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Cultura

Pasquale Del Re: a Casamassima per parlare di dialetto

Durante la lettura in vernacolo

Foto di rito

“Dialettando in Peucetia” è stato il titolo di una manifestazione svoltasi lo scorso venerdì 16 gennaio a Casamassima. Ad organizzarlo, la Pro Loco della cittadina vicina e a parteciparvi le cinque Pro Loco di Peucetia: Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Turi.

Una voce ha dato lustro al nostro dialetto, rappresentandoci e facendosi ascoltare, dal vasto pubblico presente nella sala Imperial. “Sono stato onorato di rappresentare Turi in questa manifestazione” – ha commentato in prima battuta Pasquale Del Re, che ha parlato “accòme t’è fatte mamète!”.

Per la “Giornata del dialetto e delle lingue locali”, il nostro concittadino Del Re, accompagnato dalla Pro Loco di Turi e la sua presidente, Rina Spinelli, ha letto due sue composizioni “Spèrième ca chìove” e “Nu spècchje andìche”, ricevendo, i complimenti di diversi ospiti.

I presidenti dell Pro Loco di Peucetia

Ma un po’ di delusione traspare dalle sue parole, ripensando a come sia stata sviluppata l’intera serata.  “Purtoppo non è andata come immaginavo: in verità pensavo a momenti di scambio tra le diverse realtà dialettali, ad una sorta di interazione tra persone e dialetti diversi, invece è sembrato che siamo andati a Casamassima, a celebrare il casamassimese, a cui è stato dato più di un’ora di spazio”. “Solo nella seconda parte ci è stato garantito un tempo ridottissimo per recitare o raccontare nel nostro dialetto”. “Ritengo – ha aggiunto Pasquale Del Re – che quando ci si muove per promuovere cose del genere, bisogna metterci maggiore impegno”. Un commento attento, dalla voce di chi da anni dedica tempo e passione a far vivere e conoscere il dialetto, turese in questo caso, attraverso liriche o sceneggiature.

Non nasconde, inoltre, di aver palesato nervosismo nel momento in cui, dalle 19.00 in sala, ha avuto la possibilità di recitare solo alle 22.00. “Solo i miei versi mi hanno rasserenato” – contrastando però il rammarico dinanzi allo svuotamento della sala che ora dopo ora si compiva. 

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