L’Opposizione chiede un Consiglio monotematico sul ponte

È stata protocollata lo scorso 29 gennaio la “richiesta di un Consiglio comunale monotematico ai sensi dell’art. 17 comma 1 del Regolamento del Consiglio Comunale”. La richiesta – firmata il 28 gennaio dai cinque consiglieri di opposizione, Sandro Laera, Mariangela Volpicella, Paolo Tundo, Rocco Birardi e Fabio Topputi – è stata indirizzata al Sindaco Coppi (che riveste anche il ruolo di Presidente del Consiglio comunale), al Capo Settore Lavori Pubblici, l’arch. Donata Aurelia Susca, all’Assessore ai Lavori Pubblici, l’ing. Pietro Camposeo, e per conoscenza ai capi dei gruppi consiliari e al Segretario Comunale, il dott. Francesco Mancini.
I sottoscritti – si legge sulla richiesta – hanno ritenuto “opportuno ed urgente dibattere in merito alla questione: lavori di sistemazione della Lama Giotta a Sud e delle aree a Nord dell’intersezione con la S.p. Turi-Conversano”. Il motivo di tale richiesta sarebbe – secondo i firmatari – l’urgenza di esaminare la questione “sia sotto l’aspetto tecnico che della sicurezza, della trasparenza e della legalità”. Nello stesso documento, inoltre, la minoranza precisa di ritenere “necessaria la presenza del Responsabile del Procedimento (l’arch. Susca), del Responsabile del settore Economico Finanziario e di tutti i tecnici e aziende esecutrici coinvolti”.
Intanto, in sede di Commissione di Controllo, svoltasi lo scorso venerdì 29 gennaio, il consigliere Laera, che ha tenuto banco per circa due ore, ha chiesto di ricevere, entro dieci giorni dalla data del Consiglio, tutta la documentazione riguardante i lavori di Lama Giotta: integrazioni, relazioni, rendicontazioni economiche, computo metrico della variante, così come tutte le determine dei compensi di progettazione riscossi dall’architetto responsabile del procedimento.
Moralmente la questione del ponte pare abbia smosso la coscienza di più di un consigliere di minoranza, il quale ha deciso di accantonare quella sorta di “buonismo” adottato finora per permettere all’Amministrazione di lavorare senza intoppi. Tra questi, Laera ci confida senza mezzi termini che, per continuare a fare il consigliere di minoranza, non dovrà più “guardare in faccia a nessuno”. Diversamente resterebbe solo una strada, quella delle dimissioni. Queste parole ci fanno intuire che potrebbe verificarsi un’inversione di marcia nell’apparente tranquillità politica vista fino ad oggi. Se alle dichiarazioni di intenti seguiranno i fatti, il prossimo Consiglio comunale si prospetta particolarmente infuocato.