Turi alla Festa del “Capu de Santu Ronzu”

Caprarica, Campi Salentina, Diso, Muro Leccese, Vernole, Ostuni e Turi si incontrano a Botrugno per rafforzare il legame oronziano
Sono passati precisamente 14 anni dal 20 febbraio 2006: nel corso della serata Pasquale Corcelli veniva insignito del Premio Turi, un’onorificenza che meriterebbe di essere riesumata da un passato turese pieno di pagine storico-culturali che, nel corso del tempo, abbiamo archiviato per non riaprire mai più. Ad ogni modo, in quel 20 febbraio 2006, l’allora primo cittadino Vito Nicola De Grisantis si recava a Botrugno per avviare un percorso che avrebbe poi portato al gemellaggio con questa ridente ed intima cittadina leccese abitata da quasi 3000 anime.
Vi raccontiamo di Botrugno poiché anche lì, dal 25 al 27 agosto, si festeggia la “festa grànne”: forse non la chiamano così, forse mancheranno Marinuccio Di Venere, il pallone aerostatico, il carro, le mule, la nostra banda, una marea di gente ad incitarla, ma comunque, anche lì, proprio in quei giorni, si registra un grande momento di devozione in onore di Sant’Oronzo. In realtà, nel piccolo borgo leccese, Sant’Oronzo viene celebrato anche il 20 febbraio, in occasione della festa del “Capu de Santu Ronzu”, quando, per le vie della città, si snoda una processione guidata dalla statua del Patrono e da una raffigurazione in cartapesta della sua testa.
Ebbene, per la quarta volta in questo articolo, torniamo al 20 febbraio, quello del 2020, poiché, in coincidenza con il “Capu de Santu Ronzu” di quest’anno, arriveranno a Botrugno i rappresentanti istituzionali di alcune delle tante città oronziane pugliesi, per lo più salentine: Caprarica di Lecce, Campi Salentina, Diso, Lecce, Muro Leccese, Vernole, Ostuni e infine la nostra Turi.
Venendo al programma della giornata, alle 10.30, le delegazioni delle diverse città oronziane saranno accolte e poi condotte al Palazzo Marchesale di Botrugno per una conferenza che verterà sull’importanza di rafforzare, nella promozione culturale e nello sviluppo turistico, il legame di devozione e tradizione che unisce le diverse città toccate dal Santo Patrono. Durante l’incontro interverranno ovviamente Silvano Macculi, sindaco oggi come nel 2006 di Botrugno, il sacerdote Angelo Pede, parroco locale, i rappresentanti istituzionali delle diverse città oronziane e, dulcis in fundo, il nostro Don Giovanni Amodio, il cui impegno a favore di Sant’Oronzo non ha alcun bisogno di presentazioni, almeno per i turesi.
Nel pomeriggio, alle ore 16.00, si terrà invece la celebrazione eucaristica propedeutica alla processione del “Capu de Santu Ronzu”. Dal nostro Palazzo di città apprendiamo che in questa circostanza tutti i Comuni invitati porteranno a Botrugno il proprio marchio di riconoscimento: si ipotizza che Turi sarà presente con alcune delle sue mitiche mule.
LEONARDO FLORIO
