaco di Turi, dott.ssa Tina Resta, con il Consiglio comunale, mi ha conferito.
Si potrebbe dire che il Santo Patrono di questa citta, Sant’Oronzo, è “colpevole” per questo avvenimento. Porto ancora nella memoria la meravigliosa Festa Giubiliare del 2018, cui ho avuto la grazia di partecipare. Giustamente, in quella occasione, il Cardinale Amato diceva che i Santi sono i pilastri della terra e forza della chiesa: loro hanno plasmato i nostri paesi e i popoli che vivono in Italia e in Croazia, come pure in tutta Europa.
Carissimi, mi sento molto onorato e commosso non soltanto per la cittadinanza onoraria ma anche per la vostra presenza. Ringrazio per questo gesto che mi dà ragione di dire che d’ora in poi Turi è anche la mia città».
Un intervento sincero e appassionato in cui c’è spazio anche per alcune battute di spirito, come il suggerimento di cambiare il cognome di don Amodio in AmoOronzo o la presa d’atto che l’Arciprete è stato “proclamato” Arcivescovo a sua insaputa.
In chiusura, un cenno alla Conferenza episcopale riunita a Bari, ricordando le parole del Governatore Emiliano che, nel dare il benvenuto ai Vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ha affermato che «la Puglia coltiva l’ambizione ad essere terrà d’accoglienza, che vuole tessere la trama di persone che credono nella forza della pace e del dialogo».
Lo scambio dei doni
Terminati gli interventi, il sindaco Resta consegna ufficialmente l’onorificenza, firmando la pergamena che viene donata all’Arcivescovo Pulji? assieme a una medaglia, realizzata per l’occasione dall’artista turese Daniela Angellilo, che unisce lo stemma del Comune di Turi e l’ostensorio in cui è stato incastonato il frammento della reliquia del Santo Patrono. A sua volta, Mons. Pulji? omaggia la nostra comunità con la medaglia coniata per il centesimo viaggio che il Santo Padre, San Giovanni Paolo II, fece in Croazia nel giugno 2003. «Era inerme e debole – ricorda l’Arcivescovo – ma non ha rinunciato a questo viaggio e ha visitato anche quattro città croate, tra cui Dubrovnik dove ero Vescovo».
Il tempo di immortalare lo scambio dei doni e si passa alla firma dell’Albo dei cittadini onorari di Turi: il sindaco ricorda che l’Arcivescovo è il terzo cittadino a ricevere l’onorificenza, prima di lui è stata concessa al Presidente Sandro Pertini e al Vescovo d’Ugento Don Vito De Grisantis.
Con la consegna da parte degli studenti dell’Istituto “Pertini-Anelli” di un cesto contenente i prodotti tipici della Puglia cala il sipario sulla prima parte della cerimonia, che prosegue in Chiesa Madre con la concelebrazione eucaristica.
FD
Foto di Antonio Gasparro
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