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Politica

Le assenze e la cattiva educazione dell’Assessore

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Palmisano se lei ci invita all’incontro in sala Consiliare, luogo istituzionale, significa che ha organizzato il tutto con cittadini, agricoltori e amici; non è colpa nostra se questi l’hanno bidonato, noi di Fratelli d’Italia la sala Consiliare l’abbiamo riempita eccome in occasione del dibattito sulla nuova legge contro il caporalato e lei dove stava? Si vergogni, è così che rappresenta i cittadini, con la sua assenza, in un momento tragico per l’economia locale resa ancor più difficile da politicanti superficiali e irresponsabili. Assente ingiustificato, l’assessore all’agricoltura deserta la conferenza, il nulla.

Si vergogni per aver scritto: “all’incontro si sono presentati due cacciatori, non posso altrimenti definirli rappresentanti di partito e stanno cercando solo di salvaguardare i propri personali interessi” ( la caccia), e si, noi viviamo dalla caccia.
Assessore ha ragione, per sua sfortuna i due dirigenti di Fratelli d’Italia Turi che aveva di fronte sono cacciatori, ma di quelli tosti, abituati alle intemperie e che non hanno bisogno del curriculum come il suo per distinguere in lontananza una persona da un volpone, e se questo le dà fastidio a noi è ancora più intrigante la battaglia. Le ricordo che tutti i cacciatori, di cui mi onoro appartenere, pagano le tasse per svolgere questa ludica attività che è ben regolamentata e che i soldi delle nostre autorizzazioni vanno a rimpinguare le casse della Regione, utilizzati per miglioramenti ambientali, per pagare i tanti contenziosi da danni arrecati dalla fauna selvatica e per i ripopolamenti.

Palmisano non si arrampichi sugli specchi, se voleva fare un incontro informale , poteva farlo in sala Giunta o meglio al bar, forse la sua cultura politica non le permette il distinguo, non si preoccupi l’aperitivo lo pagavamo noi.
Palmisano si vergogni di aver sostenuto che noi di F.d.I abbiamo trascorso tutto il tempo a parlare di caccia; si, abbiamo parlato anche di caccia, argomento che è menzionato sul Regolamento Regionale della costituzione del Parco, oltre a rappresentare il nulla è anche bugiardo, è lei che è venuto all’incontro con il pregiudizio sulla caccia sapendo che siamo cacciatori e il “violino” lo suoni lei dato che ha tutte le competenze, io non saprei suonarlo, sono un cacciatore.

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Palmisano lei fa parte di una associazione ambientalista, vero? Se non ricordo male del W.W.F., ora capisco questo accanimento verso di noi cacciatori, lei ha solo lo scopo di istituire il Parco per chiudere l’area all’attività venatoria.
La prova? Venerdi 12 Maggio 2017 a Gioia del Colle l’Amministrazione Comunale ha organizzato nella sala De Deo un incontro pubblico dal titolo “Parco regionale San Giorgio – Giotta. Strategia territoriale per lo sviluppo ambientale ed economico dalla Peucezia all’Adriatico”. Nella sala una trentina di persone, Agricoltori, Allevatori, Cacciatori e Consiglieri Comunali di Sammichele, Noicattaro, Valenzano e il Vicesindaco di Rutigliano e altri di paesi interessati all’area Parco. Il nostro Assessore Palmisano? ASSENTE. Chi meglio di lui poteva con le sue competenze rappresentare degnamente Turi? Guarda caso i due dirigenti di Fratelli d’Italia della sezione di Turi, il sig. Zagaria e De Carolis, erano lì presenti e intervenivano al dibattito.

Da dire che nel Comune di Gioia del Colle l’istituzione del Parco era già stata bocciata con una petizione popolare. Invece questa amministrazione di centro sinistra, cancellando con un colpo di spugna la volontà del popolo sovrano, riconfermava la volontà di voler aderire al costituendo Parco, calpestando la dignità dei proprietari terrieri insiti nella delimitazione del famigerato Parco.
Purtroppo il nostro Assessore Palmisano ancora una volta disertava l’incontro, assente ingiustificato, Turi nelle mani del nulla. Ad onor di cronaca il dibattito non ha avuto esito positivo.

Adesso vi spiego il motivo che noi del circolo politico Fratelli d’Italia Turi siamo nella posizione che è un errore aderire al futuro Parco, Lama San Giargio e Giotta.

Perchè si costituisce un Parco? Per salvaguardare manufatti antichi, piante rare e selvatici in via di estinzione che soggiornano nell’area interessata.
Turi viene interessata all’attraversamento del Parco Lama Giotta, che nasce a Nord-Est dell’abitato di Putignano, arriva a Turi passando da sotto il ponte di via Conversano e sfocia in corrispondenza del centro abitato di Torre a Mare, dopo aver costeggiato ad est gli abitati di Rutigliano e Noicattaro. Il tratto che ci vede discutere è quello che passando da sotto il ponte di via Conversano arriva alla strada provinciale Casamassima – Conversano, perché oltre è territorio di Rutigliano.
Bene, se noi a piedi partiamo dal ponte e attraversiamo tutta la Lama fino alla provinciale notiamo già da subito che è un’area fortemente antropizzata dove ogni appezzamento di terra è coltivato a ciliegeti, mandorleti, uliveti e tendoni di uva, non c’è segno di Grotte o Cavità Carsiche e Ipogei da salvaguardare, giustamente, solo muretti a secco che delimitano le varie proprietà e viottoli; inoltre non ci sono piante arboree ed erbacee rare ma di specie comune e i selvatici presenti sono in gran numero, tra i mammiferi la volpe fa da padrona.
Quindi cosa salvaguardiamo? Il nulla.

Quali sono i siti già vincolati, importanti da salvaguardare nel territorio, e quindi da giustificare l’istituzione del parco? Riporto i siti dall’elenco contenuto negli allegati del PUTT-P PUGLIA: L’Annunziata (Rutigliano), Bigetti (Rutigliano), Parco San Nicola (Rutigliano), Calcaro (Noicattaro), TURI- Centro Storico: scavi sistematici, Parchitello (Rutigliano), Mondo Nuovo (Rutigliano), Britti (Rutigliano), Casiglia (Rutigliano), Purgatorio (Rutigliano), Tomegna (Rutigliano), Lama Rossa (Rutigliano), Pentimone (Sammichele di Bari), Baronaggio (Acquaviva delle Fonti), Madonna dell’Annunziata (Gioia del Colle).
Dall’elenco si evince che a Turi, e precisamente nella lama Giotta, non c’è nessun sito vincolato, l’unico è nel paese: il Centro Storico.

Le misure di salvaguardia, all’Art. 1 comma d) recita: è fatto divieto di raccogliere o danneggiare le specie vegetali spontanee, ad eccezione degli interventi a fini scientifici e di studio preventivamente autorizzati dall’ente di gestione: sono consentite le operazioni connesse alle attività agro-silvo-pastorali.
Adesso mi chiedo, stiamo parlando della Lama Giotta, che è quella che ci interessa, gli agricoltori possono arare il terreno? Non è in contrapposizione al fatto che le erbe spontanee non si possono danneggiare? Allora cosa vogliono intendere “SONO CONSENTITE LE OPERAZIONI CONNESSE ecc… ecc…” anche i trattamenti chimici?
Le misure di salvaguardia sono tante e certamente andranno a incidere sulle comuni pratiche di coltivazione.
Inoltre si deve sapere che con l’art. 20 si quantificano gli oneri derivanti dall’attuazione della legge in euro 50.000, a carico del Capitolo 0581011 “Spese per la costituzione delle aree naturali protette nella Regione Puglia” del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario corrente. Per gli esercizi successivi si provvederà al cofinanziamento regionale mediante iscrizione di specifico stanziamento sul Capitolo di spesa di competenza, SULLA BASE DEGLI OBIETTIVI RAGGIUNTI e della programmazione regionale. Quindi se non si dovessero raggiungere obiettivi, niente soldi.

L’art.17 regola la sorveglianza del Parco, che dovrà essere GARANTITA tramite personale delle Amministrazioni coinvolte nella gestione mediante PROPRIO PERSONALE, ovvero tramite convenzioni con altre amministrazioni pubbliche operanti sul territorio, quindi altri soldi per le convenzioni.

Rimanendo con i piedi per terra oggi il Comune non ha soldi per chiudere le buche, sistemare il bagno pubblico in villa, il verde pubblico non si può vedere e fra poco seccheranno quei pochi alberi rimasti in villa e già agonizzanti, e si andrà ad impelagare nella gestione di un parco? Solo da incoscienti.

Voglio ribadire che noi di F.d.I-A.N. siamo favorevoli alla costituzione  di un parco che sia solamente in territori boschivi demaniali ampi, non antropizzati e  troviamo paradossale che si pensi ad istituire un nuovo parco Regionale senza preoccuparsi minimamente della certezza e della continuità delle risorse finanziarie e non solo, necessarie al suo buon funzionamento.
Senza soldi si creerebbe solo l’ennesimo “carozzone” inefficiente che rischia di creare solamente ulteriori vincoli burocratici e non benefici per i cittadini coinvolti.
Troviamo inoltre paradossale pensare di creare un nuovo ente parco proprio quando i fondi regionali a disposizione per la gestione degli stessi sono stati quasi azzerati, riducendo e talvolta bloccando l’attività degli stessi, vedasi foto allegate, tutto abbandonato.

Palmisano si ricordi che il rispetto si guadagna e lei non ne ha avuto nei nostri confronti , non ci sono scusanti e impari a moderare il lessico anche quando le sue opinioni le ritiene giuste in contrapposizione alle nostre.

Il coordinatore di F.d.I. – A.N. Turi

Giacomo De Carolis

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