Asd R. Turi, il derby sorride al GS Sammichele

Finisce come da pronostico lo scontro diretto tra le due uniche compagini baresi del girone B di serie C, con i padroni di casa che confermano di voler lottare per le prime posizioni, mentre i biancoazzurri ospiti proseguono la ricerca degli equilibri giusti per centrare la permanenza nella massima serie regionale. Cade dopo diverse gare l’imbattibilità dei turesi negli scontri diretti contro i sammichelini.
Dinanzi ad un discreto pubblico, oltre la metà di fede turese, mister Difino schiera capitan Netti al palleggio e l’ex Mancini fuorimano, al centro Cupertino e Cassano, Farella e Incampo di banda, Castellana libero. Pasquale Losito cambia rispetto alle prime due gare, optando per Petroni opposto in diagonale con Sanitate, Galdi e Menna centrali, i laterali sono Porfido e il turese Gigi Atene, autore di una bella prestazione, Di Brindisi è il libero.
Sammichele avanti ma Galdi e Petroni a muro mantengono aggrappati gli ospiti, 8-6. Sfortunato nella decisione arbitrale il Turi, fischiata dal secondo arbitro un’inesistente invasione del muro biancoazzurro, sprecone in attacco è costretto a subire Incampo e l’ex Mancini che chiudono la pratica del primo parziale velocemente.
Prima parte del secondo set equilibrata con l’Arrè Formaggi Turi che prova a fare l’andatura, grazie anche a una prova impeccabile del libero Di Brindisi sia in ricezione che in difesa. Tuttavia la parentesi felice non dura molto: l’attacco turese non è incisivo e pungente nei momenti salienti e il GS ne approfitta con i suoi uomini di maggior esperienza nell’imporsi sull’avversario.
Avversario che s’indispettisce e innervosisce quando il secondo arbitro Annoscia decide di voler essere protagonista a tutti i costi con delle chiamate inesistenti ai danni del Turi. Incredulità anche dall’altra parte del campo, oltre che sugli spalti. Ciò nonostante il Turi rimedia a breve giro il giallo e, poco dopo, il rosso all’indirizzo del proprio allenatore, capro espiatorio delle proteste ad onor del vero non veementi.
Tanto per dovere di cronaca e non come attenuante per la sconfitta che l’ASD Revolution non riesce a evitare neanche nel terzo set, dove in realtà fa da spettatore.