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Politica

Fabrizio Resta: No al “ghetto”

Fabrizio Resta


Lavoratori stagionali: serve un progetto che permetta l’integrazione

Rimpasto: “Chiederemo una maggioranza più efficiente”


No al “ghetto”. “Sel ha più volte fatto pressioni affinché si rendesse un’accoglienza migliore” – ci spiega Fabrizio Resta, segretario locale di Sel, in merito alla questione dei lavoratori stagionali attualmente collocati presso la tendopoli del cimitero. “La questione – prosegue – è che serve davvero a poco se non a ghettizzare delle persone che non sono profughi senza cittadinanza: molti di loro, infatti, sono italiani di seconda e terza generazione. Quello che Sel chiedeva era un progetto definitivo, per non cercare ogni anno soluzioni all’ultimo momento. E soprattutto, è importante una soluzione che permetta l’integrazione di questi ragazzi. È inutile farli stare lontano, in un ‘ghetto’, come invece è successo”.

“Non abbiamo fatto dietrofront”. “Siamo stati accusati di aver fatto dietrofront, dopo il nostro articolo sull’argomento. Ma non è così. Noi siamo rimasti della nostra idea, però ci è parso chiaro che, nel momento in cui è scoppiato il problema, fosse inutile perdere tempo e abbiamo fatto ciò che potevamo, cioè collaborare. Era inutile perdersi in chiacchiere e polemiche. La soluzione della tendopoli, in questi termini e visti i tempi risicati, era meglio di niente.

I problemi della tendopoli. Resta ci spiega che la tendopoli non costituisce assolutamente una soluzione ideale visti anche i vari problemi che sono stati riscontrati. Per prima cosa – ci riferisce– non c’era acqua calda nei bagni. Inoltre, era difficile per i ragazzi che alloggiavano nella tendopoli potersi medicare se si ferivano durante il lavoro. “Abbiamo fatto i salti mortali per far venire un infermiere a fare le medicazioni. Per noi è stato difficile anche cercare di garantire questo servizio. Io, come la vicesindaco o Gianvito siamo andati quasi ogni sera a cercare di dare una mano. Lavinia si è ritrovata anche a medicare alcune di queste persone e io non so quanti vicesindaco l’avrebbero fatto”. “Auspichiamo che per l’anno prossimo si inizi già da settembre a studiare e prospettare una soluzione definitiva ideale”.

Ministra alla Sagra. Sulla visita della Boschi durante la Sagra della Ciliegia ci dice: “È un Ministro ed è meglio che conosca la città di Turi e quelle che sono le sue criticità. Spero che, dopo averle conosciute, abbia preso a cuore la situazione della città delle ciliegie e degli agricoltori del posto”.

Il rimpasto. Proviamo ad avventurarci lungo la tortuosa strada del rimpasto, chiedendo al Segretario cosa accadrà per quanto riguarda Sel. “Ce ne hanno dette di tutti i colori” – ci risponde. – “A noi delle poltrone non interessa nulla e questo per noi sarà il punto focale del rimpasto”. E ritorna sulla famosa lettera inviata al Sindaco in maniera “privata” e che “non volevamo assolutamente che diventasse pubblica”, “in cui ci dichiaravamo disposti a farci da parte” per il bene comune. “Quello che cercavamo di fare, era chiedere al Sindaco che la maggioranza fosse riorganizzata con metodo e se fosse stato necessario anche con una ridistribuzione delle deleghe”. “Ed è questo che noi diremo alle riunioni per il rimpasto”, “ci interessa che venga riorganizzata in maniera più efficiente la maggioranza e, se necessario, che si proceda anche ad una ridistribuzione delle deleghe, in maniera che tutti possano lavorare al meglio delle loro possibilità”. Inoltre, visti gli attuali numeri della maggioranza, con il rimpasto a Sel spetterebbe sempre e solo un assessorato. A questo punto rimarrebbe solo da capire se in Giunta resterà Gianvito Pedone o se l’attuale assessore farà largo ad un altro consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà.

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