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La musica che unisce

Foto di gruppo

Un incontro di accoglienza e di dialogo interculturale. È questo il sunto della serata di sabato 6 febbraio, presso la sala teatro del pensionato di Mamma Rosa che ha ospitato una festa in cui le parole condivisione e solidarietà ne hanno fatto da padrona.

”Popoli in festa” seconda edizione è il nome dell’evento organizzato da Umanità Solidale Glocal in collaborazione con il Movimento dei Focolari, l’Ordine Francescano Secolare, il Comune di Turi, l’Associazione Mama Africa, l’Onda Perfetta, associazione di volontariato e il Coro ecumenico “One Love Chorus”.

«“Popoli in festa” ha voluto mettere in evidenza il nuovo concetto di territorio – ha spiegato Maria Pia Lenato, referente dell’Associazione Onlus – un’evoluzione socio-storica del processo della globalizzazione di un luogo: da un solo ‘popolo’ autoctono, ad una molteplicità di colori, lingue, tradizioni e culture che si integrano ed esprimono una nuova identità che non è omologazione ma unità nella diversità».

L’incontro interculturale ha avuto anche una finalità solidale, con il sostegno, per chi ne avesse avuto la possibilità, di donare un contributo al progetto “Turi per una scuola a Bambari”, nella Repubblica Centrafricana.

Una vera a propria festa in cui tutti si sono divertiti a suon di musica, canti e tradizione, unendo e incontrando le culture, le idee, i sorrisi. «Costruire tra noi l’amicizia, presupposto della pace e della fraternità» – è stato il primo obiettivo della serata, a cui, appunto, si è aggiunto quello ugualmente importante di una raccolta fondi per la scuola a Banguì e Bambarì, terza città del Centroafrica (60mila abitanti). Un progetto avviato già da diversi anni, quando l’Associazione Turese volle dare una risposta concreta alle richieste di solidarietà che dal cuore dell’Africa giunsero a Turi attraverso le parole di Don Fèlicien e Don Firmino. Da allora (intorno al 2007), tanta la strada percorsa, ma altrettanto lunga la via da camminare per raggiungere finalmente a creare una scuola in un territorio dove la povertà investe l’intera popolazione e la politica locale impedisce possibilità di crescita.

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