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“Troppa superficialità nel dare giudizi, amministrare è cosa ben diversa”

Menino Coppi sindaco Turi

 

Coppi respinge l’insinuazione di mancanza di trasparenza. Sulla relazione alla Prefettura: “Accuse basate su un documento diverso e non firmato da me”

 

Il rimpasto di Giunta e la relazione inviata alla Prefettura sono i due argomenti di punta di questa intervista al sindaco Coppi. Dopo tanti rumors, cosa ha da dirci il Primo Cittadino?


Sindaco, quale è la sua valutazione di questi primi due anni di Amministrazione?
“Probabilmente non se ne vedono ancora i frutti, ma riteniamo di aver fatto un gran lavoro, nelle condizioni date, ovviamente. È stato sicuramente risanato il bilancio, sono stati conclusi dei lavori importanti, che arrivavano anche dalle vecchie programmazioni. E ora stiamo programmando per il futuro”.

 

L’opposizione (e non solo) ha accusato spesso la sua Amministrazione di mancanza di trasparenza, mancanza di indirizzi politici, mancanza di controllo, scarsa gestione delle priorità (cosa che farebbe lavorare male gli uffici) e mancanza di coraggio nel prendere provvedimenti disciplinari. Cosa risponde?
“Mi sembra una grande bugia! Si sta facendo un uso strumentale di alcune questioni che effettivamente esistono nella struttura amministrativa, difficoltà che sicuramente ci sono. Più di tutte, respingo nel modo più assoluto l’accusa – che è venuta fuori anche nell’ultimo Consiglio comunale – di mancanza di trasparenza. Senza voler togliere niente a nessuno, credo che negli ultimi dieci anni non ci siano state altre Amministrazioni più trasparenti di questa. Vorrei un esempio di atto non trasparente. È solamente propaganda”.

 

Quali sono, secondo Lei, i punti di forza della sua maggioranza? E quale il “tallone di Achille”?
“Credo che questa maggioranza abbia i suoi punti di forza nella gioventù, nella voglia di fare di gran parte dei suoi componenti (visto che io sono il più anziano di tutti). È chiaro che la gioventù, alcune volte, può fare errori per inesperienza. Tuttavia ritengo che si stia formando – ed in futuro se ne vedranno ancora di più i frutti – una classe politica che inciderà fortemente nel tessuto politico e amministrativo di Turi. Fare esperienza amministrativa, a qualsiasi livello, è altamente formante. A riguardo, però, sento troppa propaganda, avverto troppa superficialità nel dare giudizi, ma amministrare è cosa ben diversa dallo starsene fuori a puntare il dito. Perché bisogna affrontare la realtà, i limiti; tutti vorremmo cambiare le cose in un giorno, ma evidentemente non è possibile, perché la realtà è molto più complessa. Bisogna saper affrontare i problemi reali e questa amministrazione li sta affrontando”.

 

Fuori dalle stanze comunali ci viene spesso descritta una “maggioranza litigiosa e attaccata alle poltrone”. Cosa c’è di vero?
“Non è assolutamente vero e non so da dove venga questa idea. Certo, ci sono state e ci sono delle diversità di opinione, ma le diversità sono creative. Tra l’altro, era palese fin dall’inizio che questa lista – capeggiata da me – che poi ha vinto le elezioni, comprendesse provenienze diverse. Tuttavia credo che i fatti stiano dimostrando che questa maggioranza va avanti; chiaramente ci sono dei momenti di confronto su alcuni punti specifici, ma complessivamente – al contrario di ciò che dice una certa opposizione – questa è un’Amministrazione trasparente, onestissima, a cui tutti tentano di trovare il tallone d’Achille, ma che, da questo punto di vista, non esiste nel modo più assoluto”.

 

Veniamo all’opposizione. Qualcuno l’ha definita “inesistente”. Ha un giudizio in merito?
“Non mi sento di condividere neanche questa affermazione. L’opposizione fa il suo lavoro. Tuttavia, ci sono alcuni rappresentanti della minoranza che, specialmente negli ultimi tempi e forse sulla scia di successo di alcune compagini populiste, credono di prendere consenso alzando la voce e avventando giudizi estremistici, cosa che io, chiaramente, non condivido. Credo che l’opposizione abbia un valore importante per tutti, ma tutto ciò che si dice e si fa deve essere basato sui fatti, non sulle invenzioni, come invece molte volte succede”.

 

Rimpasto: quale sarà la linea d’azione che guiderà la scelta della nuova Giunta? E quali sono le problematiche con cui si sta confrontando?
“La questione del rimpasto è stata fin troppo enfatizzata. Stiamo discutendo da una quindicina di giorni, ma in modo molto pacato, e il nostro lavoro continua tranquillamente. In un confronto con i partiti, ma anche con i consiglieri, stiamo cercando di capire dove migliorare, perché è ovvio che si può e si deve migliorare. Su questo non c’è alcun dubbio! Dobbiamo capire quali sono i punti che non sono andati o che possono essere migliorati: sulla base di questo, poi, faremo le nostre scelte. Nelle prossime settimane sicuramente la questione si risolverà. Il nostro obiettivo è mettere su una struttura che funzioni ancora meglio per il bene comune, che lavori migliorando la nostra azione amministrativa”.

 

L’agricoltura è un settore estremamente importante del nostro territorio. Come mai non ha destinato un assessorato due anni fa? C’è una possibilità che possa diventare realtà con il rimpasto?
“È una questione che valuteremo in questo processo di rimpasto. Credo che l’agricoltura sia il settore economico più importante, ma credo anche che in questi due anni ci siamo impegnati tantissimo. E ciò non va sottaciuto. Per esempio, come Amministrazione, io e il consigliere Palmisano, con il supporto di tutta la maggioranza, abbiamo fatto un grandissimo lavoro in quest’ultimo periodo della raccolta delle ciliegie. Abbiamo sollecitato gli altri sindaci della zona dopo la calamità delle piogge e soprattutto del mancato freddo invernale, abbiamo incontrato l’Assessore regionale all’agricoltura. Da qui è scaturita la Delibera di Giunta regionale sulla richiesta di stato di crisi. Siamo intervenuti nuovamente dopo la grandinata, abbiamo enfatizzato al massimo il valore della ciliegia, con la festa nazionale a Turi e con la bellissima e riuscitissima Sagra della Ciliegia. Credo che si stia facendo molto anche dal punto di vista del marketing territoriale, legando il grande prodotto ‘ciliegia’ alla città di Turi. In agricoltura abbiamo fatto tutto ciò che un comune può fare, perché poi bisogna confrontarsi con i livelli regionale (soprattutto) e nazionale. Abbiamo fatto il massimo pur non avendo un assessorato all’agricoltura, ma solamente un delegato, bravo e che si sa muovere da questo punto di vista. È ovvio che due anni fa si sia dovuto tenere conto delle compensazioni che andavano fatte tra consiglieri e partiti, quindi si decise in questo modo. Ciò non impedisce che oggi questa situazione possa essere cambiata. Tuttavia, ritengo che l’obiettivo di attuare un’azione efficace in agricoltura è stato più che raggiunto. Secondo me, è una delle cose più importanti che abbiamo fatto”.

 

Quali sono i suoi rapporti con il Pd locale ed il segretario Gravinese?
“Buoni. Va tutto bene”.

 

Referendum Costituzionale. Quale sarà il suo voto e perché?
“Naturalmente, sulla questione del Referendum Costituzionale, in maggioranza ci saranno punti di vista differenti, ma questo attiene a un livello nazionale. Non è un argomento che ci tocca come amministrazione, perché abbiamo stabilito a priori che le questioni nazionali vadano scisse da quelle locali. Io personalmente voterò per il Sì, perché ritengo si sia giunti ad un punto in cui la Riforma Costituzionale, dopo tantissimo tempo che se ne discute, vada fatta. Secondo me si raggiungo anche degli obiettivi importanti: la Camera diventerebbe l’unico ramo del Parlamento che dà la fiducia al Governo e che approva il bilancio; per molte leggi scomparirebbe la navetta tra Camera e Senato; si ridurrebbe il numero dei parlamentari. Se dovesse passare questa Riforma, i Senatori diventerebbero cento, e sarebbero i rappresentanti delle Regioni e di alcune città, che essendo già consiglieri regionali o sindaci, avrebbero già una loro indennità e non andrebbero a percepire altro come senatori. Credo che siano segnali importanti e concreti. Inoltre, la Riforma, poi, andrebbe a rideterminare anche i rapporti tra le Regioni e lo Stato sulle materie “concorrenti”, dove entrambe le Istituzioni hanno la possibilità di intervenire: questo potrebbe accorciare i tempi su questioni molto importanti, ad esempio le grandi opere pubbliche. Secondo me è un grande passo in avanti positivo e io voterò Sì”.

 

Nell’ultimo Consiglio comunale, il consigliere Sandro Laera ha parlato di una nota inviata alla Prefettura, accusandola di aver scritto il contrario di quanto affermato pubblicamente e di non aver minimamente accennato ad eventuali responsabilità, limitandosi invece ad una cronistoria della vicenda. È vero?
“Su questa vicenda è successo qualcosa di molto strano, sia per ciò che ha detto Laera in Consiglio comunale, sia per ciò che ho letto su Facebook da Fratelli d’Italia e da un altro cittadino che ha pubblicato una relazione non firmata da me, forse una bozza. Sul social, Fratelli d’Italia ha pubblicato la parte di una pagina (scritta in grassetto) che nella relazione che io ho inviato alla Prefettura non c’è. Inoltre, il documento pubblicato dal cittadino è di dodici pagine, quello sottoscritto da me è di dieci. Quindi non so, sinceramente, a cosa Laera si riferisca e se è quello il documento su cui si basa per le sue affermazioni. Se così fosse, la questione sarebbe molto grave. La prima domanda da farsi sarebbe come il consigliere Laera sia venuto in possesso di un documento che formalmente non esiste (che forse è uscito in maniera fraudolenta), che probabilmente è solo una bozza: dunque stiamo approfondendo e non escludiamo di intraprendere iniziative, perché la vicenda è gravissima, è la strumentalizzazione di un documento che non corrisponde a quello che io ho inviato alla Prefettura.

Nella relazione ufficiale, tra l’altro, io elenco tutti gli atti che sono stati fatti, compresi il sopralluogo con l’Assessore ai Lavori Pubblici, i quesiti posti al Rup, le nostre sollecitazioni al Caposettore affinché chiedesse un parere al Ministero delle Infrastrutture e la nostra decisione di scegliere un collaudatore tecnico-amministrativo esterno che ci dirà se ci sono stati errori. Inoltre – ci tengo a sottolineare – se dopo questa verifica verranno fuori delle responsabilità, è chiaro che andremo ad individuare ed a perseguire i responsabili. Noi non stiamo coprendo nessuno e chi afferma questo sta facendo solamente propaganda di bassissimo livello per cercare di screditarci. E – ripeto – la vicenda è gravissima, perché probabilmente si sta discutendo sulla base di un documento che non corrisponde alla relazione che io ho inviato in Prefettura. L’episodio pesa anche da un punto di vista politico: come può essere montato un caso politico su un documento che non è stato firmato da me? Io mi prendo la responsabilità delle cose che firmo. Capisco la polemica politica, che può essere anche positiva, però non ci si può basare su elementi ‘farlocchi’, cosa che mi sembra di grande scorrettezza e stupidità”.

 

Sempre in Consiglio comunale è emerso che i consiglieri di maggioranza non ne fosse stati messi al corrente. Indiscrezioni hanno riferito che qualche suo consigliere si sia talmente arrabbiato da aver richiesto un incontro di maggioranza, che ha fatto slittare anche la consultazione con i segretari per il rimpasto. Ci racconta cosa è accaduto?
“L’intervento di Laera in Consiglio comunale è stato tendenzioso, quando ha chiesto ai consiglieri se sapessero della relazione. Effettivamente i consiglieri non sapevano, ma per me è stato semplicemente un atto di routine amministrativa, un atto istituzionale (la Prefettura mi chiede e io rispondo). Non c’era l’intento di nascondere qualcosa, come ha asserito Laera. Anche perché io non ho assolutamente nulla da nascondere”.

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