“Il valore del perdono nei rapporti”

In occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco il 13 marzo 2015, domenica 24 gennaio, a partire dalle ore 19.30, presso la Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice si è tenuta una conferenza dal titolo “Il valore del perdono nei rapporti”. Relatore della serata è stato il Dott. Nicola Perta che, introdotto da don Francesco Aversa, ha spiegato come il perdono è divenuto oggetto di interesse da parte della psicologia soltanto in questi ultimi anni. Per lungo tempo, infatti, le persone hanno praticato e studiato il perdono soprattutto all’interno del contesto religioso e filosofico. “Per perdonare, dobbiamo superare il risentimento, non negandoci il diritto di provarlo – ha affermato il Dott. Nicola Perta – ma sforzandoci di vedere il colpevole con compassione, benevolenza ed amore, pur sapendo che egli ha volontariamente abbandonato il suo diritto su di essi”.
Il Dott. Perta, assegnando al perdono il ruolo di restaurare le relazioni danneggiate, ha sottolineato come il cambiamento della disposizione d’animo verso l’offensore sia necessario ma che tale cambiamento debba esternarsi anche attraverso azioni positive rivolte a colui che ha offeso. Perdonare, infatti, non significa semplicemente negare o dimenticare il torto subito, desistere dall’attuare la propria vendetta e comportarsi come se nulla fosse successo. Se così fosse, il perdono favorirebbe il ricrearsi delle stesse condizioni in cui si è generata l’offesa ed agevolerebbe il suo ripetersi.
A tal proposito esemplare è risultata la metafora del “Kintsugi”. Tecnica giapponese che, come il nome stesso suggerisce, prevede la riparazione di vasellame rotto attraverso l’unione dei cocci con della resina mista a oro, argento o platino. Questa metafora evidenzia come per i Giapponesi “un vaso rotto sarà più bello di prima” perché saprà di vissuto proprio come un legame spezzato e rinsaldato con più forza.
La conferenza, che ha riscontrato una significativa partecipazione di pubblico, si è conclusa con una lettura, da parte del Dott. Nicola Perta, e con i saluti di don Francesco Aversa.