Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Cultura

L’Arcivescovo di Zara cittadino onorario di Turi

1 - Mons. Pulji?

La cerimonia si svolgerà in Sala consiliare venerdì 21 febbraio

Venerdì 21 febbraio, alle ore 17.00, su proposta dell’Arciprete Don Giovanni Amodio, verrà conferita la cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza Mons. Želimir Pulji?, Arcivescovo di Zara (Croazia), Presidente della Conferenza Episcopale Croata, in Puglia in occasione del Simposio che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020 nel quale interverrà il Santo Padre.

La cerimonia, ospitata nella Sala consiliare del Palazzo Municipale, si svolgerà alla presenza del Sindaco, del Consiglio Comunale, di Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, e di tutti i cittadini. A seguire, in Chiesa Madre avrà luogo una solenne concelebrazione eucaristica.

Nella nota stampa diffusa da Palazzo di Città, viene anticipata la motivazione dell’onorificenza tributata all’Arcivescovo Pulji?: «Egli dimostratosi più volte, impareggiabile e prezioso amico, conoscitore ed estimatore della storia, delle migliori tradizioni e della fede di Turi, facendo inestimabile dono alla nostra comunità cittadina di una insigne reliquia, la tibia del nostro Santo Patrono, ha di fatto elevato Turi all’eccelsa dignità di Santuario di Sant’Oronzo tra genti di Puglia, sua Terra».

Poche righe che riassumono un intenso percorso di fede e vicinanza tra le comunità di Turi e Nin, legate a doppio filo dal culto di Sant’Oronzo.

Il Giubileo Oronziano

2 - Giugno 2018 - La delegazione turese a Zara

Il tributo riservato all’Arcivescovo Pulji?, difatti, corona il cammino iniziato nel 2018, in occasione dell’Anno Giubilare Oronziano indetto da Papa Francesco per commemorare i 1950 anni trascorsi dalla data del martirio del nostro Patrono.

Si vuol rendere questa ricorrenza indelebile nella memoria dei fedeli e così, il 19 giugno 2018, una delegazione turese – composta da don Giovanni Amodio, dal Sub Commissario Sebastiano Giangrande e dal giornalista Stefano De Carolis – si reca a Zara per concordare con le autorità civili ed ecclesiastiche croate i protocolli per il trasferimento della cassettina reliquiario che, fino a quel momento, si riteneva contenesse il capo del nostro Patrono.

Durante quella visita, De Carolis, fortuitamente, nota un secondo “scrigno”, custodito nella Chiesa di Sant’Anselmo a Nin, chiaramente riferibile a Sant’Oronzo. È il primo passo per appurare l’esistenza di due reliquari: uno (quello custodito a Zara) contenente il capo di Sant’Oronzo martirizzato in Gallia sotto Diocleziano, l’altro (conservato a Nin) contenente la tibia del “nostro” Sant’Oronzo, primo Vescovo di Lecce, martirizzato nel ‘capitale salentina’ intorno al I secolo d.C. Sarà questa la cassettina sacra che approderà a Turi, scandendo il corso della Sacra Undena, impreziosita dalla partecipazione dello stesso Arcivescovo di Zara e da don Bozo, il giovane parroco della chiesa di Sant’Anselmo dove è avvenuto il fortunato ritrovamento della “vera reliquia” di Sant’Oronzo.

Turi e Nin unite nel segno di Sant’Oronzo

4 - Settembre 2019 - Da sinistra, Mons. Pulji?, il sindaco Tina Resta e il sindaco Emil ?urko

Quanto seminato durante l’Anno Giubilare si rivela ben presto fertile. A settembre 2019, il sindaco Tina Resta, accompagnata dall’Arciprete Don Giovanni Amodio e da Stefano De Carolis, viene accolta a Nin per siglare un accordo bilaterale, propedeutico al gemellaggio tra le due comunità.

In questa circostanza ai fedeli turesi è riservata una sorpresa davvero inaspettata: la curia di Zara ha deciso di omaggiare la nostra comunità con un frammento della reliquia di Sant’Oronzo. «Il frammento – spiegava l’Arciprete – è stato devotamente raccolto dall’ovatta che avvolgeva la reliquia del Santo. Rappresenta il solenne coronamento dell’impegno che ognuno di noi ha profuso per onorare l’Anno Giubilare Oronziano, che ci ha permesso di recuperare le radici storiche, cristiane e religiose di Sant’Oronzo. Un cammino di fede che si rafforzerà ulteriormente con questo prezioso dono».

Il primo convegno internazionale

5 - Il frammento della reliquia donato a TUri

Il “giallo” dei due reliquiari, quello di Zara e quello di Nona, alimenta gli studi sul culto oronziano, affrontati con rinnovato interesse e nuove prospettive. E, anche questa volta, Turi è in prima linea, come testimonia il convegno internazionale “Le rotte adriatiche della santità”: un simposio, unico nel suo genere per tema e respiro degli studiosi presenti, che segue le tracce del culto di Sant’Oronzo tra Puglia e Dalmazia.

Quel 24 agosto, nella cornice dell’affollata piazza antistante Palazzo Marchesale, si susseguono le dissertazioni dei vari relatori, introdotte dall’intervento del Vescovo Mons. Giuseppe Favale che presenta il volume “Proteggerò questa Città”. Fatica editoriale, curata da don Giovanni Amodio, in cui si ripercorrono i momenti più preziosi dell’anno Giubilare Oronziano.

Il commento dell’assessore De Carolis

Ritornando alla cerimonia che si svolgerà il prossimo 21, abbiamo raccolto una riflessione dell’assessore alla Cultura, Teresa De Carolis, che insieme al consigliere Teresita De Florio ha curato i dettagli dell’atteso appuntamento.

«Tra qualche giorno, noi turesi avremo l’onore di abbracciare il Vescovo di Nin al quale questa Amministrazione concederà la cittadinanza onoraria. È sicuramente, per la nostra comunità, un momento di straordinaria gioia, un momento di fede, di preghiera, di riflessione intorno alla figura del nostro Patrono Sant’Oronzo.

Ricordo con gioia la sera del 24 agosto, quando si tenne l’incontro tra studiosi nostrani e Croati per parlare della reliquia di Sant’Oronzo, scoperta e custodita al di là dell’Adriatico, di cui un frammento ci è stato donato. Altresì significativa la visita che la delegazione turese capeggiata dal Sindaco e dall’arciprete Don Giovanni Amodio, da una nutrita rappresentanza di Turi a fine agosto nella città di Nin. Entrambi gli appuntamenti intrisi di cultura e fede. È come se Sant’Oronzo abbia voluto tracciare una linea tra due sponde dell’Adriatico, un solco e finalmente un ponte di incontro tra due popoli all’insegna della devozione. Ci nobilita pensare che le nostre famiglie si potranno incontrare e camminare mano a mano. Spero tanto che questo ponte di amicizia sia il “primum movens” per altri ponti che devono poter unire e non dividere, ponti di accoglienza e solidarietà, ponti di meditazione e di amicizia.

Siamo lieti di accogliere il Vescovo di Nin con quella semplicità che ci contraddistingue: quel giorno sarà per la nostra comunità un giorno speciale che custodiremo volentieri nel nostro cuore».

Fabio D’Aprile
Foto Fabiana Stanisci

cittadinanza onoraria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *