Risplendente? Un ramo secco del Pd… cinico e sfacciato!

Corre l’obbligo di fare alcune precisazioni in merito a quanto affermato dal nuovo Presidente del PD sulle pagine de “La voce del Paese”.
Definire i membri del vecchio esecutivo di cui, tra l’altro, faceva parte:… “Incapaci di esprimere una concettualità politica che incontrasse il favore della gente…”, mi sembra abbastanza cinico e sfacciato.
Quelli usati sono termini che la storia, in passato, (Machiavelli) ha attribuito al Principe e al suo “Il fine giustifica i mezzi”.
Non è possibile, tuttavia, in questa circostanza parlare di principe o stratega in quanto il neo Presidente del Pd -certamente-non è un uomo di alta statura politica dato ciò che in passato è stato in grado di combinare.
Anzi, senza se e senza ma, ha rappresentato, insieme ad altri, un ramo secco del Pd turese. Ovvio, riciclarsi conviene a tutti; ma il decoro e l’intelligenza politica dovrebbero insegnare a costui che è troppo facile scaricare colpe su chi è, consapevolmente, uscito di scena non condividendo un percorso politico in antitesi con le premesse iniziali.
Definire, dunque, il coordinamento uscente, tra l’altro, giovane, trasparente e, soprattutto, non camaleontico una pura astrazione politica è la più grossa amenità che questo signore potesse dire, dal momento che non è mai riuscito a costruire un percorso politicamente aggregante.
Anch’egli, come detto in precedenza, ramo secco si è rinverdito alla stregua dei suoi compagni grazie al nuovo corso voluto dalla signora Annarita Rossi e i suoi giovani.
Ma il presidente ha, indubbiamente, dimenticato tutto.
Questo signore non può esprimere giudizi su chi ha avuto il solo torto di inseguire un progetto diventato, poi, chissà perché irrealizzabile.
Questo stratega che, in passato, pur di essere non ha esitato in nome della coerenza a frequentare luoghi contrastanti la sua appartenenza politica, ha portato solo un risultato nel suo lungimirante percorso: essere immolato sull’altare dei trombati.
Non scrivo per invidia o rabbia. Anche perché la “tessera a mamma e papà” come qualcuno ha detto, inaugurata dal nuovo corso, non è mai stata oggetto del “nostro “modo di intendere la politica.
Ma, poiché non vivo di apparenze e di incarichi di mera rappresentanza, mi sento in dovere di difendere il “nostro” operato scevro da ogni forma di condizionamento.
Marco Girolamo Aiello