Settanni provoca Gravinese, Resta e l’ex vicesindaca

“I migranti stagionali siano accolti nelle loro tante proprietà e b&b”
Mercoledì 20 giugno si è tenuta la conferenza stampa di Fratelli d’Italia Turi, al caffè Susca, che apre una petizione popolare con raccolta firme domenica mattina prossima, 24 giugno, in Villa. Una petizione “con la quale si chiede che il centro di accoglienza per lavoratori stagionali extracomunitari di Via Cisterna non venga ad essere un campo permanente e che venga smantellato entro la fine di giugno 2018, data di scadenza di tutti i contratti e convenzioni. I moduli siano rispediti al mittente (Regione Puglia) permettendo di rendere la superficie disponibile a tutti i cittadini turesi e non, per varie attività ludiche”.
“Siamo fermamente convinti legittimamente – ha spiegato Giacomo De Carolis – che la situazione nell’istituire un campo di accoglienza permanente sia prerogativa di una Amministrazione Politica eletta dal Popolo e no da una Amministrazione Commissariale che meglio farebbe a gestire l’ordinaria amministrazione”.
Fratelli d’Italia annuncia di essere disposto a mobilitarsi massicciamente: “Noi ci siamo assieme alle mamme, famiglie, commercianti, residenti e tutti i cittadini. Oltre alla petizione, metteremo in atto tutte le iniziative per contrastare questa vergognosa prospettiva”.
Fratelli d’Italia chiede al Commissario Prefettizio Cantadori di “provvedere nella funzione dei suoi poteri e comiti a confermare lo smantellamento dell’area come previsto dagli accordi iniziali con le istituzioni regionali e sia a provvedere al ripristino del decoro urbano, sicurezza pubblica e rispetto delle più elementari norme di igiene pubblica causa di questa pessima gestione del fenomeno dei lavoratori stagionali extracomunitari adottando sia misure di controllo che il DASPO della legge Minniti”.
Degrado in villa e altrove
A tal proposito, si segnalano episodi incresciosi in villa a causa dell’abuso di alcol da parte di alcuni lavoratori stagionali (vedi intervista a Sandro Laera). E si segnalano bivacchi e accampamenti ovunque. Dove sono i controlli promessi? Perché non si applica il DASPO? Questi gli interrogativi, ai quali se ne aggiungono altri: Perché devono pagare tutti i turesi per interessi privati? Come mai non si occupano i produttori del vitto e alloggio di questi lavoratori, alcuni dei quali lavorano anche presso i campi di comuni non di territorio turese.
“L’ex vicesindaca è la vera razzista!”
“Se proprio ci tengono – dice Settanni – visto che per Gravinese questa è stata la soluzione ottimale, allora che li ospiti lui nei suoi bed and breakfast!”.
“La vera razzista – è la provocazione di Settanni – è la vicesindaca Lavinia Orlando quando parla di un bando di case sfitte e gli italiani e turesi non riescono nemmeno ad avere le case. Metta le sue proprietà a disposizione. Invito anche Fabrizio Resta a mettere a disposizione le sue proprietà”.
“Noi non siamo razzisti e non ne facciamo una questione di etnia – precisano i Fratelli d’Italia in conferenza stampa – ma è una questione di logistica e di sicurezza. Oltre che di tasca: perché debbano pagare i turesi tutti, per interessi di privati? Quando andiamo a Milano a fare la stagione mica il Comune ci paga vitto e alloggio!
La soluzione?
La soluzione ottimale viene dalla Regione Basilicata e dal comune di Nardò (Lecce), amministrato dal sindaco Pippi Mellone. In Basilicata hanno collaborato Cisl, Uil, Coldiretti e Caritas ed è stato messo a disposizione un immobile sequestrato dalla mafia. Quindi il prossimo anno, si chiede che i lavoratori stagionali siano a carico dei produttori, anche se – puntualizza Laera – “sembra di difficile attuazione”. Nessun produttore quest’anno ha risposto all’invito del Comune a contribuire alle spese di gestione dei migranti stagionali.
7 luglio comizio in piazza!
“Questa non è più una emergenza, lo era quattro anni fa. Il prossimo anno si deve cambiare registro e quei moduli al campo sportivo devono essere smantellati! Per ora raccoglieremo firme, poi se abbiamo l’autorizzazione il 7 luglio prossimo saremo in piazza per un comizio. Se ci danno l’autorizzazione… sennò lo faremo lo stesso!”.
NICOLA TEOFILO