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Cultura

Il gioco della conoscenza

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Cuccioli che crescono, teneri e ingenui sino a ieri, oggi già grandi e in grado di dimostrare che in un anno, tanto può cambiare e molto si può fare.
Occhi serrati, emozioni sospese, macchine fotografiche puntate, per i bambini di “Conosciamoci giocando”, il laboratorio motorio realizzato presso la scuola dell’Infanzia Madre Teresa di Calcutta e raccontato ai genitori nella mattinata di lunedì 8 giugno.
“Questo è il risultato di un lavoro di grande professionalità” – ha commentato la dott.ssa Tina Resta, coordinatrice didattica e esperta dei processi formativi, che ha applaudito il grande lavoro delle insegnanti Rotolo Annamaria, Gaetano Dina e De Michele Maria Teresa, impegnate con la sezione I B in un intenso anno di lavoro e di formazione. “Era una sfida” – ha aggiunto la dottoressa Resta, commentando come questo tipo di laboratori e soprattutto i risultati dei bambini, sono una grandissima risposta.
Un laboratorio che ha guardato ad affinare le competenze comunicative, nei confronti di oggetti e persone; competenze cognitive, volte alla conoscenza della propria corporeità, della coordinazione isomotoria, dell’equilibrio e della coordinazione; e delle competenze socio – motorie, legate alla programmazione dei movimenti di ogni bambino in riferimento al proprio compagno.
“Molto è stato fatto attraverso le storie – ha aggiunto la maestra Annamaria – perchè tutto, per i bambini, deve avere un significato”.
E infatti, trasportati nel piccolo mondo dei più piccoli, tra sedioline e banchi colorati, canzoni e coreografie hanno raccontato quanto i bambini hanno appreso nel corso dei mesi, poi racchiuse in un video composto da Angelita Romita.
Premurose, le insegnanti, a seguire ogni momento della mattinata, nella quale, ogni alunno, nel suo grembiulino bianco, ha sciolto timidezza e ansia e, tra qualche lacrima ed emozione, ha raccontato la sua personalità. Un’identità che cresce e matura; attenzioni verso l’altro e verso quel che si sta facendo a raccontare di una persona che si sta formando e che dalla “culla” familiare si affaccia alla finestra e guarda al mondo esterno con occhio curioso e divertito.

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