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Discarica Martucci: Va tutto bene…

Noicattaro. Discarica Martucci front

Prima di cedere la parola al comunicato inviato dall’Associazione Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, ci permettiamo una breve premessa per inquadrare la situazione.

Negli ultimi giorni, il dott. Raffaele Di Marino, consulente tecnico di parte dei Comuni di Conversano e Mola di Bari, ha rilasciato ad alcuni organi di stampa una serie di dichiarazioni in cui ha interpretato i risultati del secondo incidente probatorio. A giudizio del chimico, la lettura della relazione stilata dal collegio di esperti guidato dal professor Luigi Boeri, infonderebbe la certezza che la falda non sia inquinata e che non esisterebbe nessun pericolo di contaminazione ambientale del sito dove, da oltre trent’anni, insiste la discarica Martucci gestita dalla Lombardi Ecologia. Quel sito dove, tra l’altro, senza continuità di soluzione è stato realizzato un impianto complesso per la produzione di CDR (combustibile da rifiuto) con annesse altre due “discariche”, definite formalmente vasche di servizio e soccorso, attualmente poste sotto sequestro dalla magistratura barese.

Ritornando alle dichiarazioni del dott. Di Marino, nulla da eccepire sui commenti tecnici, ma era davvero necessario sbilanciarsi in personali annotazioni? Era davvero opportuno affermare perentoriamente che «il disastro ambientale non c’è», confessando di doversi «aggrappare agli specchi» per sostenere le tesi dei Comuni che rappresenta?

Soprattutto appare quantomeno discutibile la tempistica dell’esposizione mediatica: il 18 aprile verrà celebrata l’udienza cardine dell’intero procedimento penale, quella in cui il GUP Antonio Diella deciderà se convalidare o meno l’imputazione di disastro ambientale. Perché la voglia improvvisa di condividere la propria opinione proprio in una delle fasi più delicate della vicenda processuale? Tra l’altro il chimico ammette candidamente di non aver ancora avuto modo di confrontarsi con l’avvocato rappresentante della comunità dei conversanesi e dei molesi. Dunque una “fuga in solitaria” che, se da un lato spiazza i Comuni costituitisi parte civile, dall’altro fornisce un impagabile “regalo”  – se mai ce ne fosse bisogno – alla linea difensiva degli imputati.

Intendiamoci, nessuno chiederà mai al dott. Di Marino di costruire una verità fittizia o di «arrampicarsi sugli specchi»: se davvero dovesse emergere che ogni allarme è scongiurato, saremmo i primi a rallegrarcene. Tuttavia siamo dell’idea che la relazione di oltre 500 pagine, depositata dal team dei consulenti, non possa essere liquidata con un “va tutto bene”, a maggior ragione studiando con parsimonia la storia di Contrada Martucci.

Una storia che, travalicando lo stesso confine del “danno ambientale”, racconta di un “danno sociale” ancor più grave: la supposta infiltrazione della malavita barese. Nella nostra inchiesta del 2012, avvalendoci della testimonianza di una fonte, abbiamo avuto modo di descrivere le presunte relazioni che si sarebbero intrecciate tra la Lombardi Ecologia e uno dei clan baresi di spicco. Interferenze e commistioni che, come ci conferma la nostra fonte, sarebbero «tutt’oggi in corso nella politica delle assunzioni».

 

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